RECENSIONE – John Wick 3: Parabellum (NO SPOILER)

Nel 2014 il duo Chad Stahelski David Leitch stupisce tutto il mondo con John Wick, film d’azione meraviglioso con protagonista un Keanu Reeves in splendida forma. Poi Leitch se ne va per dirigere film tutti suoi (tra cui Deadpool 2) ma Stahelski continua nell’esplorare questo personaggio e questo mondo, creato insieme allo sceneggiatore Derek Kolstad, con il secondo capitolo e con questo terzo, dal sottotitolo evocativo Parabellum, in uscita il 16 maggio (giovedì prossimo), e nel quale Stahelski si è decisamente superato.

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Il film inizia con la fine del secondo capitolo: John Wick ha ucciso il membro italiano della Gran Tavola, Santino D’Antonio (interpretato da Riccardo Scamarcio nel secondo film) nel territorio del Continental, l’hotel per soli sicari all’interno del quale è severamente vietato uccidere. La pena? La morte, ma a John Wick viene data un’ora prima di essere dichiarato scomunicato, durante la quale cerca di sistemarsi al meglio per trovare un modo di annullare la taglia da 14 milioni che brilla sopra la sua testa e che attira l’attenzione di tutti i serial killer del mondo.

Aldilà del forte legame con il secondo film, la grandezza della pellicola (così come anche il secondo) è quella di poter essere vista da un casual watcher senza problemi. Stahelski riesce a conferire grande indipendenza a queste opere che camminano saldamente senza per forza esser accompagnate dai film precedenti. Questo grazie ad un’ottima sceneggiatura e un grandissimo montaggio che riescono a farti capire quanto successo nel secondo capitolo senza dover usare fastidiosi spiegoni a buon mercato. Il tutto reso perfettamente limpido e chiaro dalla regia di Stahelski, che ancora una volta confezione un film d’azione che vuole farti godere al 100% l’azione che propone. I combattimenti sono girati sempre al solito modo: due piani sequenza ripresi da due angolazioni speculari, che poi con il montaggio campo-controcampo, danno energia e frenesia alla scena senza però adottare effettivamente un montaggio e una regia frenetica. Anzi, in più momenti il montaggio si assenta per lasciare spazio a brevi ma intensissimi e meravigliosi piano sequenza che permettono allo spettatore di assaporare tutta la magnificenza dei combattimenti (sempre coreografati benissimo).

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Combattimenti resi ancor più belli da una fotografia semplicemente stratosferica. Dan Laustsen supera sé stesso, usando il neon in modo estremo e andando a creare dei veri e propri quadri dai toni cyberpunk. Impossibile non pensare alla Los Angeles di Blade Runner quando vediamo la New York di John Wick sempre tormentata dalla pioggia, dalla notte, dalle persone e dai neon delle insegne (rigorosamente orientali). Un effetto reso tale soprattutto dalle bellissime scenografie che rendono ancor meglio quell’atmosfera fumettistica che caratterizza i film su John Wick, che risultano essere dei cinecomic senza esserlo realmente. Scenografie che, anche senza Neon e luci simili, risultano essere piene di colore, anche alcune di tipo desertico, nelle quali non si percepisce l’aridità dell’ambiente ma la bellezza dei suoi colori. Infatti, in questo film abbiamo un deserto che brucia non di calore, ma di colore, e per questo non può non ricordare il deserto del capolavoro sommo Mad Max: Fury Road.

Questo è ciò di cui vivono questi film. E’ chiaro che la trama risulterà essere più o meno la stessa, ovvero John Wick che incazzato come un cane ammazza chiunque lo guardi storto. Se cercate storie più intricate allora guardate altrove, perché la grandezza di questi film, di questo genere, risiede nella messa in scena, nella regia, nella fotografia, nel montaggio, nelle scenografie, nella colonna sonora, in tutta la tecnica che coordinata da Stahelski dà vita ad delle sequenze a dir poco meravigliose. Ovviamente la tecnica è gran parte della bellezza di questo John Wick 3, ma la sceneggiatura di Kolstad non è assolutamente da meno, in quanto ha ancora molte cose da dire riguardo il mondo che sono andati a creare e riguardo i personaggi che lo abitano, soprattutto il nostro caro Wick, il cui passato ci viene finalmente mostrato in modo più chiaro e così anche il suo rapporto tra Winston, interpretato da un ottimo Ian McShane (dopo la sua anonima perfomance nel fallace Hellboy di Neil Marshall) e la sua defunta moglie, Helen, che nonostante la sua dipartita la continuiamo a percepire accanto al personaggio di Wick.

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Keanu Reeves come John Wick. Che vi devo dire? E’ la perfezione, ancora una volta Reeves dimostra di essere perfetto per il personaggio non tanto per l’espressività, perché in tutt’e tre i film usa le stesse due / tre espressioni, che però sono azzecatissime per il personaggio. La grandezza della perfomance di Reeves sta in come si muove, in come combatte, come ricarica un’arma e la usa come un vero professionista. Si vede tantissimo che Reeves si è allenato e ha studiato tantissimo per interpretare il personaggio, il che non è mica da poco se consideriamo che l’attore canadese ha ben 54 anni. Tutti questi elementi messi insieme, con la regia di Stahelski, danno vita ad uno dei personaggi cinematografici più badass degli ultimi 20 anni, ma che nasconde un dramma che mostra anche la sua umanità.

John Wick 3: Parabellum vede palesemente Wick al centro della maggior parte delle scene, ma in questo terzo capitolo, più dei due precedenti, i comprimari vengono messi più in primo piano, partecipi dell’azione. In primis il receptionist Charon, interpretato sempre magnificamente da Lance Reddick, che finalmente vediamo in azione accanto a John Wick, oppure il già citato Winston che ancora una volta, con la sua eleganza, insieme anche a quella di Charon, conferiscono al film un’ironia tutta sua che nasce dal contrasto tra l’eleganza di questo mondo, di questi personaggi, con quello che fanno. Abbiamo anche tante new entry e tutte piuttosto interessanti, tra cui la Giudicatrice della Gran Tavola, interpretata da una freddissima e antipatica Asia Kate Dillon, che ci mostra qualcosina di più riguardo coloro che governano tutto questo mondo di assassini. Oppure la bellissima e cazzutissima Sofia, interpretata da una Halle Berry che viediamo sempre meno al cinema. Personaggio piuttosto drammatico, che però compensa con delle skill di combattimento veramente toste (insiema a due ferocissimi e bellissimi pastori tedeschi che a momenti fanno fuori più persone della stessa Sofia).

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Quindi sì, John Wick 3 – Parabellum è uno dei film d’azione più belli degli ultimi anni e, forse (devo rivedermi tutti i film ancora una paio di volte) il migliore di questa saga. Girato alla grande da uno Stahelski sempre più rivelatorio, fotografata benissimo da Laustsen che continua ad omaggiare il cinema action degli anni ’80 con i suoi coloratissimi e fortissimi neon, una sceneggiatura che funziona benissimo, con una storia lineare, ma d’impatto. Personaggi memorabili dal primo all’ultimo, abitanti di un mondo inedito che ha ancora un paio di chicche da raccontare.

Questa è la nostra recensione sena spoiler del film, se invece volete sapere la nostra più nello specifico trovate la video-recensione spoiler sul nostro canale YouTube.