Quella volta che Kevin Feige passò quasi alla direzione della DC per colpa di Ike Perlmutter

I Marvel Studios hanno davvero stabilito lo standard per un universo cinematografico interconnesso con il MCU, e il suo successo è in gran parte dovuto all’uomo che supervisiona tutto: Kevin Feige.

Quando il MCU iniziò a vivere un successo davvero estremo, in particolare all’indomani di The Avengers, tutta Hollywood iniziò a cercare di replicare la formula, in particolare Warner Bros. con il DCEU – ma al tempo Zack Snyder aveva altri piani. Lo studio ha cercato di far decollare il suo mondo interconnesso dopo che i piani di Snyder sono collassati, sfortunatamente quella direzione è andata persa quando il regista ha lasciato la gestione del DCEU dopo ciò che sappiamo essere successo con Justice League del 2017.

Molti incolpano le lotte che la DC sta affrontando nella creazione del suo universo per la mancanza di un leader simile a Feige a supervisionare la sua creazione, ma c’era in realtà, e semplicemente la Warner non ha saputo tenersi stretto l’unico che aveva effettivamente un piano.

Ad oggi, allo studio manca quel leader, ma sembra che ne abbia quasi avuto uno diversi anni fa, prima che Snyder prendesse il controllo, ovvero lo stesso Feige.

In un recente articolo di Puck (via TD), è stato rivelato che il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige ha preso in considerazione l’idea di trasferirsi alla DC diversi anni fa per via delle frustrazioni con la direzione della Marvel dell’epoca. Tra le frustrazioni maggiori di Feige c’era l’apparente opposizione alla diversità nel MCU da parte dell’ex CEO e attuale presidente della Marvel Entertaiment, Ike Perlmutter. Secondo quanto riferito, Feige è entrato in seri colloqui con la Warner Bros. a metà degli anni 10 del 2000 a causa delle frustrazioni nel lavorare sotto Perlmutter. Lo studio dietro la DC Films presumibilmente da allora ha contattato i vice di Feige come il co-presidente Louis D’Esposito per aiutare a gestire il suo universo, sebbene questi tentativi si siano rivelati finora infruttuosi.

I colloqui del presidente dei Marvel Studios con la Warner Bros. potrebbero essere stati un fattore stimolante nella promozione che ha ricevuto nel 2015, che ha visto Feige essere promosso a presidente da Alan Horn in persona, invece di Perlmutter. Jeph Loeb, l’ex capo della Marvel Television, ha continuato a riferire direttamente a Perlmutter fino a quando la divisione non è stata successivamente fusa sotto il controllo di Feige nel 2019.

Nell’ottobre del 2019, Feige è stato nominato Chief Creative Officer (CCO) della Marvel Entertainment, pur continuando a ricoprire la posizione presidenziale presso i Marvel Studios. Dopo essersi ripreso dalla caduta dell’universo DC di Zack Snyder, la Warner Bros. sembra essere alla ricerca impaziente di una figura simile a Feige per dirigere il DCEU come ha fatto con il MCU.

Si può solo immaginare dove sarebbero oggi i Marvel Studios e il MCU senza Kevin Feige e il suo famoso piano generale. Forse l’universo sarebbe stato in buone mani con i numerosi vice di Feige, ma sarebbe potuto anche essere andato tutto in pezzi anni fa. La DC ha sempre lottato per costruire un universo coeso come quello dei Marvel Studios dopo la dipartita di Snyder, mentre Kevin Feige è riuscito dove la casa du Burbank ha fallito. Per un po’ è sembrato che quello fosse l’obiettivo finale, poiché i film controllati da Zack Snyder stavano chiaramente costruendo un universo espanso funzionale e chiaro, che avrebbe portato non solo ad crossover più ampio ma anche allo sviluppo dei film solisti. Ma dalla sua partenza, c’è stata una notevole mancanza di connettività.

In una certa misura, è piuttosto difficile dire se sia ancora la missione della Warner quella di dare forma all’universo DC. Dopotutto, Joker e The Batman hanno entrambi dimostrato di essere grandi successi finanziari e critici, anche senza alcun collegamento con un universo consolidato alle spalle, il che ora ha portato a far sviluppare sia sequel che possibilmente spin-off. Finora, ci sono state solo due linee di sviluppo nell’attuale sequenza temporale del DCEU dal 2013; una include Man of Steel, Batman v Superman (versione integrale), la Zack Snyder’s Justice League, Aquaman, Shazam!, Birds of Prey e Peacemaker, oltre a entrambi i film di Suicide Squad e Wonder Woman; l’altra di differenzia avendo nella lista la versione cinematografica di Batman V Superman e Justice League.

Ci sono una serie di ragioni per la scarsa coesione, ma la più grande è innegabilmente la mancanza di una figura simile a quella di Feige, il fatto di aver praticamente “fatto fuori” la persona che effettivamente stava ricoprendo quel ruolo, e l’incapacità di fare questo lavoro del presidente della DC Films, Walter Hamada.

Se l’obiettivo finale è un DC Cinematic Universe, allora un creativo con la visione, l’impegno e l’abilità di Feige è ciò di cui la Warner ha bisogno; la soluzione a questo non l’attuale tentativo di imitazione dei Marvel Studios. La DC ha visto diversi candidati chiari per quel ruolo nel corso degli anni, tra cui come ho detto Snyder, che effettivamente stava ricoprendo quel ruolo, Geoff Johns della DC Comics e, più recentemente, Todd Phillips di Joker.

Forse il candidato perfetto per il lavoro potrebbe trovarsi nella figura di Greg Berlanti, il produttore che ha reso l’Arrowverse della The CW quello che era nel suo periodo migliore. La qualità dell’Arrowverse si può criticare, ma non si può negare che Berlanti abbia realizzato l’universo DC live-action più connesso fino ad oggi, quindi chissà cosa potrebbe ottenere con un budget maggiore. Mentre la Warner sta completando la sua fusione con Discovery, lo studio sta cercando di ristrutturare la DC Films per renderla più simile ai Marvel Studios. The Flash potrebbe aprire la strada a questo nuovo percorso in quanto sembra offrire qualcosa di nuovo per iniziare questo mondo, ma per evitare errori precedenti, ci deve essere qualcuno al timone.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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