RECENSIONE – Collateral Beauty

Will Smith, Edward Norton, Kate Winslet, Helen Mirren e Keira Knightley nello stesso film: WHAT? Raramente mi è capitato di vedere un film con un cast così stellare, cosa poteva andare storto? All’inizio credevo nulla, poi sono arrivate le prime critiche negative e ho pensato: mah, strano che sia stato accolto così. E poi è arrivato quello che meno mi aspettavo: la nomination come peggior film dell’anno ai Razzie Award 2017 per Collateral Beauty di David Frankel. E qui ripeto l’espressione di prima: WHAT? Davvero è così brutto? Beh…

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Allora, alla regia abbiamo David Frankel, noto per aver firmato film come Il Diavolo Veste Prada e Io & Marley, dei filmetti ma che ho apprezzato, in particolare il primo che aveva una Anne Hathaway e una Meryl Streep a dir poco sensazionali, mentre il secondo è già più trascurabile. Non mi aspettavo una regia da Oscar, ma un minimo. Il film non presenta niente dal punto di vista tecnico: la regia contiene delle scene che a livello di costruzione sono fatte, come direbbe il grande autore René Ferretti, a cazzo di cane. Per tutto il film non abbiamo il minimo movimento di macchina, insomma, Frankel non si sforza nemmeno un pochino per cercare di essere un minimo autoriale. Stesso discorso per la fotografia ad opera di Mary Alberti. Non solo la cura dei colori è minima, quasi assente, ma quelli usati non mi sono piaciuti. In questo caso si tratta più di una cosa soggettiva, ma essendo la mia recensione posso affermare che la fotografia di Collateral Beauty mi ha fatto semplicemente cagare.

Dell’aspetto tecnico c’è da dire che la colonna sonora è davvero degna di nota, anzi, è la cosa più bella del film. Le musiche sono scritte da Michael Danna e Theodore Shapiro, ed in effetti entrambi i compositori hanno un curriculum mica da ridere, soprattutto Danna che ha anche vinto il premio Oscar per la miglior colonna sonora nel 2013 per La Vita di Pi. Invece Shapiro ha già lavorato con Frankel per diversi suoi film e giustamente: squadra che vince non si cambia. Le musiche in diverse scene riescono ad emozionare, soltanto quelle eh, con l’ausilio principale di violini e anche del sintetizzatore, che fa sempre la sua porca figura se usato come si deve. C’è da dire però che alcuni brani inseriti nel film vanno a creare quell’atmosfera talmente sdolcinata, banale e tipica di un film romantico che io odio con tutto me stesso. E’ chiaro che Frankel vuole dirci “Questo è un film drammatico” però casca nel banale e dà vita ad un film a dir poco stereotipato.

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Piccola parentesi, ma quanto fa ridere questa gif?Cioè, l’espressioni di Will Smith e della figlia (che manco guarda dove dovrebbe) sono a dir poco ridicole e finte, ma torneremo più avanti sulle perfomance degli attori.

Alla sceneggiatura abbiamo Allan Loeb, che ha fatto un pastrocchio in tutti i sensi, nonostante ci siano un paio di trovate che riescono a risollevare parecchio il film. La pellicola tratta di tre argomenti: amore, morte e tempo. Il problema è che trattare questi tre argomenti nello stesso film non è facile, e infatti Loeb scrive dei dialoghi e delle situazioni al limite del reale con dei buchi logici incredibili. Per tutto il film non facciamo altro che vedere gli attori piangersi addosso per quello che accade lamentandosi delle proprie disgrazie. Due coglioni davvero notevoli. Il tutto trattato in modo confusionale, banale e senza uno scopo ben preciso. Alla fine del film ti viene da pensare “Eh, e mo? Finisce così?”. Collateral Beauty è un film che per quanto riguarda la trama non ti lascia niente di niente.

Lo slogan del film è: tutto è collegato. Oh, quanto sono belli quei film in cui pian piano scopriamo che tutti i personaggi sono collegati l’uno all’altro in diversi modi? E’ chiaro che Loeb e Frankel volevano dar vita ad un film simile ma non solo non sono riusciti nel loro intento, ma quel poco che hanno fatto è stato scritto in modo a dir poco forzato. Come il rapporto tra Howard e Medeline, oppure il collegamento che riguarda Brigitte, il cui ruolo era a dir poco scontato e prevedibile.

Il grande punto di forza del film sono i ruoli che i personaggi ricoprono, nel vero senso della parola. Senza spoilerare troppo i personaggi di Aimee, Brigitte e Raffi interpretano le corrispettive personificazioni di Amore, Morte e Tempo e proprio come fossero davvero le personificazioni di questi concetti astratti riescono a sistemare la vita ad altri personaggi in base al loro problema. Per esempio: Aimee essendo amore risolve un problema di tipo amoroso. Una cosa che ho apprezzato davvero molto. E se avete visto il trailer vi avverto: è una delle cose più ingannevoli e sbagliate che possano esistere sulla faccia di questo fottutissimo pianeta. Se il film fosse stato come nel trailer posso assicurarvi che sarebbe stato molto meglio.

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Parlando proprio dei personaggi, questi, oltre ai ruoli che ricoprono Aimee, Raffi e Brigitte, gli altri non sono niente. Tutti sono di una bidimensionalità disarmante e banale, per caratterizzare un personaggio non mi basta far piangere l’attore per un’ora e mezza (infinita aggiungerei). L’unico personaggio davvero ben approfondito è Simon Scott, interpretato da Michael Pena. Un attore che apprezzo molto nei ruoli che sono giusti per lui; Pena è un attore che va bene per ruoli leggeri e un po’ comici, come in Ant-man e The Martian, ma se proprio si vuole azzardare e scrivere un personaggio drammatico bisogna affidare il tutto ad un bravo regista. Con Collateral Beauty Pena si è ritrovato ad interpretare un personaggio drammatico senza un bravo regista ed infatti ha una sola espressione per tutto il film.

Will Smith è alle prese con una delle perfomance più banali che si possano trovare in giro; non fa altro che avere una faccia triste e piangersi addosso e in merito a questo vorrei dire una cosa: non è che se un attore piange allora vuol dire che è un grandissimo attore. Per farvi un esempio, è di gran lunga superiore la perfomance di Edward Norton in Birdman dove fa più ridere che emozionare rispetto a questo Will Smith che non fa altro che avere gli occhi rossi e piangere, senza trasmettere niente. Sempre rimanendo su Edward Norton anche egli è nel cast di questo film, ma non ha dato sicuramente una perfomance degna del suo nome. Non che sia stato un cane, ma nella norma e sappiamo tutti che Norton non è mai nella norma. Pessima perfomance secondo me da parte di Kate Winslet e lo stesso discorso vale anche per lei; la Winslet è un’attrice della madonna che l’anno scorso con Steve Jobs ci ha lasciati a bocca aperta mentre in Collateral Beauty non dice assolutamente niente. Come anche il personaggio, con ha un problema personale che non viene mai affrontato nel corso del film se non in modo a dir poco marginale.

Stesso discorso per Helen Mirren e Keira Knightley che non mi sono piaciute affatto. Dalla Knightley non mi aspettavo una chissà quale perfomance dato che solamente in The Imitation Game ha dato una grande prova d’attrice e non era nemmeno da nomination come poi è stato, mentre dalla Mirren mi aspettavo un lavoro decisamente più impegnato. Parliamo di un’attrice con un curriculum davvero molto interessante ed anche con un premio Oscar alle spalle. In sinossi, il cast non riesce ad emozionare nemmeno per un secondo il che è una grandissima opportunità sprecata dato che avevamo dei nomi di un certo calibro. Naomi Harries a parte, che non conoscevo prima del film e che di certo non ha fatto una buona presentazione, anche se in Moonlight sembra aver dato una perfomance incredibile, ma quello lo saprò dire più in là. Mentre i personaggi qualcosa lasciano, o meglio, è il loro ruolo che lascia qualcosa più che la loro caratterizzazione, che lascia parecchio a desiderare.

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In sinossi, Collateral Beauty è un miscuglio confusionale di argomenti, con dei personaggi poco incisivi e degli attori che non fanno altro che pianger e delle a dir poco irreali e . L’aspetto tecnico è di una povertà disarmante, Frankel non riesce a dare al film un minimo di autorialità che ci faccia dire: si vede che questo è un film di Fankel. Le uniche cose che mi sento di salvare sono la colonna sonora e la gestione dei ruoli di Morte, Amore e Tempo. Non consiglio particolarmente la visione di questo film, se volete andare al cinema fidatevi che ci sono 30 film migliori di questo che stanno uscendo in questo periodo caldissimo.

Voi l’avete visto? Se sì fatemi sapere!

Andrea D'Eredità

Andrea D'Eredità

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