RECENSIONE – Aladdin (2019) [NO SPOILER]

Ormai la Disney è in piena fase remake live-action dei classici animati, e dopo il Dumbo di Tim Burton uscito a Marzo, quest’oggi esce nelle sale il remake di Aladdin, cult animato del 1992. Remake firmato dal grande regista britannico Guy Ritchie, che ci ha regalato perle del cinema moderno come Snatch, con un cast composto da nomi semi-sconosciuti come, Naomi Scott Mena Massoud nei rispettivi panni di Jasmine e Aladdin, e da un nome sicuramente molto più famoso, ovvero Will Smith, nuovo interprete del Genio, che riceve il testimone dopo l’assoluta perfomance vocale di Robin Williams. Diversi sono i dubbi riguardo questa pellicola che popola i cuori degli appassionati di tutto il mondo, ma troveranno sollievo una volta visto il film?

Risultati immagini per aladdin 2019 banner

Insomma, ancora una volta Disney ci conferma quello che ormai sappiamo da diversi anni: che i film live-action non li sanno fare, soprattutto quando si parla di remake live-action dei loro classici animati. Esatto, questo Aladdin risulta essere un fallimento sotto tanti punti di vista, tecnici e non. In primis la Disney fa una cosa che detesto con tutto il cuore, ovvero assumere un regista capace di grandi cose, dargli in mano un soggetto, dei personaggi, che il suddetto regista potrebbe tranquillamente rendere suoi senza snaturarli, e poi gli tarpa le ali brutalmente. A differenza di Dumbo, dove la potenza visiva di Tim Burton si può respirare in diverse scene (anche se anche in quest’ultima pellicola il vero Burton non esiste realmente), in Aladdin non vediamo nemmeno per sbaglio quello che è Guy Ritchie come regista e artista.

Abbiamo un film con protagonista un ladro di una città araba, che vive rubando, che ogni giorno scappa dalle guardie del Sultano e che ad un certo punto si ritrova ad essere amico di un’entità magica potentissima caratterizzata da un umorismo tutto suo e un carisma, un’energia, che travolge lo spettatore e lo fa divertire come non mai. Un soggetto perfetto per Ritchie, che poteva avere l’occasione di esprimere tutto sé stesso, con i suoi movimenti di macchina sfuggenti, un montaggio frenetico, ma mai confusionario, la fotografia sporca e un senso dell’umorismo che lo ha reso famoso in tutto il mondo (soprattutto con i due Sherlock Holmes con Robert Downey Jr.). Di tutte queste caratteristiche del regista inglese non ce n’è mezza, la Disney ancora una volta non ha voluto fare un remake che rivisita, che ripropone il film originale sotto un altro punto di vista, ma ha voluto fare un copia e incolla della pellicola originale, modificando pochi elementi qua e là (che però non funzionano affatto). Il risultato? Un film con un estetica fintissima, dei colori saturati al massimo ma palesemente creati digitalmente, e quando invece si parla di scenografie costruite veramente, ecco che una pessima fotografia mostra tutta la loro finzione.

Risultati immagini per aladdin 2019 gif

Fotografia che non riesce a rendere credibili determinate luci, soprattutto nelle scene notturne dove gli attori hanno fari enormi puntati in faccia, dove le location (nonostante siamo nel decimo secolo dopo Cristo) sono illuminate come se avessero lampade moderne, per non parlare del fatto che la stra gran maggior parte dei green screen risulta essere di un finto che mi imbarazza vedere nel 2019 in un film di una major come la Disney. Su YouTube si trovano corti fatti meglio. In questo Aladdin possiamo salvare solamente la scena musicale della canzone Un amico come me, che risulta essere veramente forte visivamente parlando, e anche la scena de Il Principe Ali merita una certa menzione (anche se sicuramente molto meno d’impatto), contando però anche che queste scene vivono di un qualcosa che già abbiamo visto con il film animato, che colpisce molto di più. Ciò per il semplice fatto che la sceneggiatura e la regia della pellicola mancano di quel carisma e di quell’energia che hanno reso il film originale un classico intramontabile.

Ovviamente la mancanza di carisma la percepiamo soprattutto nei personaggi. In primis Aladdin, interpretato da un Massoud che risulta essere un’ottima scelta per il ruolo, da un punto di vista estetico visivo, e che riesce nel dare una perfomance quanto meno accettabile, ma di certo non così d’impatto da far breccia nel cuore dello spettatore. Aladdin nel film originale era sempre gioioso e ottimista, ma si riusciva a percepire la sua povertà, la sua miseria e la sua tristezza. Qui nada de nada. Aladdin ha vestiti più puliti dei miei, non c’ha una toppa per coprire i buchi manco per sogno, ha de tutto e di più nonostante la misreia. Insomma, il bonismo da favola della Disney colpisce ancora e toglie ad Aladdin la sua difficile condizione sociale che in primo luogo lo spingerà ad esser principe. Mentre Jasmine è un personaggio sul quale la Disney si vede che ha lavorato molto, dato che la major vuole portare avanti questa politica pro girl power, e la cosa mi va benissimo, ma il problema è che Jasmine nel film originale era già un personaggio femminile tostissimo, intraprendente e indipendente, mentre in questo remake hanno cercato di renderla più emancipata da un punto di vista politico, ovviamente fallendo miseramente e rendendo il personaggio l’ombra di quello che è stato. Naomi Scott è di una bellezza unica, e scalda il cuore ogni volta che appare sullo schermo. Peccato che la sua perfomance sia fin troppo finta, sterile, da filmetto di serie B del cazzo fatto per la televisione anziché per il cinema.

Risultati immagini per aladdin 2019 gif

Ma allora? Will Smith come Genio? Eccoci qua, tutti voi volete sapere com’è Smith nei panni di questo storico personaggio. Beh, sappiate che è la cosa che meglio funziona della pellicola. Il Genio di questo film si discosta parecchio da quello di Williams, dato che abbiamo un attore con un carisma completamente diverso. Il fatto è che Smith recita sempre lo stesso identico ruolo da quando ha iniziato a recitare, e infatti anche questa versione del Genio risulta essere influenzata dal modo fin troppo impostato di recitare da parte dell’attore statunitense. Il che non è un male, finalmente abbiamo un elemento del film che si discosta dalla pellicola originale e che viene rivisitato sotto un’altra luce. Ci sono scene in cui vediamo venir fuori quell’umorismo tipico del Genio, come battute che sfondano la quarta parete, peccato che non abbiano osato di più, puntando su battute che solo un vero cinefilo potrebbe cogliere. Pensiamo al Genio di Williams, che arriva a imitare Jack Nicholson, Schwarzenegger, Groucho Marx, Robert De Niro in Taxi Driver, insomma, delle citazioni di un certo livello, che ovviamente mancano completamente da questa versione. Detto ciò, eccezion fatta per una storia d’amore veramente, ma veramente, gestita male (degna di un porno asiatico di serie B), il Genio di Will Smith riesce nello strappare più di due risate, nel rivisitare in modo nuovo un personaggio storico e reso con una CGI che, a differenza dei trailer, convince in più momenti. Ah sì, non mi sembrava il caso di dirlo ma lo preciso per sicurezza: Sandro Acerbo, per quanto bravo, non raggiunge nemmeno la metà della metà della metà della bravura di Gigi Porietti come voce del Genio (tra l’altro non è nemmeno Acerbo a cantare le canzoni del Genio, quindi…).

Jafar. Eh eh. EH EH. Qui si ride ragazzi. Mamma mia se si ride. In questo film Jafar non è un villain, è uno scherzo. Nel film originale il Gran Visir Jafar era un vecchio, magro, subdolo, con un baffetto del cazzo e una voce roca che lo rendeva affascinante come pochi villain disneyani. Ecco, tutto ciò è stato preso dalla Disney e buttato nel cesso. Innanzittutto, Marwan Kenzari è il peggior attore che potessero scegliere: giovane, belloccio e con una barba curata a mo’ di modello Armani. Non si prova il minimo disgusto e timore quando appare su schermo, ma anzi, si ride di gusto più e più volte per quanto è ridicolo. Abbiamo un Jafar sopra le righe da far schifo, e Kenzari, giustamente, si ritrova a recitarlo sopra le righe facendolo sembrare un coglione di prima categoria che pippa cocaina dalla mattina alla sera. Hanno cercato di approfondirlo, di dargli beckground, ma niente, fallisce anche quel tentativo. Se Aladdin e Jasmine sono l’ombra delel loro versioni originali, Jafar è invece una parodia di pessimo, pessimissimo, gusto.

Risultati immagini per aladdin 2019 gif

Nient’altro da dire. La Disney deve capire che un remake dev’esser fatto solo quando si ha un autore vero alla sceneggiatura, e alla regia, che possa raccontare una storia già vista sotto una luce completamente diversa, cosa che Guy Ritchie poteva fare senza problemi. Avrebbe fatto un film più sporco, adulto, innovativo, per gli standad Disney, da un punto di vista tecnico e registico, ma avrebbe reso questo remake suo, inedito e memorabile. Quello che invece abbiamo ottenuto è un film che non dà niente di nuovo, e quel poco di nuovo che c’è fa rabbrividire la pelle. I personaggi sono l’ombra o la parodia di sé stessi, giusto il Genio, che era la cosa che più intimoriva il pubblico, quasi paradossalmente si salva risultando essere una rivistazione vera del personaggio originale.

Purtroppo finché la Disney non prenderà una bella batosta economica con questi film continuerà nello sfamare la sua fama di denaro, a sfruttare storie già viste senza aggiungere nulla e a trattare grandi registi e artisti moderni, e non, trattandoli come se fossero solamente computer con i quali programmare piani di lavoro e impostare le macchine da presa sul set.