Roger Corman pensa che i film del MCU dovrebbero prendere ispirazione dal modo di fare di James Cameron

Per circa 70 anni, non c’è mai stato un momento in cui la leggenda di Hollywood, Roger William Corman, non avesse almeno le mani in pasta nelle ricette che hanno sfornato grandi nomi di Hollywood.

In effetti, per gran parte della sua vita, la leggenda è stata così incredibilmente impegnata e straordinariamente prolifica che sicuramente si fa difficoltà a nominare tutti i progetti a cui ha partecipato. Negli anni trascorsi da quando ha scritto la sua prima sceneggiatura, Hollywood Dragnet del 1953, il leggendario regista e produttore di film di serie B ha continuato a produrre più di 500 progetti a Hollywood, dirigendone personalmente più di 50.

Rinomato per la sua efficienza, perizia negli affari e per la comprensione apparentemente innata di ciò che il pubblico voleva vedere, la filmografia di Corman è uno sbalorditivo serraglio di western vintage, film di mostri, storie di fantascienza, drammi e altro, una vetrina per il modo in cui è riuscito a reinventare stesso più e più volte come il consumato survivalist di Hollywood. Anche ora, a 96 anni, non riesce a fermarsi e semplicemente sedersi e riposare sugli allori: si definisce “semi-pensionato”, ma i suoi occhi si illuminano mentre descrive le sue ambizioni per i progetti futuri. Una vera leggenda.

Tuttavia, Corman apprezza tutti i tributi e gli onori che gli sono stati dati negli ultimi decenni, poiché l’industria ha sempre più riconosciuto il profondo impatto dell’uomo nel cinema. Corman è responsabile di aver dato prime opportunità a grandi artisti del calibro di Marin Scorsese, Francis Ford Coppola, Ron Howard, Jonathan Demme, Joe Dante, James Cameron e molti altri. Ogni amante del cinema dovrebbe conoscere ed amare Roger Corman.

In onore del lancio di Shout! Cult, di recente Paste Magazine ha avuto l’opportunità di chattare con Corman, riflettendo su alcuni dei momenti specifici di una delle carriere più monumentali di Hollywood. La leggenda “semi-pensionata” ha condiviso pensieri su alcuni dei suoi migliori film, offrendo anche una prospettiva sulle sfide della produzione rispetto alla regia, ma quello di cui voglio parlare qua sono le sue opinioni sulla stagnazione dei blockbuster del Marvel Cinematic Universe.

La sua reazione è stata scaturita da una serie di somande. La curiosità ha semplicemente spinto l’intervistatore a chiedere se la leggenda di Hollywood, guardando agli ultimi 10-15 anni e al predominio di una proprietà di successo come il Marvel Cinematic Universe, avesse un opinione circa quei film. Corman ha semplicemente risposto di avere un’opinione abbastanza negativa, ma non perché al tempo ha avuto un un’opzione con la Marvel per fare uno dei loro film, con Orion, ovvero un’adattamento dei Fantastici Quattro, mai realizzato perchè alla fine Marvel vendette i diritti.

Ma nei tempi moderni Corman potrebbe aver il controllo, o almeno le mani in pasta, nel MCU?

“Forse. Penso, in realtà, che siano estremamente ben realizzati e gli effetti speciali sono semplicemente fenomenali. Penso che siano buone pellicole. Ma se ho dei problemi con loro, è che… Penso a Jim Cameron, che ha iniziato con me. Quando vedi un film con effetti ad alto budget di Jim, capisci sempre che la storia viene prima, e gli effetti speciali sono lì solo per aiutare la storia. Mentre con la Marvel, a volte sembra che gli effetti speciali siano le star e la storia un qualcosa di riempitivi in mezzo agli effetti speciali. Potrebbe essere migliorato se seguissero l’esempio di Jim e lavorassero di più sulle loro storie.”

Ma vi ricordiamo anche una cosa. Da questa dichiarazione potrebbe trasparire il fatto che Corman non sia un fan di questi film, però per chi conosce la leggenda di Hollywood questo è un modo riduttivo di vedere le sue dichiarazioni.

Infatti, tempo addietro, intervistato dall’Hollywood Reporter, Corman ha descritto i film Marvel in un modo specifico.

“Bene, credo che i film siano l’arte moderna per eccellenza”, disse il leggendario regista e produttore. “Sono arte in movimento. In secondo luogo sono business e arte combinate – e credo che, fatta eccezione per i film puramente artistici, tutti i film siano una combinazione di business e arte. Ho letto cos’hanno detto [registi che hanno criticato i cinecomics], e credo di essere d’accordo con loro in una certa misura. In quanto puro cinema o pura forma d’arte, questi film non si qualificano. Ma se dici che sono una combinazione tra forma d’arte e business, allora si. Anche se le storie sono semplicistiche, le produzioni possono essere standard, ma di un un livello professionale molto alto, e in particolare gli effetti speciali sono meravigliosi. Dico questo perché credo che si debba riconoscerne i vari aspetti.

Un’altra cosa è che potresti pensarle come fiabe moderne, quindi non pensarle come una pura forma d’arte del cinema. Pensali come una combinazione di arte e affari che mostrano un alto livello di maestria con meravigliosi effetti speciali e, in una certa misura, la versione moderna delle fiabe.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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