Rian Johnson ripensa a Gli Ultimi Jedi ad anni di distanza dalla sua uscita al cinema

Se c’è una linea di dialogo in Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi che sembra particolarmente adatta, è quella pronunciata da Luke Skywalker: “Non andrà come pensi”.

Il capitolo centrale dello sceneggiatore e regista Rian Johnson, vero grande film della trilogia sequel, è stato un racconto ricco, avventuroso e mitico che ha continuato le storie di Rey, Kylo Ren, Finn e Poe Dameron, e che ha anche scavato in profondità nell’anima dello stesso Luke Skywalker, decenni dopo il finale trionfante de Il ritorno dello Jedi.

Lungo la strada ha mostrato ogni tipo di sorpresa, sviluppando i fili narrativi tessuti ne Il Risveglio della Forza in modi nuovi e inaspettati. È stato un grande successo al botteghino, incassando oltre 1,3 miliardi di dollari in tutto il mondo, ma ha anche sfidato il proprio pubblico in modi che alcuni non hannogradito, salvo poi riacquistare la fiducia di molta parte del fandom dopo l’uscita dello scempio noto come L’Ascesa di Skywalker.

In una nuova importante intervista con Empire, Rian Johnson ha ripercorso Gli Ultimi Jedi nel suo quinto anniversario, riflettendo a distanza di pochi anni sul suo episodio della Skywalker Saga.

“Ne sono ancora più orgoglioso cinque anni dopo”, dice. “Quando sono arrivato in casa base per battere, ho davvero fatto oscillare la palla. Il film non è solo un film di Star Wars: è un film su Star Wars e cosa significa per i fan, incluso me stesso. Penso che sia impossibile per chiunque di noi avvicinarsi a Star Wars senza pensare a questo come a qualcosa di mitologico con cui siamo stati cresciuti, e a come quel mito, quella storia, si è insinuata in noi e ci ha influenzato”, spiega Johnson. “L’intento finale non era quello di spogliarlo, l’intento era quello di arrivare al vero potere del mito. E alla fine spero che il film si sia rivelato come un’affermazione del potere del mito di Star Wars nelle nostre vite.”

Ciò si estende alla sua rappresentazione di Luke Skywalker ritenuta erroneamente controversa, come un eremita che si è chiuso alla Forza, avendo percepito l’oscurità in suo nipote Ben Solo e avendolo accidentalmente spinto ulteriormente verso il Lato Oscuro.

Ma per quanto Luke inizi il film in un momento della sua vita molto diverso da quello che abbiamo lasciato alla fine della Trilogia Originale, il suo arco narrativo nel corso de Gli Ultimi Jedi – che termina con la sua morte e la nascita di una nuova leggenda di Skywalker – lo vede diventare ancora una volta un simbolo per la galassia di speranza e ribellione.

“Le immagini finali del film, per me, non hanno decostruito il mito di Luke Skywalker, lo hanno invece esaltato e abbracciato”, spiega il regista. “Nel film sfidano assolutamente l’idea di ‘butta via il passato’ e abbraccia ciò che conta davvero nel mito e ciò che ispirerà la prossima generazione. Quindi, per me, il processo volto a spogliare qualcosa è sempre fatto nell’interesse dell’arrivare a qualcosa di essenziale che conta davvero.”

Qui sotto il post con la fonte:

 

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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