Mini-recensione: The Flash 2×11 “The Reverse-Flash Return”.

The Flash 2×11

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Ohhh The Flash! Questa è una serie da qui molte serie supereroistiche dovrebbero imparare. Non ha lo charme di Daredevil ne il Nolanismo di Arrow, non ha la spy story di Agents of SHIELD ne quella di Agent Carter, ma ha tutto quello che sarebbe dovuta essere Smallville è che è riuscita ad essere solo in due o tre stagioni. Come in tutte le serie abbiamo i filler, abbiamo le puntate morte, abbiamo le puntate dove tutto gira intorno alle gesta eroiche e poi abbiamo puntate come questa, pieni di tocchi sci-fi piuttosto forti che non ti aspetti da una serie sui supereroi.

La puntata di oggi è stata molto bella, devo dirlo, con una profonda prova attoriale quasi a fine puntata. Ancora una volta mi ritrovo a dire che Grant Gustin è letteralmente nato per il ruolo, è bravo, è espressivo, sa contenersi ed esplodere, un giovane attore di tutto rispetto. E poi abbiamo Tom Cavanaugh che tutti ricordiamo nel ruolo di Dan Dorian in Scrubs dove era una macchietta comica, e qua in un ruolo già diverso dal riflessivo e diabolico Wells della prima stagione, dimostrandoci come un attore possa essere versatile al limite della talentuosa Rose McIver di IZombie.

Ma la vera rivelazione è Shantel VanSanten che interpreta l’agente Spivot un attrice che devo dire mi è piaciuta fin da subito, con le sue dimostrazione di bravura, di maturità e consapevolezza emotiva.

Comunque la puntata non è priva di difetti. La ricomparsa di Rverse-Flash è stata per lo più una esigenza di trama per risolvere una domanda, e la sottotrama di Iris e Wally è stata poco caratterizzata e fondamentalmente inutile. Pure il siparietto di Caitlin e Jay è risultata piuttosto insipida, ma sono spezzoni che servno o per far andare avanti la trama nelle prossime puntate. Si sopportano.

Devo dire che però il modo di comportarsi di Wally mi ha già stufato.

Voto (7+/10)