Mini-recensione: Arrow 4×23 “Schism”

Arrow 4×23

Arrow

E con Arrow è finito il piccolo frangete delle chiusure di serie per questa stagione, naturalmente riprenderanno tutte in autunno e per l’estate ci sarà da sopportare la mancanza, quindi andiamo parlando della puntata intitolata “Schism”.

Come sempre mi sento la voce fuori dal coro visto e considerato che non è così da buttare come mezzo web dice.

Da tre puntate a questa parte le pallose, diciamolo, puntate intimiste e dialogate sono terminate e l’azione pura che per due stagioni e mezzo ha contraddistinto la serie è tornata, però non senza arrancare. Lasciando stare che la parte principale del piano malvagio di Damien Darhk è un po’ assurda visto che un fallout nucleare avrebbe sicuramente ucciso anche sua figlia, dato che il suo bunker/città è stato distrutto, ma vabbhe.

Comunque la prima parte troviamo un’altra volta il team Felicity da salvare con un Darhk fuori di se per via del potere assorbito e ogni forza che viene usata per fermarlo sembra vana, ed il nostro Oliver viene messo a dura prova dal fatto che la potenza del villain distrugge anche la Arrow-caverna con i suoi fantasmi. La situazione si fa problematica ma fra corse contro il tempo e il classico “ti saluto ora che probabilmente fra poco moriremo tutti” Oliver scopre che la sua più grande abilità con è la precisione con l’arco o il parkour, ma l’emblema che il suo costume da vigilante rappresenta, ovvero la speranza. E questa forza fa in modo che Olver convinca la città senza cappuccio, e nel momento in cui mancano 15 minuti allo scoppio delle bombe intraprende con cappuccio una combattimento contro Darhk, con al suo fianco la città schierata e la speranza a bloccare i poteri del cattivo.

Si, ok, questo poteva essere un buon espediente, se non avessero relegato questa particolarità ad una mezza puntata prima della fine della stagione, invece di dipanare una inutile love story per tutta la prima mid-season, ed una serie di problemi after break up nella seconda metà. Andiamo! Sto guardando Arrow o Piccoli problemi di cuore?!

Comunque lo scisma di cui il titolo crea una prefazione è interessante certo, ed il dualismo che da sempre ha caratterizzato Arrow, ovvero la divisione fra il fare del bene ma anche uccidere la dove si rivelasse strettamente necessario, lo vediamo chiaro e conciso. La spiegazione di Oliver regge e rimanda a quando il Conte Vertigo tornò e lui fu costretto a infrangere la regola che si era appena imposto di non uccidere. Però anche questo stallo fra speranza e oscurità sarebbe dovuto essere più chiaro per tutta la stagione ed essere caratterizzato maggiormente. Se la serie lo avesse fatto probabilmente il finale non sarebbe sembrato buttato a caso. Spero che con il finale di The Flash la CW ponga rimedio a questa quarta stagione, anche se non credo.

Comunque per quelli che hanno criticato la serie posso dire che ha sicuramente delle pecche ma come tutta la quarta stagione ne ha, e purtroppo la colpa è da affibbiare al personaggio che all’inizio era simpatica, solare e divertente ma che dalla terza stagione è diventata un ripetersi di cose su cose in continuazione, fino ad arrivare alla love story con Oliver che ha letteralmente distrutto la stagione.

Come ho già detto c’è solo una puntata in cui questa love story ha avuto un senso, ed è quella in cui vediamo il villain Cupid, con una narrazione piuttosto fumettistica.

Purtroppo credo che i capoccia dietro la serie siano fin troppo asserviti al fandom, è naturalmente si può capire quanto questo possa essere sbagliato. Ammetto che Felicity mi piaceva ma con i casini che ha fatto e la tanto citata morte prevista a metà stagione, la voglia che fosse lei in quella bara invece di Laurel è stata tanta.

In più se la ricerca nella serie era di un personaggio femminile forte chi più di Black Canary poteva incarnarlo, con anche il suo passato nella serie. Sarà per sempre una cosa che non riuscirà ad andarmi giù.