RECENSIONE – Deadpool 2

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Due anni fa il Mercenario Chiacchierone di casa Marvel è sceso direttamente dal Canada per portare tutta la sua follia sul grande schermo, dopo numerosi tentativi miseramente falliti (vedisi la voce Wolverine  – Le Origini), ma quello che abbiamo visto ci ha lasciati a dir poco soddisfatti e stupefatti. La comicità metacinematografica, volgare e politicamente scorretta che caratterizza il personaggio di Deadpool ha colpito tutti gli spettatori, ed è questa la particolarità che rende il primo film così sensazionale e a tratti geniale. Pertanto mi sarei aspettato che questo seguito potesse essere tanto migliore del primo Deadpool. Non parliamo di un film perfetto, ma di certo è un film che colpisce sotto tantissimi punti di vista e questo Deadpool 2 non solo riesce a stupire di più per le stesse ragioni, ma riesce dove il primo film aveva fallito.

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Quali sono i maggior problemi di Deadpool? Il problema maggiore essenzialmente era la trama fin troppo semplice e danneggiata dal fatto che il film dovesse essere per forza una pellicola che raccontasse le origini del personaggio, ma mostrandolo sin dall’inizio al tempo stesso, dato che la pellicola doveva essere “deadpool-centrica” e pertanto era necessario avere il personaggio di Deadpool fatto e finito sin dall’inizio. Un mix necessario ma che ha penalizzato parecchio la pellicola, che presenta una trama fin troppo semplice, prevedibile, e rallentata da questo flashback che comprende circa l’85% del film. Altro problema era la regia di Tim Miller, che ha fatto comunque un buon lavoro, e che a tratti risulta essere molto ispirata allo stile dei fumetti americani moderni (dato che Deadpool è un personaggio piuttosto giovane, rispetto a tutti gli altri), ma poteva essere migliore. E, infine, i comprimari erano fin troppo bidimensionali e stereotipati, di cui rimane memorabile soltanto Colosso.

Tutte queste cose vengono completamente sistemate in questo Deadpool 2. In primis va elogiato David Leitch per aver messo in gioco una regia molto ispirata, fluida e che conferisce alle scene d’azione una spettacolarità che nel primo film mancava. D’altronde Leitch viene proprio da film come John Wick Atomica Bionda, due action-movie che hanno riscosso un grande successo soprattutto per la regia di Leitch (anche se John Wick è stato co-diretto da Leitch insieme a Chad Stahelski). In questo Deadpool 2, Leitch decide di mostrare tutta la sua maestria inserendo due piani sequenza veramente immensi, soprattutto uno che risulta essere una piccola opera grottesca per la situazione del tutto no-sense che viene mostrata e la violenza brutale e surreale che si consuma sullo sfondo. Infatti va detto che questo sequel risulta essere molto più violento del primo, il che è un grandissimo pregio se calcoliamo il tasso di violenza che caratterizza i fumetti del Mercenario Chiacchierone, ma onestamente mi aspettavo qualcosa di ancor più sanguinolento. Mi aspettavo una violenza in stile Tarantino, per la precisione quella violenza talmente surreale ed esagerata che risulta ironica e divertente. Sarebbe stato perfetto quel tipo di violenza che si è visto nei due volumi di Kill Bill. La violenza comunque soddisfa, così anche la bellissima fotografia ad opera di Jonathan Sela, molto diversa da quella usata nel primo film, caratterizzata da toni freddi e fin troppo austeri. Invece questo secondo film presenta dei colori molto più vivi, soprattutto il rosso e il verde, che prendono il sopravvento grazie a delle bellissime scenografie (basti pensare all stanza dove Deadpool combatte contro i lottatori di sumo) e i bellissimi costumi. Alcune scene risultano essere fin troppo pervase da colori più “dark”, come il blu, o altre dove il colore giallo rende l’immagine troppo calda, che soffocano gli altri colori, ma di certo l’immagine non risulta esser meno d’impatto.

Il tutto è accompagnato da una colonna sonora piuttosto diversa da quella del film precedente. Per Deadpool era stato preso Junkie XL, che aveva composto delle tracce molto pompose, con delle tonalità rock, perfette per le scene action. Stavolta le carte in tavola cambiano con Tyler Bates (compositore del tema principale di Guardiani della Galassia) che sceglie una colonna sonora più sinfonica e classica e che si rifà alle musiche dei film sugli X-Men di John Ottman. Scelta che ho apprezzato tantissimo, ma va anche detto che non mancano le tracce con toni più techno e rockettari, come i temi che accompagnano il personaggio di Cable, perfetto per questo tipo di musica.

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Ora che il personaggio di Deadpool non ha bisogno di presentazioni la trama può proseguire senza intoppi. Finalmente Paul Wernick Rhett Reese hanno avuto modo di scrivere una storia che possa essere molto più articolata, con dei risvolti di trama molto interessanti e il cui ritmo non viene spezzato da flashback infiniti. Una storia che riesce a coinvolgere e a intrattenere per tutt’e due le ore che dura, e, cosa molto strana ma interessante, non presenta una vero e proprio villain. Se ci pensate questo genere di film pecca spesso proprio nel villain, e sono relativamente pochi gli esempi in cui il villain risulta esser carismatico e veramente memorabile. Infatti, Deadpool presentava un villain a dir poco bidimensionale e non memorabile, ma reso tale solo dalla gag riguardo il suo nome, Francis. Pertanto, i tre sceneggiatori hanno scelto di non inserire un villain e concentrarsi su tutti gli altri comprimari, che non sono pochi. Aspettate. Tre sceneggiatori? Sì, esatto, perché oltre a Reese e Wernick la sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Ryan Reynolds, che ancora una volta dimostra quanto ci tenga a questo personaggio e quanto voglia che sia perfetto in tutto e per tutto.

I comprimari di questo film sono tutti memorabili, dal primo all’ultimo. Iniziamo da quelli che già conosciamo, ovvero ColossoTestata Mutante Negasonica, Weasel Al. Personaggi che già conoscevamo col primo film, ma che hanno un ruolo piuttosto interessante all’interno anche di questo sequel, specialmente Colosso, il cui rapporto con Deadpool è fantastico. Il fatto che Deadpool sia volgare, mentre Colosso è un perfettino, lo stereotipo del supereroe perfetto in calzamaglia, crea dei siparietti a dir poco divertenti con i due personaggi. Ma vediamo anche un Colosso che finora non ci era ancora stato mostrato, ovvero il Colosso che quando si incazza è in grado di fare tanto, ma davvero tanto, casino. Weasel sempre acido e stronzo come al solito, e questo me lo fa adorare, mentre avrei preferito che Al avesse avuto un po’ più di spazio, ma dato che ne ha avuto già abbastanza nel primo era giusto che in questo secondo film avessero spazio i nuovi personaggi, tra cui Domino e Cable, che tutti noi non vedevamo l’ora di vedere sul grande schermo.

Quello che tutti noi volevamo vedere era Cable, riguardo al quale si è parlato davvero tanto quando ancora non era stato scelto un attore per il ruolo, e alla fine sappiamo com’è andata a finire: il ruolo è stato dato al grandissimo Josh Brolin. Brolin è un attore straordinario e molto intenso, nonostante la faccia da duro faccia pensare che prenda parte solo a filmetti action di serie z. Ma quello è Dolph Lundgren, non Brolin, che da anni ha sempre collaborato con registi di un certo livello, tra cui i fratelli Cohen. Recentemente Brolin ci ha lasciati a bocca aperta con la sua perfomance in Avengers: Infinity War, nel quale interpreta magistralmente il Titano Pazzo Thanos (e una battuta a riguardo nel film non può di certo mancare), ed è proprio la bravura e l’intensità di Brolin a rendere questo Cable memorabile. Perché, anche il personaggio di Cable, è piuttosto bidimensionale, sicuramente più introspettivo rispetto agli altri per il suo background, ma alla fine è memorabile per l’intensità di Brolin e per la resa scenica. Esteticamente parlando Cable è praticamente perfetto sotto tutti i punti di vista: la CGI con cui è stato realizzato il braccio meccanico è semplicemente perfetta e si mescola al make-up utilizzato per le parti cybernetiche che ricoprono parte del corpo del personaggio, come nei fumetti. Il rapporto che si instaura tra lui e Wade Wilson è pressocché perfetto, sin da subito vedi come i due personaggi sono destinati a formare un duo che farà la storia, proprio perché Cable è stato concepito come una sorta di anti-Deadpool, ed è per questo che i due risultano essere perfetti insieme. D’altronde, gli opposti si attraggono.

E poi c’è Domino, personaggio che è stato al centro di numerose polemiche per il suo essere interpretata dall’attrice Zazie Beetz, che essendo afro-americana non risulta essere adatta per il personaggio. Infatti la sua versione sembra essere quasi un negativo della Domino originale, ma alla fine poco importa, dato che l’essenza del personaggio è stata catturata in pieno. Anche Domino risulta essere bidimensionale, ma vi sfido di dirmi che il personaggio non è carismatico. Non sappiamo il passato di Domino, e non è un personaggio psicologicamente approfondito, ma, come per Cable, Zazie Beetz riesce a rendere a dir poco memorabile il personaggio grazie al suo contagioso carisma e alla sua sensualità, caratteristica piuttosto importante nel personaggio di Domino. Chi conosce il personaggio a livello fumettistico si ricorderà che tra Domino e Deadpool era nato qualcosa, e sembra che in questo film abbiano messo le basi per far sì che questo qualcosa possa nascere, prima o poi. O almeno questa è la sensazione che mi è arrivata. Domino in più scene dimostra di essere particolarmente colpita dalle doti di combattimento di Deadpool e dal suo spiccato senso dell’umorismo (che invece dà spesso fastidio a molti), per non parlare del fatto che è l’unica ad essere particolarmente impressionata dal fatto che Wade abbia la faccia sfigurata. Sembra quasi provare compassione per lui, e questo mi ha fatto parecchio pensare. Se hanno intenzione di mettere le basi per una storia d’amore, beh, l’hanno fatto veramente bene.

Sapevamo tutti che ci sarebbe stata la famosa X-Force in questo film, celebre team formato da mutanti, leggermente diversi dagli X-Men. Deadpool mette insieme questa squadra, composta da personaggi fuori di testa e interpretati anche da attori abbastanza celebri, come Terry Crews e Bill Skarsgård. Purtroppo non posso spendere troppe parole riguardo il ruolo che questa squadra ha all’interno del film, per non spoilerarvi nulla, ma sappiate che è stata usata nel modo più geniale e divertente possibile. Per non parlare del fatto che riguardo l’X-Force vi è un cammeo del tutto inaspettato e fantastico. E poi c’è Peter. Eroe indiscusso del film e dell’intero franchise dedicato agli X-Men.

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Non crederete mica che mi sono scordato di Deadpool, vero? Il personaggio di Wade Wilson/Deadpool era già perfetto nel film di Tim Miller, ma in questo film subisce un ulteriore approfondimento. Stavolta Deadpool si renderà conto che avere dei poteri che lo rendono immortale non è sembra una bella cosa, e a volte può esser vista come una condanna alla vita eterna. Particolarità che accumuna il personaggio a quello di Wolverine, e ho notato un certo parallelismo con Logan, di James Mangold. ATTENZIONE! Non sto dicendo che Deadpool 2 è bello ed introspettivo quanto il film di Mangold, sto dicendo che Deadpool 2 è stato concepito per essere una sorta di anti-Logan, ed è una cosa che viene messa in chiaro sin dal primo secondo del film. Ovviamente il tutto in chiave molto ironica e comica. Questo comporta la presenza di tantissime citazioni all’ultimo film su Wolverine veramente molto, molto, sottili e colte. Ce n’è una in particolare verso la fine del film che è talmente sottile e fine che quando l’ho notata stavo per urlare ‘MA QUESTI SONO DEI CAZZO DI GENI!’. Non pensate, però, che Logan sia stato l’ultimo film ad essere preso in giro. Se l’umorismo metacinematografico di Deadpool nel primo film aveva dato vita a delle gag geniali, e che possono essere capite solo da chi conosce bene il mondo del cinema e dei cinecomic, beh, con questo sequel si sono decisamente superati. Le gag riguardano tantissimi film, ma in particolare ce ne sono a palate per il Marvel Cinematic Universe, e ad esser vittima dell’umorismo del Mercenario Chiacchierone è anche il DC Extended Universe, in particolare è stato preso di mira Batman v Superman (con una battuta che mi ha letteralmente fatto sputare entrambi i polmoni).

Manco sto a dirlo, Ryan Reynolds è nato per interpretare questo personaggio.  L’espressioni che assume quando sfonda la quarta parete, o quando gli viene servita la battuta su un piatto d’argento, non hanno prezzo. Semplicemente immenso anche Francesco Venditti, che doppia il personaggio in italiano e sappiamo molto bene quanto il doppiaggio per Deadpool sia importante, dato che per la maggior parte del film Wade indossa una maschera. Come abbiamo detto prima, Reynolds ricopre il ruolo di sceneggiatore, insieme a Reese e Wernick, e infatti credo proprio che tutte queste geniali gag metacinematografiche siano frutto della mente dell’attore. Sappiamo benissimo quanto Reynolds adori fare queste cose, basti vedere la campagna marketing sia di questo film che del precedente, e non a caso Deadpool 2 ha molte più battute di questo tipo rispetto al film di Miller (oppure che c’entri qualcosa l’accordo Disney/Fox?). Cosa che ho apprezzato tantissimo, ma Deadpool non si risparmia nemmeno battute volgari, di stampo sessuale, e talvolta razziale, che rendono il personaggio innovativo e talvolta anti-convenzionale, e che ti fanno uscire dalla sala piegato in due con le lacrime agli occhi. Ovviamente, per concludere, Ryan Reynolds inserisce quell’autoironia contro sé stesso, e anche la Fox stessa, per rendere il tutto ancor più divertente e sottile.

ryan reynolds fire GIF by Hyper RPG

Questo è Deadpool 2. Un film action estremamente volgare e violento, che riesce dove il primo film di Tim Miller aveva fallito (senza nulla togliere a quest’ultima pellicola). David Leitch confeziona un cinecomic girato con grande cura e ispirazione, carico di adrenalina e di Deadpool. Il supereroe più folle e controverso di casa Marvel torna sul grande schermo con una comicità ancor più geniale rispetto al primo film e con delle citazioni a pellicole di qualsiasi tipo, anche di una certa finezza e che non si riescono a cogliere se non si guarda il film con una certa attenzione a tutti i particolari (da quello che fanno i personaggi alla colonna sonora). Certo. Non è un capolavoro della settima arte, non affronta chissà quali tematiche, ma il film intrattiene, ti fa piegare in due dal ridere, ha dei comprimari ben sviluppati, carismatici e memorabili, e l’aspetto tecnico mostra una certa cura. Cosa si può voler di più da un cinecomic su Deadpool?

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