RECENSIONE – Revenge

Diventa un nostro supporter!Diventa un nostro supporter!

Revenge è una pellicola francese del 2017 scritta e diretta dalla regista Coralie Fargeat, pellicola che si colloca, come suggerisce il titolo, al filone del revenge movie, quel genere cinematografico a metà tra il thriller, l’action e l’horror che affronta il tentativo di vendetta da parte di una vittima (o di un suo caro) nei confronti di chi le ha fatto un gravissimo torto (molto spesso ricollegato all’abuso sessuale).

La storia è quella di Jen, una giovane donna attraente e ingenua, interpretata dall’italiana Matilde Lutz, che va a trascorrere un fine settimana nella lussuosa dimora nel deserto del suo amante Richard, un importante uomo d’affari sposato interpretato da Kevin Janssens. Richard viene raggiunto da due amici che, in sua assenza, abusano di Jen. Al ritorno di Richard i tre uomini decidono di uccidere la ragazza al termine di una corsa nel deserto perché ritenuta pericolosa per la loro reputazione una sua possibile testimonianza. Jen sopravvive ad una caduta e da inizio ad una caccia all’uomo per portare a termine la sua vendetta.

La Fargeat affronta un genere difficile e  di solito dominato da registi prettamente maschili e lo affronta con successo, creando una storia che affronta il lato più oscuro e marcio dell’animo e  delle pulsioni umane. Questo riesce alla regista attraverso un montaggio lento che alterna ad inquadrature della scena a dettagli microscopici che aumentano il senso di disgusto e allo stesso tempo l’epicità del tutto.

Le ampie inquadrature del paesaggio deserto sembrano donare alla pellicola la maestosità dei western classici mentre la fotografia dai colori accesi fa provare il tormento del calore del deserto.

E se il deserto è uno dei protagonisti indiscussi del film così lo sarà anche la violenza, esplicita e disturbante anche se nella maggior parte dei casi per niente esplicita, ma il montaggio e la sapiente regia della Fargeat riescono a trasmettere allo spettatore un senso di orrore e disgustovincredibili nonostante quanto poco sia effettivamente mostrato sullo schermo, una scena esempio è sicuramente quella dello stupro in cui tutta l’incredibile sensualità della bellissima Lutz viene sacrificata all’orrore per mostrare l’animo abietto dei due compagni di Richard (Vincent Colombe è Guillaume Bouchède).

L’intreccio all’apparenza semplice appassiona da subito lo spettatore coinvolgendolo nell’azione, passando da un inizio fortemente erotico con protagonisti i corpi statutari dei due amanti, Richard e Jen (della quale dominano le inquadrature del fondoschiena) a un clima di tensione e violenza animato dal desiderio di vendetta della ragazza nei confronti dei suoi tre aguzzini.

Attraverso ciò  la regista ha potuto approfondire una tematica difficile come l’abuso sessuale affrontandola in ogni sua sfaccettatura, attraverso il punto di vista della vittima come quello dello stupratore o ancora di quella parte della società che ignora il caso o prova a corrompere la ragazza per non affrontare il problema è le sue conseguenze.

In breve questo film riesce ad affrontare La violenza fisica e psicologica, l’orrore della natura umana e la rabbia delle vittime, tutto in un’unica, potente pellicola che non può far altro che sconvolgere e appassionare lo spettatore, ritagliandosi di diritto un posto tra i migliori revenge movie degli ultimi anni.