RECENSIONE – Mulan

Con una mossa che non è stata esattamente apprezzata da tutti, Mulan ha completamente saltato la sua uscita cinematografica arrivando ad un prezzo piuttosto alto sulla piattaforma di streaming Disney +, ma quindi aldilà di queste considerazione com’è il film. Andiamo con due parole su Mulan.

Dall’uscita dei trailer volevo vederlo, un po’ ovviamente perché il cartone animato è il mio preferito dei classici Disney, un po’ perché dava l’idea di avere queste belle sequenze d’azione ispirate al cinema orientale che mi facevano tornare alla mente grandi film come Hero e La Foresta dei Pugnali Volanti (ovviamente in maniera superficiale eh), quindi l’idea di dargli una possibilità c’era, ma devo dire che aldilà delle solite emozioni che mi vengono nel finale, ma più per una questione personale, il film è perlopiù un vero disastro.

Partiamo dalla messa in scena, dove se non fosse per la fotografia, gli ambienti e gli effetti speciali avresti il mal di mare per via dell’abuso degli stacchi. Preferisco sempre meno stacchi, ed anche se non c’è niente di male nell’utilizzare questo metodo per la messa in scena, va detto che va anche saputo fare. Come per tutto, ci vuole la sua esperienza, altrimenti va a finire che incorri nell’errore di Michael Bay-iana memoria.

La sceneggiatura è un altro dei problemi. Anche il cartone animato aveva degli sveltimenti nella narrazione, spesso portati però avanti con la classica tecnica della Disney, la canzone che racconta con l’impianto musical una serie di eventi che altrimenti avrebbero appesantito la trama, e qui la mancanza di questo mezzo paradossalmente si sente e l’utilizzo dell’accelerazione narrativa in questo caso non funziona bene, perché da l’impressione di star correndo per arrivare alla rivelazione e alle sequenze d’azione.

D’apprezzare ovviamente l’intento di rendere più fedele questo film alla leggenda cinese originale, ma c’è da dire che il film perde purtroppo proprio nell’eccessivo desiderio di rendere questo film troppo pedissequo alla leggenda, perdendo inevitabilmente di magia. Ma non tanto per la mancanza di spalle comiche leggendarie come Mushu o Cri-Cri, o per gli iconici momenti musicali che ormai fanno parte dell’immaginario collettivo, o per le battute che riecheggiano nella cultura pop ormai da tempo, come “il più grande dono e onore è avere te come figlia” ed altre che sono marchiate a fuoco nei nostri ricordi; quanto per un effettiva mancanza di atmosfera.

Il film live-action perde quel tocco di impercettibile che paradossalmente film come Aladdin, La Bella e la Bestia o Cenerentola mantenevano, perfino La Carica dei 101 con Glenn Close (ad oggi forse il miglior remake live-action assieme a Il Libro della Giungla), riusciva nell’intento di risvegliare il bambino dentro di noi, mentre Mulan purtroppo non ci riesce.

Vuoi forse proprio per il desiderio di voler rendere la fiaba troppo fedele alla leggenda, vuoi forse per un tono eccessivamente serioso che toglie atmosfera alla narrazione, vuoi per la risultante anti-climatica in determinate scene di battaglia, ma semplicemente questo film non funziona.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: