RECENSIONE – Revolt

Come sapete ogni tanto mi prendo una pausa la sera per guardarmi qualche film, e di recente sono incappato in una piccola pellicola dal sapore indipendente di nome Revolt, con Lee Pace come protagonista.

Un soldato americano e un assistente per gli aiuti internazionali fanno squadra in Africa come ultima resistenza dell’umanità contro una catastrofica invasione aliena“, così recita la sinossi, e quello che promette mantiene, senza troppi giochi o svolte registiche, ma ponendo le basi per una piacevole pellicola action-adventure dai toni sci-fi.

Devo ammettere che inizialmente ero dubbioso, perché pensavo sarebbe stato un piccolo progetto venuto male, almeno da come lasciava presagire il trailer, però per fortuna sono stato smentito.

La pellicola, diretta in maniera piuttosto elementare, ha il sapore di un progetto targato SyFy Network senza però esserlo, con un tocco in più riservato alla fotografia, che mostra uno spaccato inedito dell’Africa orientale nel contesto di un invasione aliena di cui si conosce poco, se non quasi niente sul perchè siano venuti o perchè facciano ciò fanno.

Il film non vuole raccontare una storia complessa, e spesso appare come senza una vera e propria direzione nella sua trama, ma in realtà è semplicemente scritta in modo lineare, con un piccolo colpo di scena che si arriva a prevedere sin dai primi istanti del film. Non ne si capisce l’origine fin da subito, e nemmeno ciò che porterà all’interno della trama, ma si percepisce quel tipico senso di unicità del protagonista che poi servirà in qualche modo alla trama. Ovviamente non la più originale delle svolte, ma comunque piacevole.

Ciò che impressiona però è il comparto tecnico, davvero strabiliante per una produzione come questa. Gli alieni, o quantomeno gli esoscheletri/robot che vediamo nella pellicola, sono un pericolo continuo, in caccia senza fine, che riescono a catturarti con il lor design unico e ben realizzato, ma sopratutto con il tipico suono che emettono. Riconoscibili fin da subito, con un concept che ricorda a tratti qualcosa che sarebbe potuto scaturire dalla mente di Neill Blomkamp unito all’apparenza metallica dai toni bluastri visto nella serie Falling Skies.

Revolt è quel tipo di film da domenica mattina tarda, ma con quel tocco in più dal punto di vista visivo, con una sceneggiatura semplice che parte da A per arrivare a B senza grandi svolte, che si dimostra piacevole. Non trascendentale, ma quanto meno con un inizio ed una fine, senza dover per forza sottostare a manovre di marketing mirate alla creazione di franchise. Un po’ quel tipo di cinema più semplice che non guasta mai, seppur non brilli per originalità.