RECENSIONE – Glass (NO SPOILER)

Con il finale di Split M. Night Shyamalan ci ha spiazzato tutti rivelandoci che era un sequel di Unbreakable del 2000. Un colpo di scena che ha stravolto completamente il contesto del film e che ci ha fatto tutti rizzare quando venne annunciata la realizzazione di un cross-over vero e proprio tra le due pellicole, con il ritorno di Bruce Willis nei panni di David Dunn e di Samuel L. Jackson in quelli di Elijah Price, intitolato Glass. Dopo circa due anni di attesa, ho avuto la fortuna di vedere Glass in anteprima lo scorso mercoledì, e ora che è scaduto ufficialmente l’embargo eccomi con una recensione SENZA SPOILER di questa attesissima pellicola, che si è rivelata essere un buon finale per la cosiddetta trilogia dell’Eastrail 177, un mix di generi che spazzia dall’action al thriller, nonostante ci siano notevoli problemi di sceneggiatura.

Iniziamo col dire che il film non è solo un corss-over classico, con personaggi di film diversi nella stessa pellicola, ma nel senso che Glass è una perfetta fusione dei generi cinematografici di cui fanno parte Unbreakable e Split. Le scene riguardanti il personaggio di Dunn risultano essere più drammatiche, mentre quelle con protagonista le varie personalità di James McAvoy hanno delle sfumature horror / thriller, generi che però risultano essere più edulcorati in quanto la pellicola è prodotta / distribuita da una sottodivisione della Disney (che sappiamo non andare d’accordo con questo genere di film) a differenza di Split. Il tutto assume, ovviamente, con un sguardo generale, un tono molto più vicino al genere supereroistico, molto di più rispetto ad Unbreakable in quanto Glass è un cross-over come lo sono stati altri cinecomic come Justice League e The Avengers. Difatti Glass risulta essere più d’intrattenimento rispetto ai due film precedenti, ma non mancano quelle caratteristiche tecniche e di scrittura tipiche di Shyamalan che rendono questa pellicola un vero e proprio film d’autore, o meglio, la definitiva visione del genere supereroistico / cinecomic che il regista indiano voleva condividere con noi spettatori.

Un film del genere è quello che fa per Shyamalan? Direi di sì, ma essendo la sua prima esperienza con un cinema simile si vede che ha faticato nel cercare di collegare le diverse storyline e di inserire tutti i personaggi legati a questi due film, spesso facendo risultare personaggi secondari, come quello di Casey, interpretato sempre da una Anya Taylor – Joy bellissima e bravissima, inseriti nel film perché dovevano esserci a tutti i costi. Una certa rivelazione sul finale risulta essere senza senso e in contraddizione con quanto detto poco prima, e se contiamo anche qualche buchetto di sceneggiatura che ritroviamo nel secondo atto del film, e uno spiegone nel finale che non mi sarei mai aspettato da Shyamalan, si può evincere tranquillamente che il regista indiano quando ha a che fare con produzioni più grandi come questo Glass, o come il terribile After Earth, inizia a non avere il tutto sotto controllo. Tuttavia, la sceneggiatura non è assolutamente da buttare nonostante questi enormi problemi, e questo molto probabilmente perché Shyamalan, aldilà del tipo di produzione, giocava in casa con personaggi creati da lui stesso in un universo tutto suo, e va tenuto da conto anche il fatto che il film è stato tagliato pesantemente (inizialmente doveva durare 3 ore e mezza).



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Con Unbreakable Shyamalan aveva già ampiamente condiviso con il grande pubblico al sua visione del genere supereroistico, ma con Glass si raggiunge l’apice di questo discorso, tant’è che il film sembra essere trasposto da un fumetto inesistente. Shyamalan scrive una storia e dei dialoghi giocando con diversi degli stereotipi che siamo soliti vedere nei film e nei fumetti, e così anche a livello di regia, solo che da questo punto di vista li stravolge. Le scene d’azione tipiche di questo genere cinematografico vengono dirette con un’eleganza e una limpidità di immagine meravigliosa, con un ottimo uso dei primi piani e delle soggettive, così da dare un grande valore alle perfomance degli attori anche nei momenti di lotta, che non risultano mai frenetiche o esagerate. Perfomance che vengono avvalorate anche dall’uso del piano sequenza, soprattutto per quanto riguarda James McAvoy, che passa da una personalità all’altra come se niente fosse e lo fa durante un’unica ripresa continua, dando una prova di recitazione veramente fenomenale. Quindi se da una parte abbiamo una sceneggiatura che cerca di omaggiare e rispettare le regole di una storia da fumetto classica, dall’altra abbiamo una regia che cerca invece di stravolgere le tipiche tecniche registiche adottate per questo genere di film. Il risultato? La visione complessiva di Shyamalan di quello che è per lui un film sui supereroi.

Impossibile non rimanere ammaliati dalla bellissima fotografia di Mike Gioulakis che usa dei colori molto forti e vivaci, quasi fumettosi, che rendono diverse inquadrature quasi irreali (si pensi alla già iconica e splendida scenografia rosa vista nei trailer e nei poster) ma senza eccedere, mixando quindi anche dei colori caldi, terrosi e dark già visti in Split. Ancora una volta il mondo di suspense e terrore di Split si unisce a quello dei fumetti di Unbreakable, e così anche per la colonna sonora. Musiche perfette, con delle sonorità molto diverse ma dei temi ben precisi impossibili da dimenticare e che fanno emozionare non poco lo spettatore. Abbiamo un tema caratterizzato da un ticchettio dal sapore zimmeriano che indica la grande ingeniosità del cervello di Elijah Price, striduli violini che rievocano le sensazioni di terrore vissute in Split durante le scene in cui sono presenti le varie personalità di Kevin, e delle composizioni di archi, con un pizzico di sintentizzatore, più drammatiche ed eroiche per il personaggio di David Dunn.

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Una colonna sonora che riesce sia nel valorizzare le qualità principali di questi personaggi che nel far emozionare lo spettatore, soprattutto nel finale che risulta essere semplicemente perfetto per questa Eastrail 177 Trilogy. Un finale di fronte al quale è impossibile non commuoversi grazie ad una potenza registica e di scrittura che vanno a comporre una degna conslusione che chiude il ciclo di storie riguardante questi tre personaggi, ma che lascia la porta aperta all’immaginazione dello spettatore che si chiede cosa ci sia là fuori in quel piccolo universo creato da Shyamalan, oppure una porta aperta a dei possibili sequel, ma che sarebbe meglio evitare per un semplice motivo. La bellezza di questi tre personaggi e della loro storia è il loro essere dentro le righe. Non abbiamo scontri che radono al suolo città, non abbiamo scontri tra esseri invincibili, ma tra semplici esseri umani che si ritrovano con dei poteri che, alla fine, non sono così tanto super. La superforza di David Dunn sicuramente lo rende speciale, ma non parliamo di una superforza alla Superman. Infatti nonostante Shyamalan alla fine scopra le carte mostrando quello che ha voluto creare con questo mini universo cinematografico, al tempo stesso decide di tenere al centro dell’attenzione solo questi personaggi, altrimenti si arriverebbe ad emulare i vari film Marvel e DC.

Una scelta di narrazione che non possiamo non apprezzare. In un mondo dove i film sui supereroi sono diventati una vera e propria moda e che ci presentano ogni giorno imprese sempre più colossali, ma divenute ormai la “norme”. Quindi è bello sapere che abbiamo ancora chi vuole raccontare storie incredibili ma ambientate in un contesto quotidiano e vicino alla realtà dello spettatore medio, storie dove al centro si hanno più le debolezze degli eroi anziché i loro poteri, e l’unica potenza che possiamo respirare appieno è quella della regia, della musica, delle fotografia e dei dialoghi. In pratica, grazie a Shyamalan abbiamo ritrovato la meraviglia e la specialità che si nasconde nel quotidiano.

samuel l jackson glass movie GIF by Glass

Questa è la nostra recensione di Glass. Il film uscirà nelle sale italiane il prossimo giovedì 17 gennaio e quando avrete avuto l’opportunità di vederlo non esitate nel farci sapere cosa ne pensate! Vi ricordo inoltre che sulla pagina Facebook trovate la video-recensione del film con SPOILER, così avete l’occasione di sapere la mia nello specifico di alcune determinate scelte narrative.