Rian Johnson elogia la lunga riflessione dello scrittore Bryan Young su Gli Ultimi Jedi

Lo sceneggiatore e regista di Star Wars: Gli Ultimi Jedi, Rian Johnson, ha approvato una una difesa dettagliata del film contro le critiche più comuni.

Sono passati quasi cinque anni da quando è stato rilasciato il film di mezzo della trilogia sequel di Star Wars. Per la maggior parte, Lucasfilm si è allontanato da esso e dalla saga di Skywalker nel suo insieme, per concentrarsi su altri personaggi o impostazioni temporali con una serie di spettacoli Disney+.

Rilasciato nel 2017, Gli ultimi Jedi è stato il sequel di Star Wars: Il risveglio della forza di JJ Abrams. Mentre il film del 2015 ha impostato l’inizio del film di Johnson con un cliffhanger, la storia di Johnson ha preso svolte inaspettate, il che avrebbe dovuto essere una buona cosa – dopotutto, il franchise space opera è noto per i suoi numerosi colpi di scena. Invece, Gli Ultimi Jedi ha diviso i fan di Star Wars forse più di quanto qualsiasi film di successo moderno abbia fatto al suo fandom, raccogliendo una vasta gamma di opinioni.

Alcuni lo chiamano il miglior Star Wars della Disney, mentre altri lo considerano il peggiore dell’intero franchise. Da allora Johnson ha preso le distanze dai discorsi che circondano il film, concentrandosi su altri progetti come i suoi sequel di Knives Out.

Ora, tuttavia, Johnson ha ritwittato la difesa dello scrittore Bryan Young su Star Wars: Gli ultimi Jedi. Il regista del film anticipa il tweet riconoscendo che non “tocca questa cosa da anni”, ma la riflessione dell’autore sulle critiche più comuni del blockbuster è semplicemente troppo bella per lasciarsela sfuggire.

Qui di seguito metterò in prosa le riflessioni fatte nella lunga lista di tweet, citando di tanto in tanto anche ciò che ha scritto.

“Ho visto alcune interpretazioni de Gli ultimi Jedi nelle mie menzioni che mi stanno facendo grattare la testa“, esordisce lo scrittore, aggiungendo che adesso si chiede si ha visto lo stesso film. “Quindi ho pensato di affrontarne alcuni in un thread“.

Per primo ha riflettuto su Luke Skywalker.

Alcuni sostengono che fosse incoerente con il ritratto del personaggio visto ne Il ritorno dello Jedi. “Non ucciderebbe suo nipote!”. No. Non lo farebbe. E infatti non l’ha fatto. Ci ha sicuramente pensato però. Perché ha percepito quel futuro catastrofico nella mente di Ben. Fa lo stesso con Vader.

Questa è la maledizione di qualcuno che può vedere il futuro e si collega direttamente ai problemi di Anakin. In Attack of the Clones, Anakin disobbedisce ai suoi padroni per salvare chi ama da un futuro che potrebbe benissimo causare. Ne La vendetta dei Sith, si spinge ancora oltre. Questo si rispecchia in Luke in Empire Strikes Back. Si lancia attraverso la galassia per salvare Han e Leia. Non sono nemmeno arrivati a Cloud City prima che inizi a vedere questo futuro. Yoda e Obi-Wan lo avvertono di non farlo, ma lo fa comunque. Lui e Anakin finiscono entrambi su Tatooine uccidendo un gruppo di persone nel tentativo di salvare i loro cari. È una cosa da Skywalker. Quando guardi la trilogia prequel e la trilogia originale in questo ordine, questo schema di tentazione per gli Skywalker ritorna, la maledizione del vedere il futuro ritorna, e brilla davvero. Anche dopo che Luke va da suo padre per cercare di tirare fuori il buono che c’è in lui, Vader accenna a un futuro in cui Leia è passata al lato oscuro e Luke va su tutte le furie, desiderando porre fine a suo padre prima che questo futuro accada.

Il Luke che a prima vista sembrava il più grande allontanamento da questa caratterizzazione, non era ne Gli Ultimi Jedi, ma ne Il risveglio della forza. Il mistero centrale di quel film NON è chi è Rey, ma perché Luke non era lì a salvare Han. Questi film hanno spesso schemi che ritornano. Un mentore porta via un ragazzo meccanico/pilota/mago potente nella Forza da un pianeta deserto, insegna loro la Forza e muore per via di una spada laser. Allora perché Han, lo scettico, è dovuto intervenire ed essere il mentore invece di Luke? Luke non avrebbe mai ucciso suo nipote, no. Ma se avesse visto un futuro oscuro, e quell’oscurità c’era già in Ben, avrebbe assolutamente pensato alla possibilità. Il messaggio è lo stesso del “uccideresti un bambino se sapessi che diventerà un giorno un mostro?”.

Alla fine, per Luke, quella risposta era no. E agire in base a quelle visioni del futuro era pericoloso per come la vedeva lui. Non c’è da stupirsi che si sia tagliato completamente alla Forza. Non poteva fidarsi di quell’impulso, e per lui fermarsi era come spezzare quel ciclo di violenza tra il bene e il male. Luke sta facendo una cosa eroica e altruista, nella sua mente. Per evitare di dover uccidere suo nipote e porre fine a questa guerra tra il bene e il male. E per un personaggio la cui mossa finale è mettere da parte la sua spada laser, una vita senza interferenze non è un tratto. Anche Rian Johnson ha tratto molto dalla leggenda arturiana. La spada laser è un sostituto di Excalibur, su cui è scritto “Prendimi su, gettami via”. Arthur più tardi nella vita ha dovuto fare i conti con lo spettro della sua violenza. L’arco narrativo di Luke ne Gli ultimi Jedi è intriso della storia di Star Wars e della mitologia di quel mondo. Quando si rende conto che la neutralità avvantaggia gli oppressori, torna, ma alle sue condizioni, assumendo l’aspetto di Excalibur senza tradire i suoi ideali. L’apice dell’essere un Jedi.

Un’altra lamentela, una circa Leia.

Ad alcune persone non è piaciuta in modo in cui Leia è sopravvissuta dopo l’attacco di Ben al Raddus. È soggettivo, immagino, ma io e molti membri del pubblico l’abbiamo trovato commovente e bellissimo. Leia usa la Forza praticamente in OGNI film di Star Wars, quindi questa non è stata una sorpresa per nessuno. È girato magnificamente e John Williams arricchisce il tutto con la sua colonna sonora. In quel momento, quando mi sono seduto nei cinema a guardarlo con il pubblico più e più volte, non ho sentito mai una risata o una risatina, ma molte lacrime e un palpabile crepacuore. Il pubblico era interessato quanto me.
Quindi, tipo… non ti è piaciuto? Fantastico, ma questo dice di più su di te rispetto al film. Funziona nella storia.

Dimmi che non hai prestato attenzione a Gli ultimi Jedi senza dirmi che non hai prestato attenzione a Gli ultimi Jedi: “Canto Bight non porta a niente!”.

Senza Canto Bight, non ottieni l’arco narrativo di Finn, o quello di Poe. Il Primo Ordine non avrebbe idea che la Resistenza stesse salpando per Crait, se Poe non lo avesse scioccamente trasmesso su un canale aperto affinché DJ li ascoltasse e li vendesse una volta catturati. Canto Bight fa un punto su chi approfitta della guerra, e DJ si rivolge all’orecchio di Finn costringendolo a scegliere in quale visione del mondo crede: quella di Rose o quella di DJ. I due personaggi rappresentano l’angelo e il diavolo sulla spalla di Finn, e lo spingono nel suo arco narrativo. E’ fantastico.

Dal punto di vista della narrazione, ci mostra anche i bambini, la prossima generazione di coloro che sono oppressi, a testimoniare la scintilla della ribellione e vedere quel fuoco divampare e partire dalla storia di Luke. Non otterresti l’intera galassia che appare alla fine di The Rise of Skywalker senza questo elemento. L’ammiraglio Holdo dice anche che la loro missione più grande è quella di appiccare il fuoco che brucierà il Primo Ordine, e che i fili intrecciati da Canto Bight faranno si che questo fuoco divampi, lasciandoci con uno dei momenti più pieni di speranza che pone al momento dark di Star Wars.

L’ammiraglio Holdo è qualcos’altro di cui ho visto lamentele, anche se non capisco perché. Laura Dern è fantastica e anche Holdo lo è.
Perché nella galassia avrebbe dovuto raccontare a un pilota recentemente retrocesso il suo piano? Non avevano idea di come il Primo Ordine li stesse seguendo, non potevano rischiare perdite. Holdo si è comportata come avrebbe dovuto. La denuncia dovrebbe essere: “Perché Poe non ha detto a Holdo del suo piano?”. Non l’ha fatto perché era un pessimo piano e lei l’avrebbe fermato.

Poe ha rovinato tutto. Non Holdo. Gli ufficiali superiori devono zero contesto ai loro subordinati, che devono solo seguire gli ordini. Alcuni pensano che in qualche modo Holdo abbia infranto il canone con la sua manovra, con il suo sacrificio, e non capisco nemmeno quello. Tipo… un incrociatore Mon Cal è troppo costoso da trasformare in un missile che non ha nemmeno distrutto la nave, né interrotto la capacità del Primo Ordine di schierarsi su Crait.
Era una manovra di stallo disperata, niente di più. Non avrebbe vinto la guerra di Endor. O di Yavin. Non sarebbe stato di alcun aiuto.

In ultimo lo scrittore ha parlato di Rose.

Un’altra lamentela ha circondato Rose, e in diversi lasciavano intendere che in qualche modo avesse rovinato il sacrificio di Finn e condannato la Resistenza. Anche questo proprio non lo capisco. Il film è chiaro nel far capire che il gesto di Finn sarebbe stato inutile e avrebbe ucciso solo lui.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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