Rian Johnson e Paul Feig rispondono alla campagna d’odio verso Captain Marvel

A seguito di recensioni negative per Captain Marvel, i registi Rian Johnson e Paul Feig hanno condiviso le loro opinioni.

Entrambe le voci, nei loro rispettivi franchise, hanno ricevuto un’ampia reazione, dovuta in gran parte a personaggi femminili che hanno assunto la maggior parte o molti dei ruoli principali che erano stati in passato dati prevalentemente a uomini. Mentre i loro film erano nei cinema, i detrattori hanno portato sui social media il loro odio con veemenza, e la loro opposizione verso registi, attori e altro hanno portato anche brutte conseguenze.

Nel 2018, ad un gruppo su Facebook è stato accreditato il tentativo di affossare Gli Ultimi Jedi su Rotten Tomatoes, con recensioni negative, molestie alla star del film Kelly Marie Tran, offese sui profili social del regista, e il tutto ha perfino portato alcuni di questi detrattori a realizzare una versione del montaggio alternativa e di stampo misogino.

Per quanto riguarda Captain Marvel, una familiare routine di trolling è iniziata a febbraio, quando Brie Larson ha rilasciato dei commenti circa l’inclusività negli inviti ai critici per le proiezioni. Ovviamente la cosa è stata mal interpretata, e ha portato un mucchio di commenti negativi su Rotten Tomatoes, che per l’occasione ha modificato il proprio sistema di rivelazione del punteggio. Il film è stato certificato Fresh e ha ottenuto un punteggio dell’83% dai critici, scalando velocemente verso il 91%, sebbene i troll abbiano continuato a cercare di ridurlo. Il film si trova attualmente al 79%.

Con i loro film che sono stati sottoposti a strategie di guerra simili, Johnson e Feig hanno entrambi portato su Twitter le loro opinioni sulle notizie in circolazione circa gli aspiranti sabotatori del cinecomic Marvel. Johnson ha fatto le sue osservazioni stamattina, mentre Feig l’ha fatte più tardi nel corso della giornata.

Potete leggere le loro risposte qui di seguito:

Mentre Johnson sembra scrollare le spalle con umorismo, l’esasperazione di Feig è più evidente. Il regista ha recentemente supportato Leslie Jones, che ha recitato nella sua versione di Ghostbusters del 2016, dopo che è stata nuovamente colpita da una serie di vili risposte dopo aver criticato il riavvio. Il riferimento di Feig alla citazione di “Get a life” di William Shatner sembra incarnare sia i precedenti commenti dei registi che la severità con cui alcuni spettatori trattano i vari fandom tossici.

Negli ultimi anni, gli sforzi per promuovere e normalizzare la diversità nelle saghe popolari sono diventati evidenti. Un rappresentante dell’UCM ha recentemente dichiarato che era giunto il momento per l’universo di includere un supereroe omosessuale, seguendo gli esempi di Captain Marvel, così come Black Panther, che era principalmente guidato da persone di colore. Tuttavia, nonostante il numero crescente di opportunità per le donne di condurre film d’azione e d’avventura in progetti di spicco come Ocean’s 8, Birds of Prey e forse un adattamento di Rush Hour al femminile, il modello di reazione misogina sembra persistere e probabilmente viene perpetuato dalle stesse persone.

Si può essere d’accordo o meno sulle scelte di produzione, e come sapete, nel caso di Rush Hour per esempio, noi non siamo d’accordo, ma esprimere il proprio dissenso in maniera civile è la cosa più importante in questi casi. Cercare il dialogo, dire cosa ci è piaciuto e cosa no è sacrosanto, ma nel momento in cui metti su un esercito tutto solo per attaccare o offendere attori, registi e studios in generale solo perché le cose non sono andate come volevi, allora li non sei più un essere civile, sei solo un stronzo.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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