lunedì, Dicembre 11, 2023
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One Piece: i set sono reali? Svelati i retroscena sulle ambientazioni

Nel mondo dell’intrattenimento, poche serie hanno catturato l’immaginazione degli spettatori come “One Piece“. L’epica avventura dei pirati alla ricerca del tesoro definitivo ha trasceso i confini dell’animazione e ha portato l’azione, l’emozione e il mistero sul piccolo schermo. Ma cosa c’è dietro il fascino di questa straordinaria produzione?

Il regista che ha sfidato le convenzioni

Mentre il budget delle prime stagioni di “One Piece” ha toccato cifre da capogiro, con circa 18 milioni di dollari spesi per episodio (quasi quanto il costo di un film indie), il risultato finale ha conquistato sia i fan che la critica. Questo successo è in gran parte dovuto all’approccio audace di uno dei registi, Marc Jobst, con un background teatrale che ha avuto un impatto decisivo sulla produzione.

Jobst ha fatto una dichiarazione forte e chiara: voleva il realismo a tutti i costi. Si è opposto all’uso massiccio della tecnologia di produzione virtuale nota come il “Volume,” che aveva contribuito a definire le produzioni più recenti come “The Mandalorian.” La direttrice della fotografia, Nicole Hirsch Whitaker, ha svelato il suo punto di vista in un’intervista esclusiva con TheDirect.

L’Imperativo del realismo

Nicole Hirsch Whitaker ha condiviso la determinazione di Jobst nel creare un ambiente autentico per gli attori. Ha raccontato come, durante le riprese della scena di Gold Roger, nonostante l’uso di un discreto blue screen, si sono trasferiti in una location reale, un autentico castello, circondati da massicce mura di pietra. Il suo mantra era chiaro: “Devono sentirsi davvero lì. E devono sapere di esserci davvero.”

La decisione di Jobst ha ricevuto ampio rispetto da parte di tutto il team di produzione. Hirsch Whitaker ha enfatizzato che, nonostante alcune voci sostenessero che il futuro dell’industria potesse vedere un totale abbandono di produzioni in-location come questa, gli attori dovrebbero continuare a lottare per il realismo, invece di rinchiudersi in uno studio.

In effetti, per una serie come “One Piece,” che si sviluppa in un mondo ricco di luce diurna e paesaggi mozzafiato, il rifiuto del “Volume” ha dimostrato di essere la scelta giusta. Anche se questa tecnologia è un strumento straordinario con molte applicazioni, in questo caso, l’uso di set enormi, acque reali e luce naturale ha creato l’atmosfera autentica necessaria per dare vita al mondo dei pirati. Hirsch Whitaker ha concluso affermando che questa scelta non solo ha reso la serie incredibilmente coinvolgente ma ha anche offerto agli attori l’opportunità di veramente immergersi in questo viaggio epico attraverso i mari.

Le scene in acqua di One Piece

Inoltre, ha sottolineato che praticamente tutte le scene diurne in acqua sono state girate in ambienti esterni, utilizzando effetti pratici. Il villaggio dei mulini a vento è stato costruito dalla base, un’enorme realizzazione di produzione. Un blue screen circondava la piscina a causa di un’autostrada nelle vicinanze, ma l’acqua e tutto il resto erano autentici.

Questa scelta ha permesso agli attori di sentirsi davvero all’esterno, in mare aperto, specialmente quando le barche si muovevano attraverso le onde. In un mondo pieno di tecnologia, la passione per il realismo di Marc Jobst ha fatto sì che “One Piece” diventasse una straordinaria avventura cinematografica che affascina il cuore e la mente degli spettatori in tutto il mondo.

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