RECENSIONE – Venom

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La Sony cede i diritti di Spider-Man, ma tiene ancora la prese salda su alcuni dei personaggi celebri legati all’Uomo Ragno tra cui molti dei suoi più celebri villain, uno su tutti: Venom. Personaggio che la Sony voleva approfondire con uno spin-off interamente dedicato sin dai tempi dell’universo “Amazing”, quello che doveva essere composto dai film diretti da Marc Webb. Universo che ha fallito miseramente con il terribile The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro, ma la Sony continua il suo progetto Venom e finalmente eccolo. Numerose furono le speculazioni riguardo il progetto e ancor di più furono quelle dopo l’uscita dei primi trailer / teaser. Ora le pellicola diretta da Ruben Fleischer è finalmente uscita nelle sale di tutto il mondo e la critica lo sta definendo un disastro su tutti i fronti, arrivando a paragonarlo con Fantastic 4. Avranno torto oppure ragione?

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La risposta è semplice: no. Quindi Venom è un bel film? Nemmeno, anzi, è parecchio lontano dall’essere degno di una “sufficienza”. Fleischer aveva un duro compito da portare a termine, ovvero dar vita ad un film su un villain senza il supereroe, ovvero Spider-Man. Dato che non stiamo parlando del Joker, ovvero non di un personaggio così complesso e sfacccettato, non era un compito facile, ma d’altra parte Venom è l’unico villain dell’Uomo Ragno che può avere un film tutto suo, essendo più un anti-eroe che un villain, e quindi cos’hanno sbagliato? L’assenza di Spider-Man non c’entra nulla, se ci riflettete per bene potete capire che un film molto bello su Venom senza l’amichevole Spider-Man di quartiere è più che realizzabile, ma Fleischer ha deciso di andare sul banale, sul film facile, pieno di cliché e senza personaggi minimamente memorabili al di fuori di Eddie Brock e Venom. Un film che si può paragonare a uno di quei tipici film action o cinecomic degli anni 2000, periodo piuttosto florido per film action scadenti. (al di fuori di esempi quali X-Men Spider-Man che sono nati dalle menti di autori come Raimi e Singer. Già sapevo che sareste arrivati a parlare di quei film).

La cosa che sin da subito disorienta lo spettatore è il mix di generi cinematografici che è il film. Si passa dal comico al drammatico (anche se mooolto superficiale), poi dall’action al monster movie classico e infine si arriva ad un terzo atto tipicissimo dei cinefumetti. Un mix di generi che porta al sceneggiatura ad essere caratterizzata da un ritmo fin troppo veloce, rendendo la trama confusionaria, priva di pathos e impedendo al regista di sviscerare un pochino meglio i comprimari. Un terzo atto privo di pathos (se non per un paio di inquadrature spoilerate male nel trailer), con una regia confusionaria che impedisce allo spettatore di assistere ad uno scontro mozzafiato tra Venom e Riot, il villain simbionte della pellicola. Va detto, però, che il lato tecnico non è completamente da buttare. Per i primi due atti abbiamo una regia che a grandi linee funziona, eccezion fatta per una delle scene di dialogo peggio montate che io abbia mai visto. La colonna sonora di Göransson ha un tema principale veramente molto bello e incisivo (peccato che venga usato solo per le prime apparizioni del simbionte) e la fotografia ad opera del grande Libatique punta su toni molto dark ma molto azzeccati per il film e il personaggio di Venom, oserei dire quasi vintage in alcuni momenti. La CGI ci sta, non stona, non risulta eccessiva e i simbionti sono realizzati veramente molto bene, soprattutto nei momenti di trasformazione che ho apprezzato molto e che risultano essere veramente cazzuti (soprattutto i primi).

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La sceneggiatura, d’altra parte, è da buttare per un buon 90%, nonostante sia stata scritta da ben tre sceneggiatori. Quello che molti hanno criticato della pellicola è l’atmosfera fin troppo comica e ironica, ma credo che la cosa debba essere sviscerata meglio. Un tocco comico / ironico che si scontri con l’atmsofera dark e tendente all’horror ci sta da Dio. Infatti ho adorato le battute che Venom rivolge a Eddie Brock, palesemente ispirate ai toni che caratterizzavano il personaggio appena creato negli anni ’80. E’ Eddie Brock ad essere il problema. Brock arriva ad acccettare i poteri e la convivenza col simbionte dopo un periodo di grande difficoltà e depressione causato dalla perdita del lavoro e di tutto quello che aveva a cuore. Cosa che nella pellicola avviene, ma il tutto non sembra affliggere Brock più  di tanto: ha comunque una bella casa, dà 20 dollari ad una barbona nonostante gli stesse rodendo il culo dargliene 5 e si atteggia come se fosse un pischelletto di 15 anni de Roma Nord per tutto il santo film. Tom Hardy, uno dei più grandi attori della corrente generazione toppa un ruolo.

Amo Hardy con tutto me stesso, ha un curriculum da invidia, ma questa volta ha recitato non male, perché qui abbiamo un Tom Hardy estremamente espressivo, ma si è approcciato in modo sbagliato al personaggio. Hardy ha dichiarato di essersi ispirato a Woody Allen per il ruolo, e si vede, il che va bene dato che Allen è uno degli attori più importanti del ‘900. Peccato che Allen sia un attore comico, molto drammatico certo, ma la comicità anche se drammatica e deprimente è parte fondamentale dello stile alleniano, e stona moltissimo con quello che dovrebbe essere il personaggio di Eddie Brock, se pensiamo che è una situazione estremamente drammatica e disperata che porta il nostro reporter ad abbraccare l’unione con un simbionte alieno. La colpa non va attribuita tanto a Hardy, ma agli sceneggiatori e a Fleischer che hanno voluto rendere a tutti i costi questo personaggio fin troppo ironico (e il doppiaggio di Adriano Giannini, che generalmente adoro, rende il tutto molto peggio. Cercate un paio di clip in lingua originale e capite che a livello vocale Tom Hardy ha fatto un lavoro completamente diverso).

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Eddie Brock è un personaggio gestito e caratterizzato male, ma purtroppo anche Venom risulta essere tutt’altro che perfetto. Sicuramente è piuttosto fedele al fumetto, magar eccezion fatta per un paio di cosucce, ma il problema sta nel come il personaggio passa dall’essere un villain vero e proprio ad una sorta di anti-eroe. Un problema che nasce anche dalla natura del villain, Carlton Drake, personaggio insulso e stereotipato fino alla morte, interpretato da un Riz Ahmed completamente anonimo, che insieme a Riot organizzano un piano veramente ridicolo e a dir poco banale. Il che porta Venom a diventare una sorta di anti-eroe con una motivazione che può anche starci, ma che andava gestita molto meglio. Come se non bastasse, non viene fatta percepire allo spettatore quella sensazione di benessere e di potere illimitato che il simbionte ti fa provare, perché è proprio quello che porta Eddie Brock ad abbracciare l’unione col simbionte: trovandosi in un momento difficilissimo della sua vita (nel fumetto sta addirittura per suicidarsi) Venom gli fa provare una forza che lo rinvigorisce, rendendolo un anti-eroe violento che ammazza a destra e manca la feccia, permettendo a Brock di sfogare la sua rabbia repressa. Tutto ciò non viene analizzato nella pellicola, se non proprio alla fine così, al volo, giusto perché andava fatto. A questo punto mi sembra più fedele il Venom di Raimi visto in Spider-Man 3. Capite che se Venom mi porta a difendere Spider-Man 3 allora c’è qualcosa che decisamente non va. 

Altro grande errore stavolta da parte di Sony è stato quello di dare al film un misero PG-13. Fleischer aveva recentemente affermato che non era necessario mostrare l’atto violento compiuto da Venom per far sentire allo spettatore che di fronte a sé ha un essere cattivo fin nel midollo. Beh, non è così, caro il mio Fleischer, e sono certo che ci avresti inserito una dose di sangue mica da ridere dato che hai firmato un film come Benvenuti a Zombieland. Sicuramente traspare l’indole violenta e la sete di sangue di Venom, ma se non viene mostrato l’atto della brutale uccisione, anche solo di sfuggita, lo spettatore non percepirà mai appieno la vera violenza che caratterizza il personaggio. Non a caso moltissimi nella mia sala, a fine film, hanno percepito Venom come “eroe” sin dall’inizio del film. Attenzione, “eroe”, non anti-eroe.

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Quello che avevo da dire riguardo il film, l’ho detto. Sicuramente non tutto quanto, altrimenti saremmo rimasti qui giorni. Non ho parlato del personaggio di Annie Weying perché è uno dei personaggi più poveri e banali che abbia mai visto negli ultimi anni, e Michelle Williams è stata così piatta nella recitazione da risultare fastidiosa in ogni inquadratura in cui appare. No, il film non mi è piaciuto, non credo che sia un disastro totale alla Fantastic 4, ma di sicuro è ben lontano dall’essere un bel film. Nonostante ciò ho più speranze per il sequel, dato che gran parte degli errori di questo film sono dovuti al come hanno voluto mostrare le origini del personaggio e spero che la Sony impari da tali errori e ascolti le critiche. Ma, sopratutto, è  stata la scena mid-credtis ad avermi gasato veramente tanto. Non spoilero nulla, ma vi basti sapere che il personaggio che appare è trasposto trenta volte più fedelmente di Venom e Eddie Brock nonostante appaia solamente per 30 secondi contati. Sarà che l’attore scelto è un interprete eccezionale, sarà le frasi allusorie che gli hanno scritto, fatto sta che hanno introdotto quel personaggio veramente bene.

Insomma, questo è il mio parere riguardo Venom. Non sconsiglio di andarlo a vedere perché è dovere vostro farvi una vostra personale opinione del film, e una volta fatto correte e condividerla con noi  qui sotto nei commenti! Invece se qualcuno di voi ha già visto il film, beh, non esitate e condividere la vostra opinione!