RECENSIONE: Transformers – L’Ultimo Cavaliere

Lo sentite questo suono? Esatto, sono l’esplosioni dei film di Michael Bay che tornano a riecheggiare nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Dopo 13 Hours – Secret Soldiers of Benghazi, Bay torna al cinema con la saga che l’ha reso famoso in tutto il mondo: Transformers. I celebri robot di casa Hasbro hanno ispirato la Paramount e il regista per dar vita a questo franchise cinematografico, che piace ad alcuni e fa schifo a molti. Bay non è proprio un grande regista, anzi, ma ammetto che i film dei Transformers mi piacciono, nonostante siano oggettivamente delle cagate (eccezion fatta del primo che come film di intrattenimento ci sta tutto, dai). Quindi ero particolarmente curioso di vedere questo quinto capitolo, intitolato Transformers – L’Ultimo Cavaliere, soprattutto dopo il finale del quarto che vedeva Optimus Prime andare alla ricerca dei suoi creatori (che avevamo intravisto all’inizio del quarto film). E una volta visto L’Ultimo Cavaliere posso affermare, da fan della saga e dei personaggi, che siamo di fronte ad un film che rappresenta la morte vera e propria della settima arte.

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Dai trailer sembrava che Michael Bay volesse dar vita a qualcosa di più elaborato, più vicino alla prima trilogia della saga e con una trama che si concentrasse sulle origini dei Transformers e del loro legame con la Terra. In effetti i primi 5 minuti di film sembrano promettere davvero tanto bene, con una fotografia cupa e un certo rifacimento a Il Gladiatore di Ridley Scott, ma dopo questi minuti inizia il disastro vero e proprio. Michael Bay come regista ha fatto semplicemente schifo, va detto in modo franco, Michael Bay iniziava a riprendere la scena senza nemmeno sapere quello che stava facendo. C’è giusto una scena, UNA di numero, che è registicamente interessante. Si tratta di un breve piano sequenza in slow motion dove gli effetti speciali sono al centro della scena e devo dire che è girata abbastanza bene per essere un film sui Transformers. Non ho urlato al capolavoro, ma si tratta di una buona gestione di quello che c’è sullo schermo. Peccato che dopo questo minuto ci restano altre due ore e mezza di anti-cinema. Giusto altre 4/5 scene ti fanno emozionare un pochino ma solamente se si è fan della saga e dei personaggi. Ad ogni modo, a peggiorare le cose c’è il montaggio video e audio che fa veramente tanto, ma tanto pena. Ci sono degli errori veri e propri che anche il più ignorante in fatto di tecnica cinematografica noterebbe. Come se non bastasse, Bay stavolta ha veramente esagerato con gli scavalcamenti di campo (la cosiddetta rottura della regola dei 180°). Erano già ampiamente presenti nei suoi film precedenti, ma si era contenuto e non risultavano particolarmente fastidiosi. In questo film però ce ne sono decisamente troppi e spesso non riuscivo più a capire cosa stessi guardando e chi stesse parlando con chi.

La fotografia ad opera di Jonathan Sela è praticamente inesistente. Sela non è un grandissimo direttore della fotografia, anche se ha partecipato a film di un certo successo come John Wick e curerà la fotografia di Deadpool 2 (che guarda caso non mi aveva fatto propriamente impazzire dal teaser mostrato prima di Logan). L’unico momento in cui la fotografia risulta veramente interessante è sempre la scena iniziale, caratterizzata da toni molto scuri e bluastri che ricordano la battaglia iniziale de Il Gladiatore. Per il resto la fotografia è il nulla, sembra quasi che abbiano preso la videocamera e l’abbiano accesa senza curarsi dei colori. Non ci sono giochi di luce, né una cura di esse, niente. Bay ci ha provato, mettendo in contro luce i personaggi e facendo passare un raggio di luce dietro di loro, e sicuramente si possono creare delle bellissime inquadrature con tale tecnica, però bisogna curare la scena in ogni minimo dettaglio. Mi sembrava di vedere all’opera un regista non solo totalmente inesperto ma anche senza voglia di mettercisi, dando vita a delle inquadrature movimentate e instabili.

Grandissima delusione per la colonna sonora, sempre a cura di Steve Jablonsky. Jablonsky ha quasi sempre lavorato con Bay, difatti il suo lavoro più celebre è proprio la colonna sonora della saga di Transformers. La prima trilogia presenta una colonna sonora niente male, soprattutto per temi come Arrival to Earth, ma in linea generale possiamo affermare che non si tratta di una colonna sonora particolarmente memorabile. D’altra parte il quarto capitolo, L’Era dell’Estinzione, presenta una colonna sonora davvero sensazionale. Con temi come Dinobots Charge o Autobots Reunite Jablonsky mi ha fatto emozionare non poco. Sarà stata anche la collaborazione di Zimmer e degli Imagine Dragons a dar vita a tale colonna sonora, fatto sta che il risultato finale è degno di nota. Nonostante ciò la colonna sonora di questo quinto capitolo è praticamente inesistente, Jablonsky non ha tirato niente di nuovo che fosse in grado di emozionare o quanto meno di rimanere in testa. Gli unici momenti in cui la colonna sonora fa davvero emozionare è quando vengono ripresi i temi della prima trilogia, che alla fine sono dei riadattamenti di Arrival to Earth. In pratica hanno usato gli avanzi dei film precedenti.

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Per fortuna Michael Bay ha dichiarato che questo Ultimo Cavaliere è l’ultimo film sui Transformers che dirigerà e che lascia tutto nelle mani di questa squadra di sceneggiatori, assemblata diverso tempo fa e che ha anche scritto questo film. La squadra è composta da Ken Nolan, Art Marcum, Matt Holloway e Akiva Goldsman (anche se quest’ultimo non ha partecipato alla scrittura del film). Nolan ha firmato la sceneggiatura di Black Hawk Down, Marcum e Holloway quella di Iron Man e Goldsman quella di A Beautiful Mind e Io, Robot. Parliamo quindi di sceneggiatori che hanno partecipato a bei film, eppure sono riusciti a scrivere una trama piena di buchi logici, forzature, incoerente con quello che è stato detto nei film precedenti e con quello che dovrebbero essere i personaggi. Come saprete questi sceneggiatori hanno anche il compito di sviluppare l’universo cinematografico dei Transformers, con tanto di spin-off, il che ci sta… o meglio, ci stava. Coi primi tre film Bay aveva buttato le basi per un solido universo narrativo, con la leggenda dei Prime e la storia della guerra civile che aveva portato Cybertron alla rovina. Già dal quarto film si vedeva che Bay stava buttando nel cestino tutto ciò, introducendo sta cosa dei cavalieri, e con questo film abbiamo visto come abbia totalmente ignorato ciò che era stato fatto nei film precedenti facendo come gli pareva e dando vita ad una trama che fatica davvero tanto a reggersi in piedi. Arranca fino alla fine in modo vergognoso, come se non avesse nulla da raccontare ed è effettivamente così, ma solo perché Bay ha lasciato perdere tutto quello che aveva messo in piedi nei film precedenti. Con questo film, per esempio, ci si poteva concentrare sui creatori dei Transformers e approfondire il perché della loro nascita in modo molto interessante. Niente di tutto ciò, per tutto il terzo atto ho smesso di cercare di dare un senso a quello che veniva raccontato e assorbivo quello che vedevo come un pezzo di carne senza coscienza.

Della storia mi aspettavo che al centro di tutto ci fossero i creatori dei cari robottoni, ma ne vediamo solamente uno, o meglio, una chiamata Quintessa. Innanzitutto, sembra che questa abbia creato solamente Optimus Prime e nient’altro, quindi magari ce ne sono altri, ma a parte ciò non ha nessuna delle caratteristiche che si era intravista nel quarto film. Ne L’era dell’Estinzione si intravedeva il braccio di uno dei creatori, che presentava dei piccoli innesti metallici ma per il resto era tutto materiale organico. Allora perché Quintessa è tutta di metallo? Non viene chiarito niente in merito a queste entità, e non sto nemmeno a dire quanto Quintessa sia monodimensionale, senza la minima caratterizzazione e con uno screentime di nemmeno 10 minuti su due ore e mezza di film. Ma questo vale per tutti gli altri nuovi personaggi introdotti; sono tutti scialbi, stereotipati da far schifo e interpretati peggio. Izabella (scritto con la Z eh!) interpretata da Isabela Moner non è niente, appare per 5 minuti all’inizio per sparire e ricomparire nel finale per non fare niente. Ma se proprio vogliamo parlare di personaggio odiosi allora tiriamo in ballo Vivian interpretata da Laura Haddock, un personaggio che dovrebbe stare in un film porno ma invece te lo ritrovi in un film dei Transformers. Il problema è che ella è protagonista di scene che sembrano veramente tratte da un porno! Ad un certo punto, mentre i vari personaggi illustrano quello che stanno facendo con degli spiegoni lunghissimi, c’è Vivian con gran parte del reggiseno, di pizzo ovviamente, che si intravede dal vestito. Per carità, una visione degna di nota, la Haddock è una gran bella donna, ma se volevo vedere tali scene mi informavo per il nuovo film di Rocco Siffredi. Per non parlare di come hanno gestito il rapporto tra Vivian e Cade Yaeger, già protagonista del quarto film interpretato sempre da Mark Wahlberg. Sin dall’inizio capiamo che trai due nascerà la banalissima storia d’amore, e va bene, ma sin dal loro primo incontro sembra che stanno per saltare l’uno addosso all’altra da un momento all’altro. La Haddock e Wahlberg, come se non bastasse, recitano con la stessa bravura di un attore porno. Da brividi, il che mi spezza il cuore, perché Wahlberg è un grande attore e lo ha dimostrato più volte, ma se Michael Bay non sa gestire gli attori che ha disposizione allora non ci siamo. Come se Wahlberg fosse l’unico nome di spicco in questo film.

Sono riusciti a coinvolgere anche Anthony Hopkins, un Attore con la A maiuscola! Il suo personaggio all’inizio sembra molto interessante, perfetto per Hopkins, ma poi la situazione degenera a tal punto che nel vedere Hopkins ridotto in quello stato mi stava facendo veramente piangere. E’ tristissimo vedere come per fare qualche soldo in più Hopkins debba partecipare a tali produzioni, dichiarando anche che Bay è fatto della stessa pasta di Scorsese o Tarantino! Sì, vabbè. Era stato anche confermato il ritorno di Stanley Tucci nel cast, il quale era già apparso ne L’era dell’Estinzione nei panni di Joshua Joyce, probabilmente la miglior new entry del film e Tucci ci stava tantissimo come interprete, dato che parliamo sempre di un grandissimo attore. Sapete la cosa divertente? Tucci non interpreta Joyce in questo film. Hai voluto inserire un attore della madonna in un tale film e non gli dai nemmeno il ruolo suo ma un altro! A questo punto non ho più parole, anche se dove dire che Tucci nei panni del personaggio ci stava, anche a livello di caratterizzazione risultava parecchio interessante, peccato che alla fine,serva solo da moto locomotore per tutta la storia. Nonostante tutte queste new entry abbiamo anche tantissimi ritorni, come il Capitano Lennox interpretato da Josh Duhamel e l’Agente Simmons interpretato da John Turturro, altro attorone. Ho apprezzato il ritorno di Lennox, che come personaggio non mi dispiace, ma compie delle scelte che non farebbe MAI e poi MAI, delle scelte che sono di una stupidità mai vista. Per non parlare di come hanno usato l’Agente Simmons: appare per cinque minuti, forse meno, e non fa praticamente niente se non rivelare una cosa. Per quel poco che lo vediamo il personaggio sembra essere perfettamente in linea con quello che è nei film precedenti, e Turtrurro è sempre perfetto, ma se mi usano un personaggio così divertente e un attore così bravo allora mi arrendo.

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Il film però si chiama Transformers, e quindi abbiamo anche i cari robottoni protagonisti delle vicende. Principalmente vediamo i personaggio già noti e introdotti nel quarto film, come Hound, Drift e Crosshairs e devo ammettere che, eccezion fatta per quest’ultimo, mi piacciono molto come personaggi, Hound in particolare lo adoro. Peccato però che questi appaiano per pochissimo tempo e abbiano pochissime battute, stesso discorso vale per i Dinobot. Ok, dei dinosauri robot alieni sono un’esagerazione abbastanza ridicola, ma devo dire che coma tamarrata mi piacciono tantissimo, anche perché sono essenziali per la storia dei Transformers (e potevano usarli molto per questo film!). Dei quattro Dinobot che abbiamo ne L’era dell’Estinzione vediamo solo Grimlock, soltanto in versione T-Rex, e in due scene contate. Hanno introdotto questi cuccioli di Dinobot che interagiscono con Izabel per tre secondi, senza spiegare da dove siano usciti. Li hanno inseriti solamente per far esclamare al pubblico “Awww che tenero”, e sicuramente sarà lo stesso pubblico che esclamerà al capolavoro vedendo il film. Poi abbiamo Bumblebee e sono sicuro che Bay con questo personaggio ci stia prendendo per il culo in modo mostruoso. Per il resto è sempre Bumblebee e fa quello che ha sempre fatto nei film precedenti, con i suoi siparietti comici che alla fine non guastano.

Sul fronte dei Decepticon torna per l’ennesima volta Megatron. Questo bastardo è morto e risorto due volte, non possono toglierlo dai piedi? Ci sono tantissimi villain nel mondo dei Transformers, possibile che si debba ripiegare sempre su di lui? Ormai è soltanto una macchietta, l’ombra del Decepticon crudele e minaccioso che avevamo conosciuto nel primo film. Come al solito il personaggio appare per tre secondi e non fa praticamente nulla, ma ormai avrete capito che hanno fatto così con tutti i personaggi, eccezion fatta per Vivian e Cade. Tra l’altro Megatron nel quarto non era propriamente resuscitato, ma la sua rabbia e odio erano stati trasferiti in Galvatron, un personaggio totalmente a sé stante. Invece hanno trasformato totalmente Galvatron in Megatron cambiando in modo fin troppo drastico il suo look (seppur molto accattivante). Hanno addirittura fatto tornare Barricade che nel corso della saga non si capisce mai se muore o fugge dalle battaglie. Bay ha dimostrato di non possedere nemmeno l’immaginazione minima per concepire il concetto di un unicorno. Tra le new entry invece abbiamo Hot Rod e Cogman. Hot Rod sembrava promettere davvero bene come personaggio, eppure anche lui appare per pochissimo tempo e non fa praticamente niente (come tutti). Mentre Cogman l’ho apprezzato non poco, l’ho trovato molto divertente e ben caratterizzato. E’ l’unico personaggio che mi ha strappato un sorriso con le sue battute e le sue frecciatine a Cade. In più Paolo Marchese l’ha doppiato davvero molto bene, ricreando in modo non stereotipato l’accento inglese che caratterizza il personaggio.

Infine possiamo tralasciare Optimus Prime? Come ben saprete il caro Prime diviene cattivo a causa del suo incontro con Quintessa, e la cosa sembrava parecchio interessante, cosicché venisse fuori un lato di Prime che ancora non avevamo visto (anche se questo sarebbe stato totalmente in contraddizione con quel che è stato detto nei film precedenti). Invece anche Prime appare per manco 10 minuti senza approfondire questo suo lato oscuro. Come minimo si poteva dar vita ad una scena d’azione al cardiopalma, con Optimus e Bumblebee che se le danno di santa ragione, eppure questa dura pochissimo, è diretta e montata da far schifo, e termina in maniera che definire ridicola sarebbe un complimento.

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Nonostante la caratterizzazione a dir poco deplorevole dei Transformers, finalmente sono tornati ad esser resi in modo impeccabile. I primi tre saranno quello che saranno, ma hanno degli effetti speciali semplicemente perfetti, da far paura. Io non sono un gran fan della CGI, ma se è fatta così bene è solamente uno spettacolo per gli occhi. Anche nelle scene dove il 100% di quello che vediamo è in CGI è fatto davvero bene. Il quarto film però, non so per quale motivo, ha degli effetti speciali molto meno curati rispetto ai film precedenti. Invece questo Ultimo Cavaliere ha degli effetti speciali davvero sensazionali, con delle animazioni straordinarie. Personalmente adoro quando i Transformers si trasformano e in questo film abbiamo diverse sequenze dove ciò avviene. Però nel terzo atto del film, dove tutto è realizzato in CGI devo ammettere che la CGI è troppo invasiva e dà parecchio fastidio. Più che altro perché hanno messo di tutto e di più nella battaglia finale, se il tutto fosse stato meno incasinato sarebbe stato tutto molto più bello scenicamente. O forse no?

Ho apprezzato l’approfondimento della storia dei Transformers sulla Terra e del ruolo che il nostro pianeta ha all’interno della loro storia. Tutto molto interessante se non fosse che è stato trattato in modo a dir poco superficiale e banale. Questa storia dei Cavalieri non fa altro che confondere il tutto, senza farci capire se Optimus sia un Prime o un Cavaliere. Se fosse davvero tutt’e due allora sarebbe IL Transformers, praticamente immortale. Ho apprezzato anche il fatto che i Transformers sono stati parte fondamentale degli eventi più importanti della nostra storia, cosa che era già stata approfondita in precedenza e che poteva essere maggiormente esplorata. Grande occasione sprecata.

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Giunti alla fine di questa recensione posso solamente dire che Transformers – L’Ultimo Cavaliere rappresenta la morte definitiva del cinema d’intrattenimento. Michael Bay sforna un film che persino i fan della saga e del franchise stanno denigrando. Direi che è il caso di farsi due domande. L’unica speranza che ho è che i quattro sceneggiatori scrivano un sequel che possa quantomeno intrattenere così da formare un universo espanso ben fatto e ricco di storie. Personalmente sconsiglio vivamente la visione del film, ma se volete farvi una propria opinione in merito allora andate a vederlo. Ogni film merita una visione. Se l’avete visto cosa ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

Qui di seguito potete acquistare i precedenti film della saga e preordinare Transformers – L’Ultimo Cavaliere.

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Andrea D'Eredità

Andrea D'Eredità

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