RECENSIONE – La La Land

Se ne parla da mesi e mesi di questo dannatissimo film. Dopo le varie proiezioni in anteprima ai festival e cose simili gli spettatori ne uscivano estasiati, nessuno che ne parlava male. Tutti a lodare la nuova opera di Damien Chazelle come se fosse il film definitivo. Il che mi lasciava interdetto, perché personalmente odio i musical. Vedere tutti quei personaggi che da un momento all’altro si mettono a ballare e a cantare dando vita ad una situazione surreale, ma giusta per i musical, mi dà particolarmente fastidio. Però, se è davvero così bello La La Land devo andarlo a vedere per forza, calcolando che si è aggiudicato addirittura 14 nomination agli Oscar di quest’anno. 14? Sul serio? Wow. Ed infatti appena uscito dalla sala, io, che farei decisamente a meno dei musical, ero a dir poco estasiato.

Qui di seguito trovate la video-recensione del film.

La La Land, cari lettori, è un film della Madonna, girato con una maestria e recitato divinamente. Damien Chazelle è un regista giovanissimo, di appena 32 anni, che ha fatto solo due lungometraggi e già vengono considerati dei capolavori. Due anni fa si è presentato ufficialmente al grande pubblico con Whiplash, con un J.K. Simmons e un Miles Teller a dir poco eccezionali. Ma non è solo la parte attoriale, bensì la regia. Chazelle con la macchina da presa è un mostro, un vero maestro nonostante l’età. Con La La Land Chazelle crea dei piani sequenza che fanno paura, tutte le scene musicali e cantate non hanno uno stacco ed è una cosa difficilissima, calcolando che gli attori devono continuare a cantare, a ballare, a recitare un ruolo in modo spontaneo e naturale. La scena iniziale del film è già storia. Parliamo della tipica situazione del cazzo di un musical: in una normale scena la gente inizia a ballare e a cantare senza un motivo, eppure non sono riuscito a dire “Oooh, che coglioni ‘sta roba”, perché stavo guardando un fottutissimo piano sequenza di 7 minuti circa dove la gente ballava, cantava, il tutto ripreso perfettamente. Una cosa difficilissima da organizzare.

Il che va un po’ in contrasto con la regia di Whiplash, caratterizzata da tagli veloci e frenetici. La La Land ha anche delle similitudini con Whiplash, ovvero le inquadrature a schiaffo. La telecamera ad un certo punto comincia a rimbalzare come se fosse una pallina da ping pong tra un personaggio e l’altro, ed è semplicemente fantastico porca di quella miseria. Ovviamente piena di lodi è anche la fotografia ad opera di Linus Sandgren. Ommioddddiioooo quanto è bella la fotografia di questo film. Ci saranno sì e no trenta colori diversi in ogni scena ed è fantastico. Il cielo caratterizzato da sfumature di blu/viola, i colori degli abiti dei personaggi che vanno dal blu al…. cazzo, ci sono tutti i colori immaginabili! Ragazzi, una fotografia a dir poco sensazionale.

Se proprio si vuole essere pignoli c’è da dire che in alcuni momenti il montaggio del film lascia a desiderare. Non che ci siano delle cose fastidiosissime, però non ho apprezzato moltissimo il fatto che Chazelle per fare alcuni campi larghi si sia avvalso di lenti che fanno l’effetto fish eye, che ci può stare in alcuni film, dipende dal tipo di film di cui stiamo parlando, ma in questo caso non l’ho apprezzato. Anche da notare che agli angoli dell’inquadratura ci sono degli aloni neri che danno un po’ di fastidio. Aloni probabilmente dovuti alla forma delle lenti. In effetti se provate a mettere una lente simile sul telefono vedrete proprio quegli aloni agli angoli. Ci sono anche degli stacchi e tagli di alcune scene spesso un po’ troppo veloci e inseriti nel momento sbagliato. Ma detto questo l’aspetto tecnico di La La Land è perfetto.

Una caratteristica essenziale del film è che è molto simile ad un musical hollywoodiano anni ’60, una tipologia di film che ha fatto la storia sin da quando è nato il sonoro. Quindi Chazelle ha voluto omaggiare quel genere di cinema che ormai non si vede più da anni, e l’ha fatto dando vita ad un capolavoro immenso. Chazelle strizza l’occhio a quei film con i caratteri delle scritte, con le transizioni da una scena all’altra, con la storia, le musiche, i personaggi, i costumi. TUTTO! Una vera e propria lettera d’amore a quel cinema ormai andato.

E poi la colonna sonora. Vabbe ma c’è davvero bisogno che parli di quanto sia bella la colonna sonora? Sì? Ok, è bellissima. Justin Hurwitz ha scritto delle musiche fantastiche, caratterizzate essenzialmente da pezzi jazz, dato che il personaggio di Sebastian è un musicista jazz, e già aveva usato ampiamente quelle musiche in Whiplash, ma in quel film era jazz al 100%. Invece con La La Land abbiamo sì il jazz, ma anche musiche tipiche di un musical, quindi con un’orchestra decisamente più ampia. Ritornando alla scena iniziale, dove tutti i personaggi ascoltano nelle loro macchine un genere musicale l’uno diverso dall’altro ti mostra quanto la musica sia varia. Infatti La La Land non è un discorso sul jazz ma bensì sulla musica in generale, vista in Whiplash come ossessione e qui come passione. I testi delle canzoni sono fantastici, Benj Pasek e Justin Paul hanno scritto qualcosa a dir poco indimenticabile. City of Stars, Another day of sun e Audition sono dei pezzi straordinari, ma se proprio vogliamo essere meritocratici si dovrebbe elencare tutte le canzoni del film. Come non citare la coreografie, il ballo con le scarpe da tip tap è qualcosa di bellissimo.

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Emma Stone e Ryan Golsing. Di una bravura senza eguali. Oltre a recitare benissimo cantano, ballano, fanno tutto loro senza controfigure e lo fanno con una spontaneità che pochi attori hanno. In più con il fatto che Chazelle abbia voluto realizzare le scene in piano sequenza, gli attori dovevano fare del loro meglio con una naturalezza magistrale. Ryan Gosling in linea generale è un bravissimo attore, e in questo film ripeto, non è stato da meno, ha tirato fuori una perfomance eccezionale, ma a livello recitativo, per quanto riguarda l’espressioni facciali, non mi è sembrato eccellente. Il personaggio, Sebastian, è fantastico. E’ un musicista jazz che sogna di avere un locale tutto suo e adoro nel vedere la sua passione verso quel genere musicale. Ho amato la sua descrizione di jazz come di un miscuglio di musicisti che compongono tutto quello che vogliono sul momento andando anche in contrasto con quello che suonano gli altri. Una passione maniacale che sfocia anche in un paio di siparietti comici. Sebastian vuole in qualche modo salvare il jazz, un genere musicale che sta morendo pian piano ma purtroppo è quasi impossibile, a meno che non si sacrifichi qualcosina. Ryan Gosling è riuscito a rendere perfettamente questa passione e amore del personaggio verso il jazz, ma se proprio vogliamo parlare di bravura lasciamo spazio a Emma Stone.

La Stone è la miglior attrice della sua generazione e spero che quest’anno riceva il riconoscimento che gli spetta. Per quanto mi riguarda in La La Land è stata perfetta, ,ma la sua miglior perfomance rimane quella vista in Birdman. Non me ne vogliate ma in quel film è stata assurda. In La La Land Emma Stone riesce a far ridere, emozionare, piangere, fa tutto. Anche lei come gli altri attori canta senza controfigure ed è bravissima, il che mi ha sorpreso, dato che non sapevo delle sue doti da cantante. Per quanto riguarda la recitazione al di fuori del canto è stata… boh, non ci sono parole per descriverla. Una cosa che ho a dir poco apprezzato, particolare presente anche in Birdman, è il fatto che il regista abbia voluto evidenziare i suoi occhioni. Grazie alla fotografia e ai giochi di luce gli occhi della Stone vengono messi in evidenzia e adoro questa cosa perché è una caratteristica ormai iconica dell’attrice.Il personaggio di Mia è sensazionale: una giovane ragazza che sogna di essere un’attrice e dovrà affrontare numerosissimi provini per cercare di entrare nel mondo del cinema. Quindi anche lei è un personaggio pieno di passione e amore verso la recitazione e il cinema.

Calcolando anche il fatto che quando parte una scena musicale l’ambiente si oscura lasciando soltanto una luce che illumina l’attore al centro di tutto, costringendo la Stone e Gosling a recitare, cantare e ballare stando al centro di tutto, un compito difficilissimo. Ragazzi, stiamo parlando di un qualcosa che raramente, anzi, mai si vede al cinema ormai.

Ottimo lavoro svolto anche da John Legend nei panni di Keith. Di solito quando si prendono delle pop star per recitare in film del genere non faccio salti di gioia, ma Legend è stato bravissimo. E’ anche vero che il ruolo gli è stato un po’ cucito addosso, ma se questo poi funziona all’interno del film allora tanto di cappello. Poi c’è quella comparsata a dir poco fantastica di J.K. Simmons nei panni di Bill, il proprietario del locale in cui lavora Sebastian. Simmons lo puoi mettere a fare qualsiasi cosa e ti tira fuori una perfomance assurda. “Ma non ti ricordi del suo ruolo in Terminator Genisys?”. Ah, avete ragione. No, in quel ha fatto schifo pure lui, mi spiace. Ma in ogni caso la sua parte in La La Land l’ha fatta e, per quanto piccola, benissimo.

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Damien Chazelle si è occupato anche della sceneggiatura ed ha tirato fuori una storia semplicemente straordinaria. La trama parla della relazione amorosa tra Sebastian e Mia, ma lo fa senza cascare, quasi mai, nel banale. C’è un’evoluzione dei personaggi, i quali sono effettivamente dei folli sognatori. La cosa più interessante della storia è che essi potranno realizzare i loro sogni ma non possono stare insieme. In sinossi: o l’amore, o il sogno. E poi si arriverà ad un finale bellissimo, semplicemente perfetto e assolutamente non scontato. Ad alcuni potrebbe non piacere perché non è quello che ci si aspetta di solito, e nemmeno quello che si sperava che fosse. Ma la forza del finale sta proprio nell’essere originale e nel tirar fuori un qualcosa di assolutamente unico che rimarrà impresso nelle nostre teste e nella storia del cinema. Come si fa a non emozionarsi con quello scambio di sguardi? Una cosa vista anche in Whiplash, in modo diverso, ma comunque due scene con degli sguardi assurdi. Chazelle ci sa fare con i primi piani, eh!

Il tono del film è perfetto, perché in primis è un film musical, quindi parliamo di un film leggero, caratterizzato anche da scene abbastanza comiche dovute alla caratterizzazione dei personaggi. La componente musical non la si sente nemmeno così tanto come mi aspettavo. L’unica scena da musical classico è quella iniziale, che però non si può non amare, mentre poi tutte le altre scene musicali sono assolutamente contestualizzate e non troppo invasive. Ci sono momenti di pura fantasia quando Sebastian e Mia ballano nel planetario, per esempio, oppure quando Mia si immagina in quei pochi secondi come sarebbe stata la sua vita se fosse andata perfettamente. Quella scena è di una bellezza rara, una scena dove molti di noi si possono anche rispecchiare: un personaggio che sogna la vita perfetta ma poi apre gli occhi e si ritrova nella vita reale, che le ha dato tutt’altro.

C’è poi l’aspetto romantico del film. Oltre a detestare i musical detesto anche i film romantici o comici – romantici. Quindi sulla carta La La Land si presentava praticamente come l’anticristo per me, ed invece anche la parte romantica e sentimentale del film è trattata con una maestria che fin’ora non avevo mai visto.  La scena in cui nasce effettivamente l’amore tra i due è bellissima, ovvero quella in cui ballano con le scarpe da tip tap. Ecco, in effetti quella scena è abbastanza surreale: guarda caso ad un festa entrambi i personaggi portano con sé delle scarpe da tip tap. Caratteristica tipica di un musical, ma ripeto, come si fa a non amare quella scena? Sempre girata in piano sequenza dove Gosling e la Stone hanno ballato, cantato e recitato perfettamente.

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In conclusione, andate a vedere immediatamente La La Land. Stiamo parlando di uno dei migliori film di questi ultimi anni. Chazelle come regista si è affermato senza ombra di dubbio ormai, riportando in vita un genere di film che non solo non si vedeva da parecchio tempo ma che è riuscito a conquistare anche chi quel genere lo ripudia. Me in primis. La coppia Emma Stone e Ryan Gosling sono perfetti, c’è un’alchimia tra loro che pochissimi attori hanno. Musiche eccellenti, con delle canzoni a dir poco bellissime. Insomma, La La Land è un capolavoro, non assoluto, che fa ridere, divertire, emozionare e riflettere come pochissimi film, forse nessuno, è mai riuscito a fare. Chazelle, ti meriti tutte le mi lodi e quelle di tutti gli altri cinefili nel mondo. Se continui così diverrai uno dei più grandi registi che Hollywood abbia mai visto.

Voi l’avete visto? Se sì ditemi la vostra nei commenti!