RECENSIONE – For All Mankind (prima stagione)

RECENSIONE – For All Mankind (prima stagione)

Apple Tv+ ha debuttato recentemente con alcuni prodotti originali molto interessanti, e sicuramente fra i vari spiccano Dickinson, See e ovviamente For All Mankind, la brillante nuova serie creata e scritta da Ronald D. Moore, Matt Wolpert e Ben Nedivi.

Come ormai sapete bene, la serie racconta una storia alternativa in cui l’URSS batte gli Stati Uniti nella corsa allo spazio, effettuando il primo sbarco sulla Luna con equipaggio. Soprannominato “Luna Rossa”, questo evento lascia la NASA devastata. Ciò non significa che coloro che lavorano lì ci abbiano rinunciato e sfidano l’Unione Sovietica una seconda volta per dimostrare che non c’è rinuncia alla speranza. Da li in poi vedremo un dipanarsi della storia su più fronti diversi, includendo temi scottanti dei tempi moderni e contestualizzandoli fra gli anni ’60 e ’70, dando quindi a tutto una connotazione molto intrigante.

In questo contesto gli Stati Uniti vengono messi sotto un corso accelerato di uguaglianza fra sessi, etnia e altri elementi, ma anche se di facciata la cosa può sembrare progressista, e per certi aspetti può anche esserlo, viene mostrato il desiderio degli americani di essere primi, o quantomeno di recuperare. A poco servono i cervelli della NASA che venno oltre a questo tipo di cose, e questo fattore è ben incarnato nel ex-pilot / ora comandante delle missioni Apollo Deke Slayton, interpretato da Chris Bauer, che accetta con riluttanza la richiesta del presidente di un sorriso femminile per le missioni lunari, ma non per elementi discriminatori, quanto perché il presidente voleva una donna da sfoggiare quasi fosse una sorta di velina, e per ovviamente rivaleggiare con l’URSS.

Questo elemento è ben incarnato da Molly Cobb, interpretata da Sonya Walger, che rimanda ad un’aviatrice realmente esistita, Jerry Cobb. Percepiamo la sua frustrazione per un ambiente a maggioranza maschile e piuttosto sessista, motivo per cui fu scartata tempo addietro e che le porta una mancanza di fiducia nella rinnovata voglia di progressismo della NASA; si imbarca per una missione rischiosa e non autorizzata con Ed Baldwin, che per primo asserisce di fronte ad una commissione che la NASA è diventata timorosa dopo l’incidente dell’Apollo 1 – motivo per cui l’URSS ha vinto la corsa – e in questo incarna un po’ il cowboy dello spazio a stelle e strisce, il cui unico intento non prevede il soddisfare le aspettative di altri, ma solo poter finalmente mettere piede sulla Luna.

Tutto molto bello, la trama è semplice e ricca di colpi di scena spiazzanti, ma forse la vera pecca sono i primi episodi che non presentano bene fin da subito la serie, proponendo una narrazione da subito fin troppo lenta. Per degli episodi che dovrebbero fare da apri pista per la serie la lentezza non è certo una buona presentazione, ma c’è anche da dire che senza quella introduzione, dove inquadriamo bene tutti i personaggi, non sarebbe potuta partire subito in quarta con gli aspetti politici e quelli drammatici dalla terza puntata in poi.

Quindi alla fine della banda, mostrandoti lo squillo di trombe celebrativo della massima aspirazione umana, quella di soddisfare la fame primordiale d’esplorare e conquistare, ci vengono illustrati anche gli aspetti realistici della NASA degli anni ’70, quelli che spesso non vogliamo vedere ma che conosciamo sicuramente, l’aspetto militaresco e il desiderio di far prevalere il consumismo capitalista sullo stile di vita Marxista-Leninista. Degno di nota però che i sovietici in questa incarnazione per una volta non sono rappresentati come i cattivi della maggiorparte delle storie americane, ma viene comunque sottolineata la paranoia tipica della Guerra Fredda.

For All Mankind è un più che degno inizio per la piattaforma di streaming Apple TV+, e con la seconda stagione già confermata non vediamo l’ora di vivere le prossime avventure di questi avventurieri del cosmo.

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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