Riflettiamo sulla questione del casting call di Ciri per la serie The Witcher

Grande hype per la serie live-action prodotta da Netflix e tratta dalla saga letteraria e video ludica di The Witcher. A breve inizieranno le riprese dell’episodio pilota, e il cast inizia a formarsi.

Pochi giorni fa abbiamo ricevuto la notizia che Henry Cavill (il nostro Superman del DCEU e attualmente nelle sale con Mission: Impossible – Fallout nei panni di August Walker) interpreterà il protagonista, Geralt di Rivia, e quest’oggi iniziano ad arrivare i primi (preoccupanti) dettagli riguardo il casting dell’attrice che interpreterà Ciri, altro personaggio a dir poco importante della saga.

La questione di Ciri non bianca per la serie Netflix, The Witcher, è qualcosa di piuttosto delicato. Avete letto il nostro articolo di oggi, cosa che ho visto vi ha fatto non poco incazzare, e capisco, però, prima di insultare la produzione voglio proporre una riflessione costruttiva. Magari da proporre alla produzione stessa qualora quest’articolo acquisisse risonanza.

Il rendere Cirilla non bianca è evidentemente frutto del vizio che l’America moderna ha, su questo non c’è dubbio, ma “minoranza” può avere molteplici significati. Non vogliamo essere ingenui, e sappiamo che quello attribuito al possibile casting è quello che solitamente gli si affibbia, ma io voglio proporvi una nuova visione.

Se davvero si vuol rappresentare una “minoranza” allora assumere un’attrice sconosciuta o semi-sconosciuta, magari dai tratti nord-europei, è molto più incisivo. Pensate a Lasciami Entrare, Uomini che Odiano le Donne, Troll Hunter, la serie The Rain, anche film più beceri come Dead Snow, film di fantascienza indipendenti come Iron SkySpesso ci sono prodotti europei, per essere generalisti, sia televisivi che cinematografici, che non vengono considerati più di tanto nel cinema di massa, quindi il modo migliore per parlare di “minoranza” nella serie è permettere ad attori alle prime armi, o anche non proprio, di cimentarsi in una cosa come questa, che per loro può essere un trampolino di lancio.

In più voglio soffermarmi su quest’idea d’inclusione. Stravolgere i personaggi, sopratutto se sono basilari, non è mai una cosa giusta, a meno che non gli si costruisca intorno una storia particolare. Si può credere che lo sia da un punto di vista commerciale, e su questo alzo le mani, ma non lo è per il prodotto finale e come apparirà. Se proprio si desidera inserire attori rappresentativi di minoranze etniche ci sono altri modi molto efficaci, e questo non è il modo migliore per farlo.

Ci sono esempi nel cinema, nei fumetti, di personaggio a cui è stata cambiata l’appartenenza etnica: basta guardare a La Torcia Umana nei Fantastici 4 di Josh Trank, o quando vennero fuori le voci della creazione di un Peter Parker omosessuale. Dietro a questi esempi voglio mettervi in prosa una grande cosa che disse proprio Stan Lee. Il grande demiurgo della Marvel Comics disse apertamente che non avrebbe mai accettato un tale stravolgimento in Peter Parker, ma non per questo avrebbe escluso l’idea di un super-eroe omosessuale. Il punto non è cambiare un personaggio storico per far piacere ad una “minoranza”, ma, se proprio si vuol includere qualcuno con quelle caratteristiche, cosa che non trovo sbagliata, è meglio creare un personaggio incisivo da zero. E’ una buona mossa sia perché non stravolge un personaggio già consolidato, sia perché mette in campo qualcosa di nuovo a cui i lettori possono affezionarsi, sia perché puoi creargli una storia completamente nuova, invece di rimaneggiare magari quella originale per renderla incline a quell’orientamento sessuale.

La televisione ed il cinema hanno una certa storia circa personaggi non presenti nelle opere originali, inventati di sana pianta per i vari adattamenti. Questo sarebbe un buon modo per operare secondo un dettame probabilmente dato dalla produzione. Quindi perché non operar in tal senso? Crear un personaggio afroamericano o di etnia asiatica (anche se riconosco che come termine è un po’ generalista), potrebbe portare alla storia un arricchimento fresco ed affascinante per quanto riguarda la caratterizzazione di quel mondo. Potrebbe permettere alla storia di nascondere messaggi politici, cosa che è già ampiamente presente. In ultimo quindi, non solo accontenterebbe i fan, ma permetterebbe allo spettatore di affezionarsi anche ad altri personaggi mai visti, ne nei libri, ne nei videogiochi. E visto che lo scrittore Andrzej Sapkowski serve come consulente creativo per la serie, perché non farli creare proprio a lui?

Che ne pensate? Ditecelo con un commento!