Mini-recensione: The Flash 2×15 “King Shark”

The Flash 2×15

The Flash

Ahhhhh cari lettori, The Flash continua ad essere The Flash.
Come sempre la recensione conterrà spoiler.
Questa puntata l’ho aspettata a dire la verità più per quanto il promo era divertente, in pieno stile Lo Squalo di Steven Spielberg, ed infatti nella puntata non sono mancanti i rimandi geniali al famoso film.
Questa puntata apre con la colpa, una colpa a cui non si può contravvenire. La colpa di Barry che lo distrae, che lo rende lento, debole, tutto perché, nonostante le persone che ha incontrato su Terra-2 siano solo ed esclusivamente dei doppleganger insignificanti al livello emotivo per quanto riguarda la vita dei nostri protagonisti, c’è quell’astio, quel non essere riuscito a riscattarsi a gli occhi dell’altro Joe, e poi la morte. Un’immagine che rimarrebbe nella testa di chiunque di noi e Grant Gustin è come sempre fantastico nel riportare la maturità emotiva della sua capacità recitativa. Ti fa quasi dimenticare che buona parte della famiglia West non sa recitare a parte Joe.
In questa puntata vediamo lo spunto di un classico crossover, come questa serie ed Arrow ci hanno ormai insegnato, ma prende come in Arrow la palla al balzo solo per mostrare un personaggio del mondo televisivo DC/Warner e contestualizzarlo molto meglio di quanto siano riusciti a fare in tutte le puntate mandate in onda fino ad ora della quarta stagione di Arrow.
Vediamo un mostro famelico, una sorta di Hulk senziente dalle sembianze di squalo, e qua si potrebbe pensare che la puntata si sarebbe conclusa con un Flash arriva e risolve la situazione, ma la colpa di cui parlavo lo distrae.
In questa puntata si punta alla fotografia grigiastra, giusto per mostrare l’impronta emotiva che aleggia in ogni scena, e vediamo il mostro che semplicemente vuole uccidere Flash perché quello il suo scopo, e con un’intelligente quanto rocambolesco succedersi d’azione il nostro velocista riesce a sconfiggere un nemico che è infinitamente più forte di lui.
Il tutto infiocchettato in una chiave più che spettacolare, con una CGI piuttosto buona per una serie tv, ma il vero punto massimo non lo abbiamo con King Shark, anche se fa la sua porca figura, e nemmeno con il dilemma Caitlin/Killer Frost, ma con il finale dopo l’outro title in cui scopriamo la vera identità di Zoom.

Non ve la dirò, ma la cosa mi ha lasciato non poco confuso e stupito.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.

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