Perché Spider-Man 2 ha raccontato una storia migliore di quella raccontata nel MCU?

Spider-Man 2 di Sam Raimi ha raccontato una storia di Peter Parker migliore di quella mostrata nel MCU. All’inizio del 2015, Marvel e Sony hanno siglato un accordo senza precedenti che ha portato Spider-Man nel MCU. Tom Holland è stato scelto per il riavvio di Spider-Man e, in ogni caso, è stato un notevole successo. Indipendentemente da ciò, la versione MCU dell’iconico arrampicamuri deve ancora dimostrarsi all’altezza del tocco di Raimi sul personaggio.

Il Peter Parker del MCU è molto diverso da qualsiasi precedente incarnazione del personaggio. Questa versione è un adolescente socialmente inetto che è nato in un mondo di supereroi, un fan di Iron Man che è stato salvato da Tony Stark quando era solo un bambino e alla fine è diventato il suo super-protetto. Spider-Man del MCU ha già oscillato più in alto rispetto a qualsiasi altro Spider-Man, combattendo Thanos sulla superficie di Titano in Avengers: Infinity War e unendosi a un esercito di supereroi in Avengers: Endgame.

Eppure, per quanto spettacolare possa essere l’Uomo Ragno del MCU, non è mai stato all’altezza dell’eredità di Peter Parker. In realtà, guardando indietro, Spider-Man 2 – il migliore dei film di Sam Raimi – ha raccontato una storia di Peter Parker migliore di qualsiasi altra vista sia nel MCU che fuori, e l’unico film che riesce in qualche modo a tenere alta la testa e guardarlo negli occhi con aria di sfida è Spider-Man: Un Nuovo Universo.

I Marvel Studios hanno modellato il loro Spider-Man sui primi fumetti di Stan Lee e Steve Ditko, in cui era solo un adolescente al liceo. Questo periodo viene continuamente indicato nei film e negli spettacoli televisivi, ma curiosamente nei fumetti è durato solo tre anni. Con il senno di poi, Lee sentì che quello era un errore; è nato dal fatto che non si sarebbe mai aspettato che le storie di Spider-Man fossero raccontate ancora per decenni dopo la sua creazione. Ma, fondamentalmente, la Marvel non ha del tutto onorato il design originale.

Nei fumetti, Spider-Man è essenzialmente una maledizione per Peter Parker. Non ha acquisito super-poteri per scelta, e inizialmente non ha usato i suoi poteri con saggezza; Spider-Man ha imparato la lezione del potere e della responsabilità nel modo più duro, quando non è riuscito a catturare un criminale che in seguito ha ucciso il suo amato zio Ben. Questa storia di origine ha immediatamente conferito il tono alle avventure di Spider-Man. La vita personale di Peter e la sua carriera da supereroe si scontrano più volte. La vita amorosa di Peter è sempre stata un disastro, ha lottato per far quadrare i conti finanziariamente, e si è guadagnato la reputazione di essere indipendente ma addormentarsi in classe a causa della sua stanchezza. Qualunque felicità trovata come Peter Parker si è rivelata fugace; Gwen Stacy è stata uccisa, il suo matrimonio con Mary Jane Watson è stato cancellato della continuity quando ha stretto un accordo letterale con il Diavolo, e la sua breve esperienza come miliardario è crollata quando è stato costretto a distruggere la sua stessa compagnia.

Peter Parker è sempre stato un problema anche per Spider-Man, perché l’arrampica-muri ha faticato a gestire i nemici che hanno un legame personale con lui: il primo Green Goblin è stato il padre del suo migliore amico Harry, che è diventato il secondo Goblin; Hydro-Man è ossessionato da Mary Jane Watson; Lizard è il suo professore universitario. Il legame emotivo tra Spider-Man e i suoi nemici è il motivo cruciale per cui la lista di villain del personaggio è considerata una delle migliori dei fumetti Marvel, e motivo anche per cui l’apprezzamento verso il personaggio arriva anche da alcuni fan della Distinta Concorrenza.

Nel frattempo, Peter può essere intelligente, ma manca di buon senso ed è sempliciotto, il che significa che spesso si è dimostrato facile da manipolare.

Spider-Man 2 potrà essere uscito nel 2004, ma è ancora considerato da molti il ​​miglior film di Spider-Man in live-action fino ad oggi. Non è invecchiato perfettamente, ovviamente, tuttavia questo è il film che ha catturato meglio il conflitto tra Peter Parker e Spider-Man. Quando inizia il film, Peter si è trasferito da casa di zia May e sta cercando di pagare l’affitto di un appartamento scadente. Sfortunatamente sta lottando anche per mantenere un lavoro come fattorino e fotografo, perché è sempre in ritardo e ha un la fama di essere pigro al college e persino di addormentarsi in classe. La storia d’amore di Peter con Mary Jane è un casino, perché per quanto si prenda cura di lei, Peter sente non poterla portare nel suo mondo di super-cattivi e ragnatele.

Da un grande potere derivano grandi responsabilità“. Peter Parker può provare a vivere secondo quel codice, ma in verità potrebbe essere riformulato: “Da un grande potere derivano grandi sensi di colpa“. Visto attraverso questo obiettivo, il rifiuto di Peter di dire tutto Mary Jane sembra quasi un atto di penitenza; in parte è guidato dalla paura, perché ha il terrore che Mary Jane venga scoperta dai suoi nemici. A poco a poco, però, i due mondi di Peter – la sua identità civile e la sua vita da supereroe – si incontrano. Zia May fa un bellissimo discorso in cui celebra l’eroismo di Spider-Man e lascia intendere che potrebbe aver capito la sua vera identità, e quindi in uno sciocco di dita (non quello che pensate), si verificano le peggiori paure di Peter, Mary Jane viene rapita.

Il terzo atto è formidabile, perché – per quanto l’azione possa essere fantastica – riguarda davvero il personaggio. Con l’intera città in pericolo, Spider-Man è costretto a togliersi la maschera per far leva sull’umanità del dottor Octopus. Lo fa nonostante il fatto che Mary Jane si trovi nelle vicinanze e così sia capace di vedere la sua faccia, finalmente venendo a conoscenza della verità. In termini tematici, questo serve come risoluzione dell’intero arco narrativo del personaggio di Spider-Man, perché è solo accettando la sua doppia identità che può salvare la situazione. Non c’è più modo di tornare indietro.

Purtroppo il Marvel Cinematic Universe non è riuscito a dare lo stesso spessore a Spider-Man. Tom Holland ha fatto il suo debutto come Spider-Man in Captain America: Civil War, e ha accuratamente evitato sia la famosa frase che riguarda il potere e la responsabilità, sia qualsiasi riferimento palese allo zio Ben. Il Peter di Holland dice: “quando si riesce a fare le cose che faccio io, se non le fai e poi succedono cose brutte… succedono per causa tua“, e per quanto d’effetto possa essere questa frase, non mette al centro un dramma interiore, quanto più un desiderio di affermazione.

La decisione di Peter ha avuto un costo, è vero, ma il prezzo non è mai stato particolarmente elevato. I Marvel Studios, ovviamente, sono sempre stati riluttanti a ripetere una storia che è già stata raccontata; questa è la ragione per cui hanno re-inventato Spider-Man in primo luogo, ma il punto non è solo che la Marvel ha evitato di raccontare la stessa storia, hanno praticamente abbandonato il tema centrale del personaggio.

Fino ad ora, non vi è stata alcuna reale attenzione al costo che provoca l’essere Spider-Man, e questa doppia vita sembra essere stata un gioco da ragazzi per il nostro Peter. È un notevole distacco dai temi standard del personaggio, forse eccessivo, ma c’è ancora speranza. Questo potrebbe cambiare dopo Spider-Man: Far From Home, grazie alla scena post-crediti, che ha visto l’identità segreta di Spider-Man rivelata al mondo, in concomitanza con il suo essere incastrato e accusato di terrorismo internazionale. Tutto potrebbe cambiare e finalmente potremmo, forse, vedere la vera difficoltà di essere Spider-Man nel MCU.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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