Scrubs: 17 anni di una storia epica

Ci sono serie dimenticabili e serie eccezionali, serie che ci tengono con il fiato sospeso e serie che sono un supplizio guardare, serie che hanno cambiato la storia della televisione, serie belle, serie brutte e poi, in alcuni rari casi ci sono quelle serie che sembrano avere qualcosa in più, un anima che ti parla e che ti lasciano qualcosa dentro, nel cuore, qualcosa che ti accompagna anche quando non te ne rendi conto. Ecco, Scrubs è una di queste rarissime serie che non stancano mai e che ad ogni visione ti emozionano come fosse la prima, insegnandoti sempre qualcosa in più.

ma com’è possibile?

Facciamo un po’ di contesto: l’anno è il 2001, è il periodo d’oro dei medical drama, E. R. domina incontrastato nei cuori di numerosissime fan con il cuore diviso tra in bravo ragazzo Noah Whyle e l’affascinante George Clooney, le storie sono a tratti assurde ma piacciono tanto al vasto pubblico e da lì a poco nasceranno tante copie carbone della famosa serie americana.

A questo punto un uomo di nome Bill Lawrence ha un idea folle: creare una serie comica che ironizzi e prenda in giro questo nuovo genere, con personaggi folli e una comicità surreale molto simile a quella di Ally McBeal ed ecco che, proprio nel 2001, silente, esce il primo episodio di una serie leggendaria, il primo episodio di Scrubs.

Scrubs racconta la storia di un giovane specializzando in medicina, John Dorian (Zach Braff), all’ospedale Sacro Cuore, che con i suoi amici e l’aiuto di un mentore arcigno e sarcastico come il dottor Cox, prova in tutti modi a dimostrare a se stesso e a tutti gli altri di poter essere un bravo medico e a capire il vero significato di questa professione, imparando dai suoi pazienti qualcosa di più sulla vita e su se stesso.

Per chi conosce Scrubs questadescrizione non è abbastanza, non è vero? La verità è che una semplice sinossi non basta a spiegare la portata oggettiva che ha avuto questa serie sul mondo dell’intrattenimento, come un ponte tra la comicità irriverente e coinvolgente degli  show degli anni 90 alle storie più profonde e meglio costruite del nuovo millennio, e l’impatto immenso che ha avuto su di noi, il suo pubblico, le persone che hanno riso e pianto e amato grazie alle avventure folli e toccanti di tutti i membri dello staff del Sacro Cuore, dal primario all’inserviente (soprattutto l’inserviente).

Ho pensato a tanti modi per parlarvi di Scrubs, analizzare l’aspetto tecnico ed innovativo, la narrazione di ogni singolo episodio, tra sogno e realtà, attraverso il filo conduttore della voce interore di J.D. che diventa oltre che personaggio narratore, analizzare anche solo un singolo episodio per mostrare quando sia elaborato e geniale e complesso, e si sposi lo stesso con tutti gi altri episodi costruendo un arco narrativo solido, cosa da non sottovalutare visto che la maggior parte delle serie, non solo comiche, del tempo non avevano grandi archi narrativi, ho pensato anche di prendere in esame tutti i singoli personaggi in un chilometrico elenco che mostra come tutti loro, in ogni singolo episodio, siano cresciuti e siano stati arricchiti da tutte le loro esperienze ma ancora non basta per far comprendere a pieno perchè, dopo 17 anni dal primo episodio, Scrubs abbia un posto così grande nei nostri cuori.

E così, solo per questa volta, mi sono spogliato dei panni del recensore oggettivo e ho scelto di raccontarvi Scrubs dal mio punto di vista, di raccontarvi il mio Scrubs.

Quando ho scoperto scrubs ero solo un bambino con ancora il moccio al naso che crecava di vedere di nascosto gli anime violenti su Mtv, una sera però vidi una replica di una serie tv che facevano di solito attorno all’una e le due, una serie piena di medici bellocci come quelle che piacevano a mia madre e che io non sopportavo proprio, però non avevo altro da vedere così decisi di guardare un solo episodio.

Fu amore a prima vista!

Certo ridevo per la comicità brillante dello show però, a poco a poco, mi resi conto che c’era qualcos’altro che mi teneva incollato al televisore, un sentimento di familiarità e naturalezza che quei personaggi mi trasmettevano, la forza dei temi, a volte molto impegnativi, che venivano trattati, mai con leggerezza e la forza di contunare a ridere di se stessi, a ridere alla vita anche quando sembra non si possa fare altro che piangere, come una forza positiva che spinge J. D. e con lui lo spettatore ad affrontare ogni problema e a sorridere, a crescere episodio dopo episodio.

Le fantasie di J. D. incarnano le insicurezze del personaggio e ad un certo punto è impossibile, tra le risate, non sentire un legame con lui, con le sue insicurezze e paure, e con i suoi amici che lo spronano ed incoraggiano e così a poco a poco il legame si espande con tutti loro, da Turk (Donald faison) l’amico di sempre, simpatico e sicuro di sè, a Carla (Judy Reyes) che sostiene J.D. come unaroccia, ad Elliott (Sarah Chalke) che divente più di un interesse amoroso con J.D. ma un vero e proprio rivale che lo sprona a migliorarsi, al primario Kelso (Ken Jenkins) cinico e sarcastico, al dottor Cox (John C. McGinley), il mentore che tutti sognamo (o temiamo), un cast affiatato fatto di innumerevoli personaggi tutti unici e capaci di travolgerci con la loro follia e il loro modo di affrontare la vita.

ma sto divagando e avevo promesso di non farlo. Questo legame si estende a tutti i personaggi, anche quelli secondari e terziari che spesso vediamo solamente in piccoli siparietti comici e dei quali impariamo a conoscere il carattere e le storie, tutti crescono, tutti si evolvono, tutto cambia eppure restano ancora con la forza di affrontare ogni difficoltà con coraggio ed intelligenza, solo arricchiti da nuova esperienza.

Ancora, questa non è altro che un’introduzione ad un mondo che amo con tutto me stesso e che mi ha dato tanto e del quale so, davvero, che potrei scrivere per ore e non è questo lo scopo di questo articolo ma spiegare perchè, dopo tanti anni, scrubs sia ancora così valida, così vera per chiunque la guardi e come sia possibile che dia sempre tanto ad ognuno di noi.

Non è un eufemismo, non voglio parlare fotogramma per fotogramma analizzando quanto le luci ed i costumi e le scenografie e persino le pose degli attori siano perfetti scena per scena, così come le musiche e tanto altro ancora, io volgio parlarvi di come, quando una giornata è andata storta, guardando Scrubs o anche solo ripensando a qualche battuta o scena della serie tutto sembri meno buio, meno impossibile da affrontare, come quando ci sentiamo soli o ricolmi di rabbia Scrubs riesca ad alleggerirci, a farci fare quel resiro profondo di cui abbiamo bisogno per ricordarci che il mondo non è quell’inferno che stiamo vedendo in quel momento.

Io posso parlarvi solo del mio Scrubs, di come sposi comicità e serietà in maniera magistrale, e voglio che tutti voi lo guardiate non perchè è un capolavoro tecnico, e lo è, non perchè è un caposaldo delle serie tv, e lo è, e non perchè ha un umorismo incredibile, e lo ha, ma perchè Scrubs ha cambiato me così come tantissime altre persone e perchè ancora oggi, anche se sappiamo ogni singolo episodio a memoria, se c’è Scrubs in tv noi lo guardiamo incantati, con gli occhi di bambini che ancora oggi sono capaci di sognare e avvicinare un mondo a volte troppo grigio e buio a questi sogni, realizzandoli.

Scrubs parla a tutti di tutto e con una voce unica per ogni singola persona, una voce intima che parla ad ognuno di noi e ci lega tutti insieme, ecco perchè, alla fine di tutto questo, quando è una brutta giornata, quando non avrete niente da fare o anche solo quando vorrete farvi una risata e commuovervi a dovere non dovrete fare altro che sedervi comodi e seguire una storia epica che, per noi, non finirà mai.