RECENSIONE – Zombieland: Doppio Colpo

RECENSIONE – Zombieland: Doppio Colpo

Dieci anni d’attesa e finalmente il cast composto dal Colombus di Jesse Eisenberg, dal Tallahassee di Woody Harrelson, la Wichita di Emma Stone e la Little Rock di Abigail Breslin possono tornare nel mondo della più nota commedia horror a tema zombie degli anni 2000, Zombieland con Zombieland: Doppio Colpo – se non si conta Warm Bodies come commedia, visto che fa ridere da quanto è brutto.

La domanda riguardo a questo sequel sorgeva ovviamente spontanea, ovvero come si poteva realizzare un seguito di un film tanto iconico, quanto celebrato dalla critica e sopratutto auto-conclusivo? Semplice, cambiare lo stile di “zombie movie“, mantenere quei dettagli che hanno reso famoso il primo film, e ovviamente esagerare il tutto all’ennesima potenza, rendendo il mondo afflitto dagli zombie non più un luogo dove le persone trovano lati positivi e negativi (molto drammatici), ma uno in cui la vita è a metà fra pericolo imminente e un divertimento libero continuo, dove i simboli del passato ormai non hanno più alcun significato se non come reminiscenze, e tutto si trasforma in un grosso parco giochi.

Con qualche strizzata d’occhio ad altri famosi nomi del genere zombie movie, sia televisivi che videoludici, Ruben Fleischer assieme agli sceneggiatori di Deadpool, Rhett Reese e Paul Wernick, ci portano in un mondo che sfrutta a pieno il proprio potenziale da parco giochi, dove la libertà più completa la fa da padrone, senza però dimenticare che il pericolo è sempre in agguato, rappresentato dai famelici zombie che non sono più gli stessi ma si sono evoluti per sopravvivere.

10 anni ci sono voluti per ottenere un sequel, e le aspettative non sono state disilluse. Inizialmente potrebbe apparire come eccessivamente distante dal primo film, ma è proprio qui che sta la sua forza, il dramma della vita dei protagonisti è già stato mostrato e ora c’è bisogno di mostrare altre. Il riciclo di alcuni elementi visti nel primo film è solo momentaneo, si esaurisce velocemente per permettere al film di passare ad altri punti della narrazione.

L’introduzione di nuovi personaggi porta a un tipo di svolta narrativa che ti fa credere di poter prevedere alcuni aspetti della trama, e poi ti sorprende in maniera apparentemente caotica, mentre per altri giostra prevedibilmente ma comunque con alcune idee molto interessanti. I protagonisti, tornati perfettamente in parte ma con qualcosa di diverso portato dall’esperienza nelle loro carriere a 10 anni di distanza, si amalgamano di nuovo tutti assieme perfettamente dimostrando la loro chimica, e sinergizzando perfettamente con l’introduzione di alcuni nuovi personaggi, con tanto di rimando al fatto che Colombus e Tallahassee potrebbero non essere i soli a vivere l’apocalisse nel modo in cui l’hanno vissuta fino a questo momento.

Degna di nota la regia di Ruben Fleischer, evoluta dal primo film, che mostra tutta la sua potenza proprio nelle scene d’azione, molto più dominanti che nel primo film – un particolare piano sequenza a metà film è davvero fantastico. Tornano molti elementi visti nel primo film, per esempio i rimandi meta-cinematografici, con una scena esilarante a metà della metà dei titoli di coda, dove lo stesso Colombus interrompe i crediti e ci mostra una particolare scena ambientata all’inizio dell’apocalisse, prima che “Murreyzzare” divenisse un termine d’uso comune a Zombieland – capirete una volta visto il film.

Tornano anche i Metallica a introdurre il film (questa volta con la meravigliosa “Master of Puppets“, la musica rock e in generale spinta per accompagnare il film. Torna la lista di regole con qualche nuova aggiunta e un divertente confronto, ma sopratutto una nuova ossessione per il nostro Tallahassee – che non ha il mordente e la comicità di quella verso la merendina Twinkie, ma nonostante tutto è divertente. Tornano i rimandi videoludici come lo “zombie secco della settimana“, ma anche qui con un guizzo in più rispetto al primo, in modo da far comprendere a pieno l’esagerazione massima che questo film vuol mettere in scena. Una scena in particolare mi ha incuriosito non poco, sopratutto perché, data la CGI scadente utilizzata, sembrerebbe sia stata creata appositamente per l’anteprima del Lucca Comics & Games, ma non ci è dato saperlo fino a quando non verrà rilasciato al cinema il 14 novembre.

Purtroppo la computer grafica è proprio il tallone d’Achille di questa pellicola, e spesso, molto spesso, è piuttosto carente. Si potrebbe anche citare il modo di sviluppare le trame che è stato utilizzato, che se non si accetta l’aura di esagerazione potrebbe risultare eccessivamente sveltito, e alcuni apparenti buchi di trama utilizzati per creare delle gag, ma come sopra bisogna entrare nello spirito della pellicola. I rimandi cinematografici in questa pellicola si sprecano, tanto da utilizzarli anche per gli zombie. Ad un tratto ti ritrovi a pensare se questi rimandi non avrebbero funzionato meglio se introdotti lentamente attraverso una serie tv, come inizialmente era stato concepito il progetto Zombieland (con tanto di nuovo tentativo anni fa, andato male per le reazioni dei detrattori alla mancanza del cast originale), ma è anche vero che il film poteva sfruttare la narrazione esterna di Jesse Eisenberg come Columbus, esattamente come nel primo film, quindi l’introduzione avviene perfettamente.

In sintesi Zombieland: Doppio colpo mette assieme tutto ciò che c’era di grande nel primo film, compreso l’eccellente cast e qualche nuova aggiunta davvero ben gradita, puntando sull’esagerazione spinta a livelli alti, una piccola seppur non troppo velata critica trasmessa attraverso la comicità nel confronto su quando è bene usare la violenza per difendersi, e infine una narrazione bizzarra che a tratti può apparire come cacofonica, ma che in realtà risulta davvero divertente e d’intrattenimento.

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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