Recensione “The Revenant – Redivivo”

The Revenant, il nuovo film del maestro Alejandro Gonzales Inarritu che dopo Birdman dell’anno scorso si è sicuramente fatto un certo nome. Birdman lo ritengo uno dei film più belli degli ultimi anni e quindi le aspettative per questo The Revenant erano decisamente alte e il film le ha superate di gran lunga.

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THE REVENANT

Inarritu ha messo in gioco una delle regie migliori che io abbia mai visto, mi aveva già stupito con Birdman dove aveva scelto di girare il film con un unico piano sequenza, che in verità è formato da più piani sequenza montati da Dio, e con questo ha messo in gioco una regia che mettesse in risalto la violenza, la crudeltà del film e soprattutto il suo realismo. Perché per tutte le due ore e mezza, che per me sono letteralmente volate, ti senti come se fossi lì insieme al povero DiCaprio in mezzo alla neve e alle bufere. Inarritu utilizza spesso il piano sequenza, soprattutto nelle scene d’azione e per questo penso che siano le scene d’azione più belle che io abbia mai visto. Violente, crude ma come ho già detto sono vere e il piano sequenza le rende ancora più reali perché ti mostra la scena per la sua interezza senza tagli, perché così si capirebbe che è una scena di un film ma se mi mostri una scena senza montaggio il risultato è sensazionale.

Ma un film non ti può far sentire parte di esso solo con l’ausilio di una regia magistrale ma entra in campo tutto il lato tecnico. Il sonoro è uno dei migliori che abbia mai sentito perché è l’elemento più importante che mi fa sentire all’interno del film. I versi degli animali, gli spari dei fucili e i suoni della natura ti circondano e credo che se si vede questo film in un cinema dove la sala ha un impianto audio con i controcazzi credo che l’esperienza possa essere indimenticabile. Ma in alcuni momenti i suoni vengono in un certo senso tappati per lasciar spazio a una colonna sonora sublime firmata di Ryūichi Sakamoto Alva Noto. Una colonna sonora che ricorda in un paio di momenti quella di Birdman, perché vengono utilizzati strumenti a percussione. Attenzione perché ho detto ricorda Birdman, la colonna sonora di quest’ultimo film è simile per il tipo di strumento usato ma il suono è molto diverso. Qui abbiamo un suono molto più duro e profondo e a differenza di Birdman abbiamo molte più tracce dove vengono usati diversi strumenti musicali che danno alla musica un tono quasi mistico in molti momenti. Mi sono stupito che Revenant non abbia ricevuto la nomination per la miglior colonna sonora agli oscar perché merita davvero molto.

Come non citare gli effetti speciali, tra i migliori mai visti sullo schermo. La maggior parte di quel che vediamo è lì presente sul set, anche alcune cose che se vi dico che sono state usate realmente senza riproduzioni non ci credereste. Ovviamente non è tutto reale sullo schermo, in alcune scene viene usata la CGI che però è fatta benissimo. Ormai lo sapete tutti che nel film c’è un orso quindi posso parlarne anche se non avete visto il film, senza fare spoiler. Quell’orso è fatto da Dio non solo per il dettaglio che è impressionante ma soprattutto per le movenze che sono di un realismo da far paura. Credo senza ombra di dubbio che quella scena diverrà una scena iconica. Notiamo la vera potenza degli effetti speciali soprattutto nelle scene i combattimento, dove le ferite vengono riprodotte perfettamente e ovviamente quando le vedi provi una sensazione sgomento perché abbiamo visto in tantissimi film scene di sgozzamenti e accoltellamenti ma fidatevi che quando li vedete in questo film dove la regia ha un ruolo fondamentale non potere rimanere impassibili d’innanzi a queste scene. E per questo che il make up di The Revenant meriti l’oscar come miglior make up, anche perché i concorrenti non sono tanti a eccezione di Mad Max che rimane il più grande ostacolo per questo film per ottenere alcune delle ambite statuette.

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Non si deve assolutamente tralasciare la fotografia magnifica di Emmanuel Lubezki, che ha grandi possibilità di vincere il terzo oscar di fila per la miglior fotografia. La fotografia è molto fredda ed è azzeccata per l’atmosfera del film ma soprattutto colpisce il fatto che tutto sia stato girato con luci naturali. Ciò rende il film ancor più realistico, dando al film un’atmosfera quasi da documentario ma con il tocco di Lubezki tutto assume un tono più autoriale e cinematografico. Quindi credo proprio che il terzo oscar se lo meriti Lubezki ma è molto difficile dato che sarebbe esagerato e ci sono gli altri concorrenti che la statuetta se la meriterebbero altrettanto. Per esempio Mad Max: Fury Road potrebbe tranquillamente vincere in questa categoria.

La sceneggiatura scritta dallo stesso Inarritu e Mark L. Smith si ispira a un libro che a sua volta racconta le vicende del cacciatore Hugh Glass. Una trama non così articolata come si potrebbe pensare, ma che comunque non può annoiare perché i personaggi che ci vengono presentati sono scritti benissimo. A primo impatto potrebbero sembrare stereotipati ma hanno tutti delle caratteristiche che li rende unici e che sicuramente rimarranno nella mente di chi ha visto il film. Infatti la trama è il viaggio del protagonista che lo porterà a scoprire se stesso e il ruolo che lui ricopre nel mondo ma anche a comprendere meglio la figura dell’uomo e quella della natura. Però ci sono alcune cose che rendono il tutto un po troppo surreale ma che non ti vanno a sminchiare il film ma accelerano delle cose che avrebbero necessitato più tempo.

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Il protagonista che dovrà compiere questo viaggio è Hugh Glass interpretato dal carissimo Leonardo DiCaprio. La domanda che tutti si sono posti è “Leonardino ha dato un’interpretazione da oscar?”. Cazzo sì. Non è la sua miglior interpretazione ma sicuramente un delle sue migliori e personalmente se dovessi farne una classifica questa starebbe sul podio senza ombra di dubbio. Leo è riuscito a interpretare benissimo il personaggio comunicandoci le sue emozioni spesso senza proferire parola solo tramite dei grugniti e le espressioni e non è una cosa da poco. C’è che dice che la gente vuole che l’oscar vada a Leo solo perché è lui e se lo merita perché sì, ma quest’anno almeno per le perfomance che ho visto lo dovrebbe vincere a mani basse. L’unica interpretazione che credo possa minacciare Leo è quella di Cranston in Trumbo perché conoscendo l’attore penso che possa aver dato un’interpretazione fantastica. E poi l’espressione di DiCaprio nella scena finale è bravura allo stato puro, lì DiCaprio ha dato tutto quello che poteva dare. Invece il personaggio l’ho apprezzato molto perché è il simbolo della sopravvivenza, dell’uomo che deve affrontare la natura che continuerà ad ostacolarlo ma senza cattiveria perché come fa la natura ad essere cattiva? Può essere crudele, ma un leone che mangia una gazzella lo fa per cattiveria o per mangiare e sopravvivere? Ho apprezzato molto com’è stato dipinto il suo background, che ci mostra perché ha questo carattere ma non ci spiega chi è e da dove viene e credo che non fosse nemmeno così rilevante perché se il personaggio fosse nato il Inghilterra o in Australia credo che non avrebbe cambiato nulla. DiCaprio in più oltre ad aver dato un’interpretazione incredibile ha dovuto sopportare anche delle sfide a livello fisico e psicologico non indifferenti e ci credo che nelle varie interviste glia attori e anche lo stesso Inarritu hanno dichiarato che non faranno mai più un film del genere perché ci sono alcuni momenti che quando vederete al cinema ricordatevi che è tutto vero, o almeno il buon 95% degli elementi. Poi quando vedete una cosa in CGI ve ne accorgete. Ovviamente non basta sopportare queste sfide per ottenere l’oscar, sicuramente contano molto ma deve esserci anche una degna interpretazione però come ho già detto c’è anche una grandissima interpretazione da parte dell’attore. Quindi credo proprio che quest’anno sarà l’anno di DiCaprio.

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Ma anche Tom Hardy ha dato una prova di attore veramente notevole e voglio far notare che Hardy è presente sia in The Revenant che in Mad Max: Fury Road che sono considerati in linea generale i due film migliori del 2015. Hardy è un grandissimo attore ma non possiede un’espressività eccezionale, però riesce ad avere le stesse movenze che deve avere il personaggio che deve interpretare. Il suo personaggio è Fitzgerald ed è l’antagonista del film però non è un cattivo nel vero senso della parola ma semplicemente ha un’interpretazione tutta sua della vita e della sopravvivenza e perciò possiamo dire che è incompreso dai personaggi protagonisti della storia. Il personaggio è stato caratterizzato molto bene e più o meno nello stesso modo col quale è stato caratterizzato Glass, ovvero ci vengono raccontate delle vicende del suo passato e quindi capiamo perché agisce in un determinato modo in una determinata situazione ma non sappiamo chi è lui come per Glass ma a differenza sappiamo dov’è nato e possiamo intuire da noi perché lo ritroviamo a fare quel lavoro. C’è anche una caratteristica del suo aspetto che è fantastica perché ti racconta il suo passato ma da al personaggio un’aria molto particolare che quando lo vedi puoi anche provare compassione per lui che però svanisce subito dato che è un bastardo. Sì, anch’io come i protagonisti del film non lo comprendo.

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Fitzgerald e Hugh Glass sono sicuramente i protagonisti sui quali ci focalizziamo di più ma non possiamo dimenticare anche i personaggi secondari e nemmeno quelli terziari che magari appaiono per nemmeno tre minuti ma te li ricordi per il loro piccolo ruolo. Il personaggio di Andrew Henry è interpretato da un grandissimo Domnhall Gleeson che ha preso parte a un bel po di film interessanti di quest’anno, lo abbiamo visto in Ex Machina, Star Wars VII e lo vedremo anche in Brooklyn. Una cosa che non ho apprezzato molto del personaggio è com’è stato doppiato. Il doppiatore è Pino Insegno ed è stato molto bravo come doppiatore, anche perché fin’ora non mi ha mai deluso, però la sua voce può andar bene per la prima parte del film dove vediamo Gleeson perché lo vediamo stanco, con un barbone notevole e provato dalle fatiche deve provare e quindi sembra più vecchio di quel che è, però nella seconda parte del film dove si rade la barba e ha un colorito decisamente più vivo si dimostra essere quel che è ovvero un ragazzo di 25 anni e quindi capite che la voce di Insegno con la faccia di un attore di 25 anni non ci azzecca molto. Comunque un personaggio degno di nota e sono felice che a interpretarlo sia Gleeson perché è un attore che sto prendendo molto in simpatia.

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Ho apprezzato molto il personaggio di Jim Bridge interpretato da William Poulter che ad essere sincero mi sta un po sui coglioni perché ha una faccia troppo da schiaffi ammettiamolo! Però nonostante la faccia da culo e quelle sopracciglia a dir poco improponibili Poulter ha fatto un buon lavoro, il suo personaggio non è niente di così approfondito ed è alla fine il classico personaggio buonista che cerca di fare sempre la cosa giusta magari commettendo qualche errore durante il suo cammino.

 

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Questo è quello che penso di The Revenant – Redivivo. Un film assolutamente da vedere al cinema perché è lì che rende al 100% ciò che ti vuole far provare. Il mio voto per il film è un bel 9+, leggermente al di sotto di Birdman che secondo me è superiore ma non di molto, dato che Birdman di difetti ne ha ma si possono contare sulle dita della mano mentre Revenant ne ha qualcuno di più ma sicuramente rimane uno dei film più belli degli ultimi ani. L’oscar come miglior film se lo meriterebbe senza pensarci due volte però come ho già detto c’è Mad Max: Fury Road che proietta la sua ombra minacciosa su questo film. All’Academy piacciono più film come Revenant però non è così scontato che vinca lui e non Mad Max. Attenzione io non ho ancora visto gli altri film in competizione però mi sembra che questi due siano quelli più gettonati. Spero che venga riconosciuto come si deve.