RECENSIONE – Ralph Spacca Internet (NO SPOILER)

Nel 2012 la Disney realizza Ralph Spaccatutto, film estremamente originale che poneva il mondo video ludico retro al centro della trama, così da aggiudicarsi il favore di migliaia di nerd bastardi cinefili e videogiocatori come noi con le sue citazioni e il suo essere estremamente retro. Ma ora la Disney vuole puntare più in alto, vuole realizzare un Ralph Spaccatutto sotto steroidi, ed eccovi servito Ralph Spacca Internet, per la regia di Rich Moore Phil Johnston, che pone al centro l’incredibile mondo di Internet. Una premessa davvero molto interessante, e l’interesse verso il film non poteva che crescere man mano che il tempo passava, e ora che ho avuto l’onore di vedere la pellicola in anteprima (con un anticipo di ben due mesi circa), posso dirvi che questo Ralph Spacca Internet è decisamente superiore al primo e, senza ombra di dubbio, uno dei migliori film d’intrattenimento dell’anno.

Risultati immagini per ralph breaks the internet banner hd

Come stavamo dicendo, la Disney ha scelto di fare le cose in grande, e lo fa con grandissimo stile e eleganza, trattando e rappresentando ogni singolo aspetto del web con grande originalità e genialità. Il web viene rappresentanto come un’infinita città dal sapore cyberpunk, ricca di edifici, che stanno a rappresentare siti e social (basti pensare alla geniale idea di rappresentare Instagram come una mostra fotografica), di attrazioni, negozi, abitanti (i milioni di utenti che ogni giorno navigano in rete). Insomma, ogni singolo aspetto del web, buono o cattivo, viene rappresentato dalla Disney in modo estremamente geniale e originale. In pratica, Internet ci viene mostrato come una vera e propria società, nella quale i reietti sono i pop-up e spam vari, costretti a vivere nelle viscere sporche e oscure del web, il Dark Web, per l’appunto, mentre nei grandi grattacieli troviamo i grandi colossi della rete che regnano incontrastati, primo su tutti Google.

Sicuramente Moore e Johnston hanno rappresentato la grandezza di Internet, la sua infinità, le sue illimitate risorse e la possibilità per noi di poter fare qualsiasi cosa grazie a questo potente mezzo, ma ovviamente ci sono dei contro. Tantissime sono le critiche che vengono rivolte al mondo del web, alla sua ipocrisia, al suo dare fama a una cosa / persona per poi toglierla come se non fosse mai esistita, e in particolare YouTube è bersaglio di tale critica attraverso il fittizio BuzzTube, gestito dal personaggio di SìSì, rappresentazione massima di tale ipocrisia, della moda in continua cambiamento (come il look del personaggio che sembra cambiare da un’inquadratura all’altra manco fosse la regina Amidala), e che spiega allo spettatore quali sono i meccanismi che si celano dietro a grandi piattaforme / social quali YouTube, ma anche Facebook, Twitter e chi più ne ha più ne metta. Se, però, la Disney critica ampiamente il mondo del web e chi lo popola, è sicuramente da lodare la sua volontà di volersi auto-criticare riguardo i cliché che caratterizzano la maggior parte dei suoi film.

Immagine correlata

Se avete visto i vari trailer allora saprete della scena con le principesse Disney, che risulta essere, come sospettavo, una genialata divertentissima e intelligentissima con la quale la Disney si auto-critica in modo a dir poco ironico e estremamente esilarante, esattamente come fece in Zootropolis, ma meglio. Aldilà delle varie principesse abbiamo fugaci apparizioni di altri personaggi appartenenti a franchise di casa Disney a dir poco popolari, tra cui Star Wars e il Marvel Cinematic Universe, nella sequenza in cui visitiamo il sito web della Disney. In pratica, in quella sequenza la Disney ha creato una sorta di Ready Player One disneyano che ho a dir poco adorato, e che occupa decisamente meno spazio di quel che si possa pensare. Da una parte mi dispiace, perché quella sequenza è stata una montagna russa di emozioni e risate e mi sarebbe piaciuto vedere più cameo del genere, ma dall’altra sono grato che sia andata in questo modo, cosicché il film non si sia perso in un continuo fan service e che abbia potuto concentrarsi soprattutto sulla storia che vuole raccontare e sul rapporto tra Ralph e Vanellope, che risulta essere il vero fulcro del film e che viene sviscerato in un modo asssai intelligente e maturo. Sicuramente più maturo per gli standard Disney.

Il film infatti si apre con Ralph Vanellope che vivono una vita praticamente perfetta, ma ad un certo punto sono costretti a recarsi in Internet e, da quel momento, entrano in contatto con un mondo che cambierà profondamente loro stessi e il loro modo di vedere le cose, ed è lì che scopriamo il vero colpo di genio di Johnston, che ha curato la sceneggiatura del film insieme a Pamela Ribon, che non vuole inserire all’interno della trama un vero e proprio villain, evitando quindi di rifilarci una minestra dal sapore fin troppo noto, ma ponendo come antagonista della storia le vulnerabilità, le debolezze caratteriali, dei due personaggi, in particolare di Ralph. Uno svisceramento del rapporto trai due che porterà ad un finale sempre piuttosto stucchevole, come la family friendly Disney vuole, ma sicuramente più maturo e non così scontato come si possa pensare.

Risultati immagini per ralph breaks the internet gif

Sicuramente la sceneggiatura scritta da Johnston e Ribon è davvero notevole, ma senza la regia di Moore e dello stesso Johnston non sarebbe stata la stessa cosa. I due hanno trasposto la storia con grande passione, con una regia che riesce a dare alla pellicola un’atmosfera molto anni ’80, che purtroppo si perde un po’ dopo il primo atto e mezzo del film, grazie ad una fotografia estremamente colorata ed una colonna sonora molto retro realizzata con sintetizzatori ad opera di Henry Jackman. In particolare parliamo di una regia caratterizzata da inquadrature molto limpide, semplici, ma potenti grazie alle bellissime scenografie, e da dei movimenti di macchina anch’essi puliti, ma di forte impatto, grazie anche ad un ottimo montaggio non troppo serrato nemmeno delle scene più movimentate. In particolar modo va menzionata la volontà di Moore e Johnston di voler ricreare il movimento che si ha quando si riprende una scena con una camera a mano, come se la pellicola fosse stata live-action anziché animata, oppure l’uso del piano sequenza per mostrare quanto possano fare un paio di video idioti su Internet per attirare l’attenzione del mondo intero, oppure il fatto che molte scelte registiche sono state prese per citare grandi opere cinematografiche divenute cult in determinate scene, come Mad Max King Kong.

In particolare, moltissime di queste scelte stilistiche le possiamo ritrovare nelle sequenze dedicate al mondo video ludico. Sì, è vero che il film si concentra perlopiù sul mondo del web, ma ricordiamo che i protagonisti nascono come personaggi usciti da dei videogiochi, da dei cabinati, quindi è chiaro che si dovesse dare un ruolo anche ai videogiochi, stavolta, però, a quelli moderni. Va detto che l’argomento videogiochi moderni è stato sviscerato in modo superficiale (forse un terzo capitolo sarà il momento giusto?) ma per quel che hanno mostrato mi ritengo estremamente soddisfatto. Attraverso Salughter Race si vuole rappresentare il videogioco moderno medio: violento, sporco, tamarro ma soprattutto libero, innovativo, in continua a evoluzione e divertente oltre ogni limite (direi che ci sono delle vibrazione firmate Rockstar in questo videogioco). Quindi di certo non è un film che punta il dito contro i giochi moderni, anzi, mostra quanto siano avanzati e divertenti, e li rappresenta in modo piuttosto fedele e verosimile, basti pensare a come appaiono gli avatar dei giocatori (i quali sono doppiati in italiano da due gameplayer piuttosto noti sul web, e come cameo direi che, alla fine, è abbastanza contestualizzato, anche se hanno recitato da cani).

Risultati immagini per ralph breaks the internet gif

Quindi Ralph Spacca Internet direi che merita di essere promosso con ottimi voti! Niente da fare, quando la Disney tocca l’animazione la maggior parte delle volte sforna delle perle indimenticabili, dimostrando di essere sempre originale, geniale e aperta verso l’auto-critica ironica. Non era facile realizzare un sequel più originale di un film che lo era già parecchio di per sé, eppure eccoci qua. Anche per quanto riguarda i comprimari l’ho trovato molto più interessante; ho adorato il personaggio di Shank, doppiato da Gal Gadot in lingue originale (difatti il personaggio è una copia digitale dell’attrice), folle e attraente esattamente come il gioco in cui vive, e che ho trovato più interessante di Felix Aggiustatutto e Tamora, fin troppo stereotipati e abbastanza dimenticabili.

Purtroppo, voi dovrete aspettare ancora due mesi circa, dato che l’uscita italiana e fissata per il 1° gennaio, e io continuerò sempre a ringraziare Disney Italia per avermi dato quest’occasione di vederlo con un così largo anticipo, ma fidatevi che ne vale la pena! Prima di lasciarvi, vi do un grande consiglio: restate fino alla fine dei titoli di coda. Abbiamo ben due scene dopo la fine del film a dir poco geniali: la prima a livello di markenting e la seconda, boh, è seriamente indescrivibile. Sappiate solo che alla visione di quella scena raramente ho avuto così tanta stima per la Disney.

Detto ciò, vi saluto! Alla prossima!


[amazon_link asins=’B00BFO5PUA,B00BFO5PIW,B00BFO5PN2,B01MRZ0Y41,B00HDZF6OK,B00QSV4O4S,B013OTZSE6,B07F6K1B55,B07DFF22FX,B07DFDFZ65′ template=’ProductCarousel’ store=’cinespression-21′ marketplace=’IT’ link_id=’df47cec9-e9f3-11e8-bd22-e320656a72a0′]