Recensione “Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra”

Chi non è cresciuto con le Tartarughe Ninja? Se qualcuno non è cresciuto con queste adorabili tartarughe adolescenti che fanno i ninja, mangiano pizza e vivono nelle fogne piene di liquame sotto New York allora non sono cresciuti come avrebbero dovuto. Tutti gli altri che invece sono cresciuti con questi simpaticissimi personaggi saranno stati felici del ritorno sul grande schermo di Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Donatello con il film Tartarughe Ninja nel 2014. Ma ovviamente il loro ritorno non si è fermato soltanto a quel film e infatti ecco che arriva il sequel Tartarughe Ninja – Fuori dall’Ombra, stavolta diretto da Dave Green anziché da Jonathan Liebesman e devo dire che questo sequel… ehmm, no.

Il primo film lo avevo apprezzato non poco; intratteneva per due ore, aveva un buon aspetto tecnico e ci presentava dei personaggi ben caratterizzati. Questo sequel, Tartarughe Ninja – Fuori dall’Ombra, pecca in diversi punti sia nell’aspetto tecnico che nella scrittura.

Liebesman non sarà un granché come regista, ma in Tartarughe Ninja era riuscito a mettere in gioco una regia con dei guizzi che ti rimanevano impressi, come brevi piani sequenza nelle scene d’azione che rendevano la scena chiara o comunque dell’inquadrature con dei tagli interessanti. Dave Green in questo sequel mette in moto una regia non brutta, non bella, ma anonima. Sì, anche in questo film le scene d’azione sono limpide e non confusionarie e ciò è un bene pensando che diversi registi avrebbero potuto girare le scene d’azione con inquadrature che duravano mezzo secondo l’una facendoci capire una sega. Come Michael Bay per esempio, la cui mano è presente nel film, dato che veste il ruolo di produttore, e lo si vede. Lo stesso discorso vale per la fotografia a opera di Lula Carvalho. Una fotografia molto “banale”, tipica dei film di Bay (ecco la sua manina che entra pian pianino), con i colori molto accesi ma che tende ad evidenziare maggiormente il blu e il verde.

La fotografia non aiuta nemmeno a rendere gli effetti speciali realizati interamente in CGI più credibili. Le quattro Tartarughe sono fatte bene, su questo non posso dir nulla; la motion capture usata nel film ha dato dei buonissimi risultati per le animazioni facciali dei personaggi e anche per le altri parti del corpo. Però altri personaggi, come Krang, Rokcsteady e Bepop, sono stati realizzati con una CGI più “videogiocosa”. Altro collaboratore di Bay è Steve Jablonsky che in questo film si è occupato della colonna sonora, la quale non mi è dispiaciuta. C’è da dire anche che Jablonsky ha scritto la colonna sonora di tutti i film dei Transformers, i quali faranno pure cagare ma c’è da dire che la colonna sonora è davvero ben fatta. In più la musica di questo film è caratterizzata da pezzi pop/rock che nelle scene giuste hanno fatto la loto porca figura.

Tutto sommato possiamo dire che il film presenta un aspetto tecnico mediocre, ma le vere pecche le si riscontrano nella scrittura dei personaggi.

Questa volta gli sceneggiatori, Josh AppelbaumAndré Nemec, hanno voluto mettere al centro di tutto le quattro Tartarughe e il rapporto che c’è tra di loro e questa è una cosa buonissima, il problema è che tutti gli altri personaggi, e intendo proprio TUTTI, sono stati trascurati e risultano delle macchiette. Anche coloro che nel film precedente avevano lasciato qualcosa. Come April O’Neil, interpretata da una Megan Fox abbastanza anonima. non che sia stata mai una grande attrice e probabilmente il doppiaggio in italiano l’ha anche salvata un pochino ma di ciò non posso esserne certo. A differenza di April però, il personaggio di Vernon Ferwick mi ha lasciato qualcosina anche in questo film. Perché? Beh, semplicemente perché ad interpretarlo abbiamo Will Arnett, un attore che amo perché riesce a risultare simpatico anche se dovesse recitare in un film che parla di orfani storpi che vivono sotto un ponte. E la “situazione” in cui si trova il personaggio per tutto il film è non poco esilarante.

Come ben sappiamo però abbiamo anche diverse new entry, come Stephen Amell nei panni di Casey Jones. Io Amell oltre a questo ruolo non l’ho mai visto recitare (no, non ho mai visto Arrow) però in questo film non mi ha convinto proprio per la recitazione, ma c’è da sottolineare anche che Casey Jones è un personaggio ridicolo. Forse sono io che mi aspettavo qualcosa di diverso; credevo che Jones fosse un vigilante cazzuto con la mazza da hockey e minaccioso con la sua maschera (che nel film indossa per mezzo minuto). E invece quello che mi ritrovo è un bambinone che si diverte a fare il vigilante e che vuole a tutti i costi catturare Rocksteady e Bepop per ragioni personali. Forse anche il doppiaggio è colpevole perché a doppiare Amell abbiamo Luigi Morville, che ha una voce troppo giovanile.

Ma la maggior parte delle new entry riguardano i villain. Quelli che tutti noi volevamo vedere erano Rocksteady e Bepop che effettivamente si sono rivelati molto simpatici e divertenti. Forse sono protagonisti di gag troppo infantili ma altre divertono anche chi è un po’ più grandicello (anche se comunque si parla di troiate vere e proprie, ma è quello che ci si deve aspettare da un film del genere no?). Come interpreti abbiamo Gary Anthony Williams, nei panni di Bepop, e il wrestler Stephen Farrelly noto come Sheamus, nei panni di Rocksteady. Entrambi gli attori si sono rivelati giusti per i ruoli, il che mi ha sorpreso dato che non si tratta di attori veri e propri, anche se c’è da dire che non erano dei personaggi così difficili da interpretare. L’unica cosa che non ho apprezzato di questi due personaggi è il perché si trasformano in determinati animali, che ritengo essere una boiata mai sentita. Poi magari è così anche nel fumetto e nella storia originale, ma questo non cambia il fatto che rimane una troiata.

Altro villain che ero curiosissimo di vedere era Krang, il grande cervello parlante che si muove dentro un robot umanoide. A livello di presenza scenica Krang ci sta tantissimo e risulta minaccioso in diverse occasioni, e anche la caratterizzazione possiamo accettarla dopo tutto. Anche se non c’è. Praticamente chi è Krang? Un alieno che vuole conquistare il mondo e basta. Ecco, un villain più banale e stereotipato di Krang non esiste, ma vi aspettavate qualcos’altro? Io personalmente no, anche se speravo che fosse qualcosina di più, e in effetti potevano inserirlo in molte più scene ampliando il personaggio sul livello psicologico anziché inserirlo soltanto come una sorta di “boss finale”.

E infine abbiamo il ritorno di Shredder che risulta, esattamente come nel primo film, un personaggio piatto che però è il più cazzuto di tutti con la sua outfit, che ho apprezzato di più in questo film. L’armatura usata nel primo film ci stava ma era troppo “esagerata”. Sembrava un coltellino svizzero gigante cromato. Qui invece hanno optato per un look molto più minimale ma che fa la sua porca figura. A interpretare Shredder abbiamo Brian Tee, anche se poteva essere qualsiasi uomo orientale e non sarebbe cambiato nulla, che ha dimostrato di essere un attore dall’inespressività davvero niente male, e quindi non ha aiutato a rendere il personaggio un minimo più interessante. Tee, però, non ha interpretato Shredder anche nel film precedente e pertanto il suo look senza armatura è totalmente diverso, io avrei preferito che lo Shredder precedente fosse morto nella caduta e che il titolo di Shredder fosse passato ad un altro. Cosicché Shredder non fosse un persona ma un titolo che si tramanda da anni, rendendo in un certo senso il personaggio immortale. Sarebbe stata una gran figata no? E invece no, hanno deciso che Shredder è sopravvissuto e che è sempre lo stesso anche se ha i capelli e non più quelle strane cicatrici che si intravedevano nel film precedente.

Non perderò tempo nel parlare di quella macchietta che più macchietta di lui non si può di Baxter Strockman, interpretato da Tyler Perry. Un personaggio che ogni volta che appariva sullo schermo speravo che morisse per la più atroce delle morti.

Infine le quattro tartarughe: Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Donatello. Essi sono i personaggi meglio caratterizzati del film, dato che hanno caratterizzato solo loro, e il rapporto che c’è tra di loro risulta davvero interessante. Inizialmente ci vengono presentati come un squadra perfetta che riesce a cooperare senza problemi, ma andando avanti capiamo che non si trovano spesso d’accordo e ciò rischia di mandare all’aria la squadra più di una volta. Questo perché sono delle personalità totalmente diverse l’una dall’altra. Abbiamo Leonardo che è quello più maturo, e difatti viene considerato il “capo”, poi abbiamo Michelangelo che è l’esatto opposto di Leonardo, Donatello che è il secchione di turno e infine Raffaello, quello tutto muscoli che agisce prima di pensare. In più la loro figura come “tartarughe mutanti” fa riflettere sull’accettazione del diverso, una tematica abbastanza scontata ma che sono riusciti ad infilare senza problemi. Ho apprezzato molto di questi quattro personaggi anche il doppiaggio (italiano), ben fatto e soprattutto hanno scelto dei doppiatori con il timbro di voce giusto per il personaggio.

Infine sono rimasto davvero tanto deluso nel vedere il personaggio di Splinter accantonato in un angolo, ma del tipo che non fa niente per tutto il film se non dire “Decidete voi, tanto siete grandi ormai e io mi sono rotto i coglioni” (cioè, più o meno è così). Quello che voglio dire è che nel film precedente c’era un altissimo tasso di ignoranza e tamarraggine che c’è anche in questo film, ma in Tartarughe Ninja avevano dato lo spazio giusto a tutti i personaggi mentre qui solamente alle Tartarughe trascurando completamente tutti gli altri. Per dire che hanno tralasciato un personaggio iconico come Splinter.

In sinossi Tartarughe Ninja – Fuori dall’Ombra è un film ricco di ignoranza e scene divertenti, anche se alcune un po’ troppo infantili, che però intrattengono. Il problema è che al di fuori delle quattro Tartarughe tutti gli altri personaggi vengono messi in un angolo buio e non ti lasciano nulla alla fine del film. Il tutto condito da un aspetto tecnico mediocre, con una regia e una fotografia anonime e degli effetti speciali che in alcune scene peccano. Purtroppo mi aspettavo di più da questo film.

VOTO 5

 

P.S. per Shredder: forse è il caso di scegliere dei ninja più abili per il Clan del Piede. Dato che basta un Will Arnett volante per metterne ko uno.

 

 

Andrea D'Eredità

Andrea D'Eredità

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