Salvini si scaglia contro la possibile omosessualità di Elsa da Frozen

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L’altro giorno vi abbiamo parlato dell’intenzione della Disney, ancora difficile da definire veritiera o meno, di rendere Elsa, regina di ghiaccio nel film Frozen, omosessuale. Il tutto è venuto fuori quando la regista e sceneggiatrice, Jennifer Lee, ha parlato della petizione su twitter partita con l’hashtag #GiveElsaAGirlfriend, ed ha affermato quanto segue:

“Mi piace tutto ciò che le persone pensano e dicono sul nostro film, si sta creando un dialogo e Elsa è un personaggio meraviglioso che parla a tanti, quando procederemo per la realizzazione, terremo in considerazione tutto ciò che la gente pensa e vorrebbe.”

Perciò la Lee non ha escluso che in un futuro il personaggio possa rivelarsi omosessuale, visto e considerato che della sua sessualità non si è minimamente parlato nel primo film, anche se in uno stralcio artistico preferirei altre manovre. La questione non è troppo diversa da quando venne fuori la discussione sul rendere Spider-Man gay, cosa a cui Stan Lee stesso rispose lasciando capire che anche per lui fosse sbagliato prendere un personaggio che da sempre è stato in una determinata maniera e scuotere in questo modo le sue fondamenta e quelle dei fan. Stan disse apertamente di non avere niente contro i gay o i personaggi di questa identità, ma che preferirebbe scrivere un nuovo personaggio omosessuale più che modificarne uno storico.

Anche per Lanterna Verde successe una cosa analoga, ma essendo diverso dal personaggio di Spider-man e non propriamente legato a doppio filo a relazioni particolari (se non quella con Carol Ferris), la sua omosessualità lascio molti indifferenti, dopotutto la sua sessualità non ha mai ricoperto una parte importante della sua caratterizzazione.

Ad ogni modo però la possibile omosessualità di Elsa da Frozen ha preoccupato la confusa mente di Matteo Salvini, leader del partito Lega ([…] Nord. Ricordiamolo). In uno dei suoi comizi volti a convincere l’elettore a votarlo, ha esposto la sua opinione circa la questione descrivendo tale impostazione come facente parte di una strategia tesa a costruire un “mondo al contrario”.

Naturalmente la questione per lui si è estesa al “gender cattivo“, ai bambini che giocano con le bambole ed alle bambine che giocano a calcio, scaldandosi alla fascina di un personaggio di un cartone animato. La questione è un po’ come quelli che dicono che Sailor Moon e Ranma 1/2 sono stati l’avanguardia programmata dai giapponesi per farci accettare il cambio di sesso, e per via di quello l’occidente ha cominciato una sorta di guerra alla cristianità in Europa.

Perplessità analoghe nei confronti della Dreamworks sono state espresse nel 2016 dal leader de Il Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, quando dal proprio profilo Facebook accusò Kung Fu Panda 3 di proporre una propaganda “pro-gender” con il fatto che il protagonista Po avesse due padri.