RECENSIONE – El Camino: Il film di Breaking Bad

Sei anni fa si concludeva una delle serie, se non la serie, più riuscite di sempre: Breaking Bad. Nata dalla mente di Vince Gilligan, la serie ha presentato al mondo intero alcuni dei personaggi più celebri della storia del piccolo schermo, primi su tutti i due protagonisti: Walter White e Jesse Pinkman. Quest’oggi parliamo proprio di quest’ultimo, del caro Jesse, interpretato dal mitico Aaron Paul, che torna sul piccolo schermo con l’attesissimo film sequel El Camino, sempre scritto e diretto da Gilligan, e distribuito da Netflix.

Un film che cammina sul filo del rasoio, visto il finale perfetto della serie, ma la presenza di Gilligan fa ben pensare, sperando che l’autore abbia una storia da raccontare. E diamine se ce l’aveva, anche se molto breve.

A bordo di una El Camino, dopo la strage ad opera di Heisenberg, Jesse si ritrova senza una vera e propria meta. Disperato, terrorizzato, ma un passo più vicino alla libertà, il giovane Pinkman inizia la sua fuga dal proprio passato verso una libertà da sempre agognata, sin da bambino. Vince Gilligan racconta una storia dai tempi estremamente dilatati, soprattutto a causa di una massiccia presenza di flahback nel corso della narrazione, ma ricca di tensione in più momenti. Una storia che, se escludiamo i flashback, e contiamo solo la linea temporale corrente, risulta essere incredibilmente povera di azione e di eventi, ma estremamente potente dal punto di vista umano.

Non è tanto Jesse ad essere protagonista assoluto del film, bensì la sua voglia di diventare un uomo migliore, senza però lasciare andare ciò che un tempo era, ovvero il cagnolino di una delle mente più geniali e malvagie della storia della televisione. Un passato che continuerà a tormentarlo, e a tormentarci, durante la durata di tutto il film. Numerosi sono i flashabck con il sadico e sociopatico Todd, che viene reso ancor più inquietante di quel che già era, e così tanti altri celebri personaggi della serie. Flashback che sicuramente puntano tanto sullo strizzare l’occhio ai fan, impedendo al film di poter vivere pienamente sulle sue gambe, ma che risultano al tempo stesso molto importanti ai fini della trama e ai fini dell’evoluzione finale del personaggio, che diverrà un uomo più consapevole che libero.

Aaron Paul in El Camino: A Breaking Bad Movie (2019)
Jesse Pinkman (Aaron Paul) poco dopo esser fuggito dalla gang dello zio Jack

Vince Gilligan non cambia tanto la narrazione, che risulta esser lenta e digressiva tanto quanto quella di Breaking Bad, ma priva di tutta l’azione, e quindi in un certo senso un tipo di storia molto più vicina a quella della serie prequel Better Call Saul. D’altra parte, dato che stiamo parlando di un film, di cinema, e non di serie televisive, Gilligan cambia completamente regia e tecnica, arrivando a delle vette di qualità veramente alte, e dimostrando non solo di essere un grande autore televisivo, ma di essere un grande autore cinematografico e, soprattutto, un grande cinefilo.

Con Breaking Bad avevamo già visto un’importante ispirazione al cinema dei fratelli Coen, che qui ritorna più prepotente che mai, con vibrazioni che arrivano dal western moderno Non è un paese per vecchi, fino al freddo e grottesco Fargo. Vibrazioni che si fanno sentire decisamente di più, in quanto ora è il cinema ad essere il mezzo di comunicazione, e che Gilligan sfrutta per citare anche altri maestri del cinema, uno su tutti: Sergio Leone, il cui capolavoro assoluto Il Buono, il Brutto e il Cattivo rivive in tutta la sua bellezza, poesia e violenza in uno scontro western con tanto di primissimo piano sugli sguardi dei due avversari.

Una regia che, visto il tipo di trama, si prende il suo tempo e permette allo spettatore di godere di quei bellissimi quadri che Gilligan compone, con un montaggio molto lento, anche nelle scene movimentate, e con qualche guizzo veramente geniale che in un prodotto legato all’universo di Breaking Bad non può assolutamente mancare. Regia che riesce a veicolare tantissime emozioni soprattutto grazie ad una fotografia straordinaria a cura del fedele Marshall Adams.

Charles Baker and Matt Jones in El Camino: A Breaking Bad Movie (2019)
Badger (Matt Jones) e Skinny Pete (Charles Baker) dopo aver ritrovato Jesse.

Una fotografia completamente lontana da quella usata in Breaking Bad Better Call Saul: abbiamo una profondità di campo decisamente più incisiva e che permette a Gilligan di creare dei primi piani meravigliosi (ricitando il duello leoniano con gli sguardi) e una color palette caratterizzata principalmente da colori molto terrosi soprattutto nelle scene notturne, e in interni, con dei bellissimi giochi di ombre e luci, per passare anche ad una gamma di colori molto più freddi e tendenti all’azzurro / bianco. Una fotografia che dà una profondità all’immagine mai vista fino ad ora in un prodotto legato a questo universo, che arriva a valorizzare l’interpretazione del grande Aaron Paul: protagonista assoluto della pellicola.

Dopo anni di prodotti televisivi e cinematografici che non gli hanno reso giustizia (in attesa di vedere la terza stagione di Westworld), Paul torna ad interpretare il personaggio che lo ha lanciato, e lo fa in grandissimo stile, tornando a regalarci una perfomance a dir poco indimenticabile, ricca di pathos, di cuore e rabbia. Una perfomance veicolata sulla retta via sicuramente da una meravigliosa sceneggiatura e un’ottima regia da parte di Gilligan, che fino ad ora risulta esser l’unico autore in grado di usare vermanete bene questo interprete.

Aaron Paul si ritrova ad affrontare un Jesse piuttosto diverso da come possiamo facilmente ricordare. È un Jesse toccato profondamente turbato da tutto ciò che ha passato, con tanto di  sintomi da stress post-traumatico per il primo atto del film, ma anche un Jesse più convinto che mai nel proseguire un determinato obbiettivo. Perché è anche vero che non può rimediare a ciò che ha fatto in passato, ma ciò non gli impedisce di trovare la giusta strada per un futuro dove potrà, forse, trovare un minimo di pace.

Aaron Paul in El Camino: A Breaking Bad Movie (2019)
Jesse Pinkman (Aaron Paul) durante lo scontro alla Leone.

El Camino era un film necessario? No. È un bel film? Assolutamente sì. Se avete amato Breaking Bad non potete non amare questa pellicola. Se così fosse le cose sono due: o non avete amato la serie, oppure non l’avete capita. O meglio, non avete capito Gilligan. Perché Vince Gilligan è riuscito a farsi accogliere da tutto il mondo con una serie introspettiva, filosofica, sociale, ma ricca di azione e adrenalina, e pertanto appetibile da moltissime persone. Quando però viene fuori il vero autore dentro Gilligan, quello lento, ma sempre ricco di pathos e introspezione, ecco che la massa ci si allontana, esattamente com’è successo per C’era una volta a… Hollywood, l’ultimo capolavoro del vecchio Quentin Tarantino.

Quindi grazie Vince, grazie Aaron, per questo ultimo viaggio che chiude un cerchio rimasto spezzato fin troppo a lungo.


Qui sotto potete trovare la nostra video-recensione del film CON SPOILER.