RECENSIONE – Shazam!

Come recita la sinossi del nuovo cinecomic di casa DC: “Abbiamo tutti un super-eroe dentro di noi, ci vuole solo un po’ di magia per tirarlo fuori. Nel caso di Billy Batson Urlare una sola parola “SHAZAM” fa diventare un ragazzino di 14 anni un super-eroe, per gentile concessione di un mago. Ancora un bambino nel cuore – dentro un corpo divino – Shazam si divertirà in questa versione adulta di se facendo ciò che qualsiasi adolescente farebbe con i superpoteri. Può volare? Ha una visione a raggi X? Può lanciare fulmini dalle sue mani? Può saltare il suo test di studi sociali? Il mago Shazam si propone di testare i limiti delle sue capacità con la gioiosa imprudenza di un bambino. Ma avrà bisogno di padroneggiare rapidamente questi poteri per combattere le forze del male controllate dal Dr. Thaddeus Sivana”.

Questa sinossi racchiude molto bene il senso del film, ma andiamo comunque più nello specifico. Questo nuovo capitolo della nuova direzione della DC Films fa decisamente centro.

Certo, è abbastanza privo della profondità che aveva prima, e ovviamente si è un po’ standardizzato al metodo con cui si fanno ora i cinecomics, ma non manca di spunti classici del regista da cui è stato diretto, e come Doctor Strange della Marvel, vive di una vita propria al di fuori della continuità, nonostante ne faccia effettivamente parte.

La pellicola imbastisce un’avventura che all’occhio disattento potrebbe sembrare adolescenziale, da ragazzini, e magari un po’ lo è effettivamente, ma è pregno di un dolce senso nel significato di appartenenza e sopratutto si concentra su cosa vuol dire famiglia. Per quanto riguarda la parte di “nascita e crescita dell’eroe”, sempre presente nelle origin-story, c’è stato l’umorismo che mi aspettavo, ed anche se pensavo sarebbe stato vicino ad Aquaman in questo senso, l’ho visto in realtà più vicino a Wonder Woman grazie a questo senso di stupore continuo. David F. Sandberg confeziona però una pellicola che si vive dello stile moderno, ma in qualche modo rimanda a vecchie glorie per ragazzi come Jumanji o I Goonies, dove l’azione era spesso caratterizzata da elementi non esattamente facenti parte della schiera che puoi utilizzare un PG-13, rendendo così il tutto meno infantile.

Ovvio il paragone con Batman e Superman, continuamente citati nella pellicola, e quanto il nostro “Captain Sparklefinger” si distanzi dai due. Non sente i propri poteri come un peso, tipo Superman, e non sente le proprie abilità come strumenti per una missione, cerca semplicemente il suo posto nel mondo dopo esser cresciuto in perenne ricerca di un posto al quale appartenere. L’umorismo in questo senso assume un tono molto più oscuro di come appare.

Magari il ritmo della sceneggiatura arranca un po’ nel terzo atto, e non è immediato come il primo ed il secondo, ma non è niente di tremendo. E’ altalenante probabilmente proprio per un motivo, il decisamente degno di nota colpo di scena. Questo ritmo che risulta strano, privo di epicità e drammaticità che si concerne spesso a questo tipo di pellicole, semplicemente prepara il terreno per quel qualcosa che nessuno avrebbe previsto sarebbe arrivato, in quanto un elemento facente parte di un era ormai tramontata da tanto, e che poco si adatta ai giorni nostri, sopratutto quando si parla di cinema.

Forse le vere pecche si hanno più nella resa del cattivo, malus che a questo punto è stato caratterizzato dalle origin-story della Marvel, in quanto Mark Strong appare si come caratteristico e inquadrato abbastanza bene, ma lungo il film sviluppa in maniera un po’ bizzarra, passando dal cattivo sadico che scatena la propria furia, a quello un attimo più riflessivo che vuol imbastire un palco per sconfiggere il buono, fino ad arrivare a quello che tergiversa un po’ troppo. Molto classico nello stile, forse un po’ troppo. Non stiamo parlando di unidimensionalità, ovviamente, ma nemmeno di una caratterizzazione poi così affascinante. Merito dell’attenzione probabilmente è unicamente l’attore scelto per il ruolo, Mark Strong, nato per recitare nei ruoli dei cattivi.

In sintesi Shazam è un’altra bella produzione firmata DC, che vive nell’universo dove Man of Steel, Batman V Superman e tutti gli altri film sono parte della continuità, esattamente come Aquaman e Wonder Woman, ma ritagliandosi il proprio spazio in modo da vivere di vita propria.