RECENSIONE – Scout Guide to the Zombie Apocalypse

Ok, della serie appena vista ecco che voglio parlare di un film che mi ha incuriosito sin dal primo trailer, stiamo parlando di Scout Guide to the Zombie Apocalypse.

maxresdefault (1)

Ok partiamo col dire che naturalmente non mi aspettavo un capolavoro degno di un Oscar, ma una semplice film demenziale con gli zombie e gli scout. Un ricetta che in effetti mi ha incuriosito fin da subito, essendo stato anch’io uno scout da piccolo. Mi sono detto:” Vai, tre scout che assemblano armi come in Dead Rising? Devo vederlo!” e la falsa riga Zombieland, anche se non è bello come il film con Jesse Eisenberg, mi ha convinto.

La commedia di cui sto parlando è diretta niente popò di meno che da Christopher Landon, il regista dei Paranormal Activity dal 2 al 4, ed anche dello spin-off della saga Il Segnato. Mi fa un po’ ridere che un personaggio come lui, dopo aver creato un vero e proprio franchise sul found footage si sia dato alla commedia demenziale, ma sicuramente il film in questione intrattiene più di Paranormal Activity 4.

Già solo dall’immagine soprastante possiamo immaginare lo stile del film. “Always bring protection” con un rimando chiaro al sesso sicuro fa si che lo spettatore sia preparato a vedere uno dei classici teen movie che escono ogni anno in cui i nostri beniamini protagonisti si calano bene nelle parti cliché dell’impacciato che diventa coraggioso e conquista la ragazza, nello sfigato nerd che poi spacca i culi, e nel drogatello che fa da comic sidecick. Ti aspetteresti la storia dei ragazzi che vogliono solo scopare, ma nel mezzo un laboratorio si lascia scappare il virus zombie che dilaga e catapulta i nostri SCOUTS VS. ZOMBIESscout in mezzo a una miriade di famelici mostri azzannatori. Naturalmente non manca la classica parte della donna forte interpretata da Sarah Dumont, che abbiamo già potuto vedere in Don Jon e Bas Ass 2. La gnocca stratosferica armata e con talmente tante palle da portarsele dietro con un carretto, stretta in una canotta a balconcino con degli striminziti short. Un classico.

Dal cast mi aspettavo molto di peggio ad essere sincero, anche se l’attenzione viene praticamente monopolizzata dalla spogliarellista con fucile a pompa in mano. Per quanto riguarda la trama devo dire che non si è sprecata nell’originalità, rimanendo comunque molte spanne sopra a molti altri teen movie demenziali, senza contare Project X che mi ha davvero divertito. Il misto fra scuot, sexy spogliarellista armata e alcune, devo dire la verità, scene al limite del ridicolo davvero riuscite, creano una visione piacevole, che passa molto velocemente senza che te ne renda conto. Fra le scene memorabili, posso citare l’inizio del contagio nei laboratori, con quelle 5890scene comiche ricche di pause e silenzi che onestamente amo. Gli animali zombie e l’assalto dei pupazzosi gatti indemoniati, che mi ha ricordato a tratti Black Sheep, ma magari sono io che vedo sottigliezze dove non ci sono. I vari siparietti che non si risparmiano peni che si strappano, cunnilingus zombie, stacchi musicali alla vista di mutandine, selfie con le tette della zombie poliziotta ispanica, e diverse altre.

E’ vero, potremmo sindacalizzare che è un film che non aggiunge niente al genere, e rimane un piccolo esperimento fine a se stesso, con magari dei rallentamenti per colpa delle scene drammatico/sentimentali ed alcune altre sequenze che letteralmente spezzano la tensione ammazzando un po’ la sospensione dell’incredulità. Ma con una regia classica che non si spreca, una fotografia a tratti amatoriale, una colonna sonora orecchiabile e un po’ di CGI ed effetti pratici nemmeno troppo fastidiosi, il film dimostra di essere quello che pensavo sarebbe stato, semplicemente un filmetto dai toni trash horror in salsa teen movie demenziale. Un film innocuo ma non inutile, con un cast sorprendentemente ben assortito, con una scena finale degna del più classicistico cinema action horror.

Voto 6+/10