No Time To Die: Léa Seydoux descrive Bond come “uno dei pochi personaggi maschili ad essere sessualizzato”

Non c’è alcun dubbio che la saga di James Bond abbia mostrato al grande pubblico una vera schiera di bellissime “Bond Girl“, femme fatale che in qualche modo si approcciavano al personaggio titolare, l’agente segreto della corona britannica con licenza di uccidere, ma in una recente intervista con l’edizione inglese di Harper’s Bazaar, l’attrice Léa Seydoux ha sollevato una questione non poco interessante.

Come sapete, nell’ultimo episodio di 007, Spectre, rilasciato nel 2015 e diretto da Sam Mendes, Seydoux ha interpretato Madeleine Swann, una psichiatra con la quale lo 007 di Daniel Craig vaga mano nella mano nella scena finale. È uno scatto classico: la coppia un po’ spettinata dopo una sequenza di lividi, che attraversa il ponte di Westminster verso un cielo reso blu dalle luci lampeggianti delle auto della polizia.

Per Craig ciò sarà risultato facile, dopotutto sappiamo che la spia è tanto un marchio quanto un personaggio – una giostra di rappresentazioni che si inseriscono in una visione di suprema virilità. Pistole che sparano, Bond che guida una macchina super veloce dietro un angolo, Bond che scompare sotto le lenzuola bianche con una calda bionda. Chiunque ci sia stato nel ruolo, è sempre stato coraggioso, forte, bianco, etero. Quindi, come si fa a fare un film su Bond adesso, quando un certo numero di quelle caratteristiche risultano decisamente in contrasto coi tempi moderni? Semplice, adattandosi, come dive bene la Seydoux con un mezzo sorriso.

Per prima cosa, come hanno adattato la figura della Bond Girl per i tempi moderni? Nonostante le varie controversie relative all’uscita di No Time to Die, Seydoux non ha rimpianti per aver ripreso il suo ruolo di Swann – in questo ruolo c’è il cambiamento, è la seconda volta che una “Bond girl” torna (la prima ad apparire nei film successivi è stata Eunice Gayson nel ruolo di Sylvia Trench in Dr No e From Russia With Love).

Di solito, le donne sono coinvolte in una scena finale e poi non vengono mai più viste, o, se si rivelano malvagie vengono abilmente uccise. Ma il personaggio della Seydoux è qualcosa di diverso: “Il mio personaggio non è uno stereotipo“, afferma con orgoglio. “Non è un cliché. È una donna vera e una donna interessante. Questo è ciò di cui avevamo bisogno“.

Nelle sue mani, Swann è anche enigmatica e appesantita da una malinconia che sembra penetrare in ogni scena. Seydoux, di persona, non è dissimile. Anche quando mangia è in qualche modo misteriosa.

Le persone spesso descrivono Seydoux come incarnazione di “ennui”, un concetto molto francese che indica non solo la noia, ma una certa freddezza, troppo distaccata per preoccuparsene. Ma questo non è del tutto giusto: è una persona che sente le cose così acutamente che lotta per esprimerle, la cui timidezza può essere scambiata per maleducazione. “Iper-sensibilità“, spiega. Ogni volta che scivola nel silenzio e pensi che sia chiusa, ti rendi conto quando la prossima volta parlerà che è stata effettivamente in un viaggio interiore, e parlerà solo quando sarà pronta e avrà qualcosa da offrire.

Il risultato è che Seydoux non dice sempre quello che potresti aspettarti che lei dica, né, forse, quello che dovrebbe dire.

Non sono politicamente corretta“, afferma, più una dichiarazione di fatto casuale che una professione di sfida. Ad esempio, quando la fonte parla dell’aggiunta del film della prima agente 00 – interpretata dall’attrice britannica Lashana Lynch – fa una pausa e dice a nome di tutte le donne in primo piano: “Non siamo qui per compiacere la sessualità di Bond“, ciò è stato anche aiutato dall’influenza di Phoebe Waller-Bridge, che ha lavorato alla sceneggiatura. Ma Seydoux non si ferma qui, pensa per un minuto e poi aggiunge:

“Quello che dimentichiamo è che James Bond è anche lui un oggetto sessuale. È totalmente un oggetto sessuale. È uno dei pochi, forse uno dei soli personaggi maschili a essere sessualizzato. Penso che le donne adorano vedere Bond, no? Vedere il suo corpo. No? Non credete? Adoro vedere uomini sexy in costume da bagno.”

Bond ha abbandonato gli impegni in prima linea e si gode una tranquilla vita in Giamaica. La sua pace ha vita breve dopo che il vecchio amico Felix Leiter della CIA si palesa con una richiesta d’aiuto. La missione ha l’obiettivo di recuperare uno scienziato rapito e si rivela molto più complessa di quanto atteso: Bond sarà messo alla prova da un misterioso nemico dotato di una nuova arma tecnologica.

No time to die era fissato per uscire nelle sale italiane l’8 aprile 2020, con Cary Joji Fukunaga alla regia, dopo aver sostituito Danny Boyle, su una sceneggiatura di Scott Z. Burns, Phoebe Waller-Bridge, Neal Purvis, Robert Wade e dello stesso Fukunaga, basata sempre sui romanzi di Ian Fleming, e con Barbara Broccoli e Michael G. Wilson come produttori. La fotografia sarà curata da Linus Sandgren, mentre la colonna sonora è composta da Dan Romer.

Nel cast Daniel Craig (James Bond), Naomie Harris (Moneypenny), Ben Wishaw (Q), Ralph Fiennes (M), Léa Sydeoux (Madeleine Swann), Rory Kinnear (Tanner), Jeffrey Wright (Felix Leiter), Ana de Armas (Paloma), Lashana Lynch (Nomi), Rami Malek (Safin) e Christoph Waltz (Blofeld).

Il film adesso uscirà a novembre 2020.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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