RECENSIONE – Crossover Invasion! (DC Comics/The CW)

Arrivati la termine del tanto atteso, e da noi condiviso, mega evento crossover the unisce le serie Supergirl, Arrow, The Flash e Legends of Tomorrow in un insieme di quattro puntate ognuna dedicata ad una delle serie, è venuto il momento di fare il punto della situazione.

Un insieme veramente architettato bene, e non a caso vista la presenza del “dream team” del network The CW che in questi anni ci ha portato grandi serie, con i loro difettucci qua e la, basate sui fumetti DC Comics, ovvero Greg Berlanti, Andrew Kreisberg, Marc Guggenheim e Wendy Miracle. Quando The Flash arrivò in televisione sapevamo che l’idea della Warner sarebbe stata far crescere questo universo sempre di più, e quando per la prima volta il network The CW ci mostrò il doppio crossover fra The Flash e Arrow, il desiderio dei fan è sempre stato quello di vederne di più.

Primo abbiamo avuto uno scontro con un Barry Allen diventato momentaneamente cattivo, un classico dei fumetti DC Comics, per poi concentrare il risultato in una puntata di Arrow. Successivamente è stato il contrario e poi il buon velocista ha avuto modo di viaggiare attraverso il multiverso ed incontrare il secondo personaggio di Greg Berlanti, Supergirl, ai tempi della prima stagione dell’eroina, così sapevamo che prima o poi un incontro fra tutti gli eroi sarebbe successo, e con il buonissimo risultato che ha avuto Legends of Tomorrow ci sarebbe stato solo da attendere.

Fin da quando il Flashpoint ha fatto il suo ingresso nell’universo espanso televisivo DC Comics abbiamo immaginato come la cosa avrebbe sconvolto l’intero universo, avendo effetti anche sulle altre serie, e per rendere al meglio la cosa, oltre al mostrare piccoli sconvolgimenti, serviva un crossover esplicativo.  Ed ecco che finalmente è arrivato e su è concluso oggi, quindi bando alle ciance e parliamone.

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Il crossover comincia con Supergirl ed una puntata piuttosto classica che porta pochi spunti interessanti per davvero, ed in cui vediamo tutta la passione di Greg Berlanti per i colpi di scena. Prima di tutto la forte presenza dell’organizzazione in stile Trump-Salvini che è il Cadmus, ed il loro delirio di onnipotenza razzista. Ho apprezzato molto che dalla prima stagione dove il centro spesso era il femminismo, sia sia passati a messaggi sempre forti ma di natura diversa, come l’appartenenza sessuale ed il campanilismo. Uno dei colpi di scena più eclatanti di questa puntata è senza dubbio lo sviluppo, purtroppo lasciato un po’ a se stesso nelle precedenti puntate, di Lena Luthor, che adesso si è mostrata per quella che vuole essere. Un tocco di classe che mi è piaciuto molto.

Ed esattamente come il rapporto fra un Daxamita e una Kriptoniana che ricorda una versione meno idiota di Romeo e Giulietta. Il ritorno della sequenza del missile. I portali che si aprono nello spazio vicino a Kara perché Barry e Cisco la stanno cercando, e devo dire che questo frangente l’ho apprezzato veramente molto, e differenza del primo incontro nella prima stagione di Supergirl che è successo quasi per caso senza una seconda puntata collegata.

In questo episodio che si pone come preludio del mega evento crossover, anche se solo per pochi secondi al termine della puntata, vediamo il vero punto forte di questa serie dopo il cast, ovvero le sceneggiature. Ben architettate, che non lasciano che gli eventi si sviluppino in maniera casuale o banale, e tenta sempre di sorprendere. Supergirl si riconferma una perla del panorama The CW, anche se possiamo liberamente affermare che la puntata è una semplice continuazione della stagione, e che serve ad introdurre il personaggio di Kara Zor-El al fatto che Barry Allen la recluti per il mega evento.

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Così dopo la puntata di Supergirl, che ripeto, forse in verità era più una sorta d’introduzione a quello che poi il mega evento crossover è, con The Flash riportiamo l’asticella dell’aspettativa un po’ più in alto. Non che la puntata di Supergirl sia stata brutta, intendiamoci, ma The Flash è sicuramente superiore quando si parla di mettere diversi personaggi insieme e dare a tutti il giusto spazio. Tutto ruota inizialmente intorno al fatto che Barry è il responsabile di molte cose brutte, e qui torna anche l’affermazione che Reverse-Flash ha fatto nella prima puntata della tera stagione “chi è il villain adesso, flash?“. Il fatto che per egoismo Barry abbia incasinato la linea temporale con la morte del fratello di Cisco e i poteri di Caitlin e solo una piccola parte, perchè in questa puntata Dig viene a coprire che il tempo gli ha tolto una figlia, Sara se arrabbia perchè anche lei vorrebbe tornare indietro per salvare Laurel, tutti sanno bene che Barry ha agito in malo modo e la prima idea che sorge alla mente e metterlo in disparte. La colpa si aggrava ma non c’è molto tempo per crogiolarsi nei sentimenti.

In questa puntata, anche se uno dei personaggi che ancora ritengo piuttosto inutile è fatto il suo ingresso/ritorno nel team, non ne abbiamo sentito il peso, proprio perchè questa puntata è si uno spaccato di quelle scene che ci piacciono tanto a noi appassionati i fumetti, ovvero quando gli eroi combattono fra di loro e mettono a confronto le loro capacità. Però non abbiamo visto solo quello, abbiamo visto una sorta di eredità che Oliver tenta di lasciare a Barry, abbiamo visto un Wally irrequieto e pronto a fare l’eroe, anche se non molto; abbiamo visto un Barry che si tortura per la sua enorme colpa e il rapporto con Oliver che incrementa grazie alla comprensione del proto-batman di questo universo televisivo, e se devo essere sincero, visto che la premessa del Flashpoint pare non essere terminata, vorrei vederli come nella collana fumettistica, alleati senza conoscersi pronti a affacciarsi ad un mondo in crisi.

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Ma questa puntata è, seppur bella, solo un intramezzo per quello che poi è il culmine di questo mega evento crossover. Una piccola battuta d’arresto arriva con Arrow, ma nemmeno più di tanto perché l’architettura dell’episodio come parte dell’evento e celebrazione per il 100esimo episodio è stata realizzata molto bene. Ancora una volta il merito è della squadra Kreisberg, Berlanti, Guggenheim al loro meglio, ideatori di un episodio ricco si d’azione, ma anche di mille riferimenti alla cultura pop, e vediamo anche il primo approccio dei vari team a qualcosa di nuovo, anche se per alcuni poco caratterizzato.

Ad ogni modo in questa puntata quello che conta davvero è il numero ingente di emozioni che lascia scaturire. Si potrà arrabbiarsi per il fatto che ancora i Dominators non sono stati approfonditi bene, e magari il fatto che non abbiano detto perché odiano il meta-gene, ma non è questo il punto. La potenza emotiva di questa puntata è innegabile, ma non è la cosa che più mi ha sorpreso, anzi, la vera sorpresa è l’uscire di Stephen Amell dalla sua comfort zone e dimostrare di essere un attore muscolare capace di trasmettere forti emozioni. Magari si può sempre migliorare, ma ha dato una più che discreta prova.

Tutto quello che volevamo vedere da questa serie si è verbalizzato in questa puntata, come una sorta di ammenda per una tremenda quarta stagione, che però fa di quello sbaglio anche la sua forza ricordandoci che non si torna indietro e ci sono cose che non si possono sistemare. Il passato è passato, e per quanto doloroso, bisogna guardare avanti.

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Infine con Legends of Tomorrow si conclude questo mega evento crossover, con una puntata che reputo di alto livello. Del resto la serie in se nasce come esperimento e il tempo ha dimostrato che è ben riuscito, ebbene si, pareva di no ed invece si. Con questa puntata vediamo bene il budget dove è stato speso in maggior parte, ed anche se limitato dalle imposizioni del network, la sequela di effetti visivi si dimostra ben architettata.

La puntata comincia con il team Arrow riuscito a scappare dell’astronave aliena dei Dominators, in una sequenza che sostengo abbia dell’incredibile, continuando poi ponendo i riflettori sopra gli ultimi personaggi da caratterizzare, i tech support e le leggende. Come canto del cigno di tre puntate, forse è meglio dire due, ben architettate e ben scritte, Legends of Tomorrow si mostra come la puntata forse più debole a livello emotivo ma estremamente d’impatto. La gestione dei paradossi temporali, la risoluzione di Cisco, la nuova realtà di Stein, il fatto che Sara sia diventata un pilota eccellente, e il governo che mette i bastoni fra le ruote ai nostri eroi. Sono molte le scelte che fanno di questa puntata un perfetto finale col botto, e non dimentichiamo nemmeno la miriade di rimandi, fra citazioni che ricordano alcune vecchie proprietà della Warner/DC Comics, ed altre che semplicemente sono in linea con il geek style che queste serie hanno sempre avuto. Bella anche la trovata del dispositivo con il quale Supergirl può tornare su Terra-1 senza che la vengano a prendere.

Come non parlare però della scena madre della puntata, la risoluzione del conflitto ed il vero motivo per il quale i Dominators sono arrivati sulla terra, il meta-gene. Con un Barry Allen rassegnato nella eterna colpa che concerne il Flashpoint, arriva la decisione di consegnarsi agli alieni, così come pattuito assieme al governo, ma i super amici non possono permettere che il loro amico si sacrifichi così, per questo l’atteso combattimento ha luogo. Lo stile è innegabilmente ispirato ad altri prodotti del genere cinecomics, e la gestione della regia risulta veramente ottima. Tutti i personaggi hanno avuto il loro spazio per esistere a pieno, ed anche se per motivi contrattuali non tutti gli attori hanno potuto recitare in tutte le puntate, la mancanza non si è sentita proprio perché alle spalle hanno avuto le loro serie per farsi conoscere.

 

In conclusione pensando al budget ristretto che il network ha avuto per l’evento ammiro molto il lavoro che è stato fatto. Il crossover magari non è stato all’altezza delle aspettative per molte persone, ma bisogna riconoscere i meriti che queste quattro puntata hanno. Con la forza hanno portato Supergirl nel loro universo, con emotività hanno fatto ammenda per la colpa di Arrow, con comprensione hanno gestito il cruccio dell’egoismo di Flash, e con un’entrata in scena dirompente hanno collegato anche le Leggende. Il crossover è un precedente che ci ha fatto felici, ed anche se non è privo di difetti porta a casa un più che buon risultato, con tanto di finale agrodolce. Un esperimento decisamente venuto bene a cui speriamo seguirà un altro e un altro ancora.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.

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