Spider-Man: No Way Home, un co-protagonista parla del proprio ruolo nel film e di come ha accettato

Qualcuno ha passato un anno come quello di Andrew Garfield?

Dopo una lunga pausa (che gli è valsa un Tony Award), l’attore ha preso d’assalto il quarto trimestre del 2021 con l’uscita di film come ​​”Gli occhi di Tammy Faye” e “Tick, Tick … Boom!”. Quest’ultimo lo ha posizionato in prima linea e al centro della contesa per l’Oscar nella categoria miglior attore. E poi è arrivato dicembre.

AVVISO SPOILER: non leggere oltre se desideri evitare spoiler per Spider-Man: No Way Home

Il gatto è, beh, è uscito dal sacco – nonostante le astute smentite – ed alla fine lo abbiamo visto riprendere il ruolo di Spider-Man a fianco di Tom Holland e Tobey Maguire.

Co-prodotto con la Marvel, l’ultimo film si avvicina a 1,4 miliardi di dollari al botteghino mondiale e ha profondamente soddisfatto i fan di tutte le età e del franchise. Fornisce anche un’altra dimensione al set di abilità di Garfield. Nella stessa stagione, Garfield ha interpretato un eroe adolescente torturato, un pastore moralmente in bancarotta e un artista devoto in bilico tra rovina e rivelazione.

Grazie a Variety possiamo leggere alcune sue dichiarazioni circa il suo ritorno allo Spider-Verse. Partendo dal semplice, perché ha detto “sì” a “No Way Home”?

“Non mi aspettavo di avere mai più una conversazione sul potenziale ruolo di Peter Parker. Mi sentivo molto eccitato all’idea di essere di nuovo un fan. Ma ho ricevuto questa chiamata da Amy Pascal, Kevin Feige e Jon Watts con questa idea. Fu subito innegabile. Suonava incredibilmente divertente, incredibilmente spirituale, eccitante e tematicamente interessante. A un livello base, da fan di Spider-Man, mi bastava l’idea di vedere tre Spider-Men nella stessa scena. Il passo era davvero, davvero allettante. Hanno detto: ‘Hai interpretato questo personaggio a modo tuo e cosa vorresti esplorare se ne avessi un’opportunità? Se venissi portato in questo altro universo e ti trovassi di fronte a questo te più giovane e a questo te più vecchio, come reagiresti?’. Abbiamo parlato molto di tutoraggio. Abbiamo parlato molto della fratellanza e di cosa significhi essere il fratello maggiore, il fratello minore e il fratello di mezzo. C’è anche una cosa nel vedere qualcuno che ami camminare lungo un sentiero che hai già percorso, e sai che non porta al luogo in cui alla fine volevi andare. Quel personaggio è isolato nella sua esperienza emotiva ed esperienza fisica. Ma cosa succede quando quella solitudine viene spalancata e ti rendi conto che non sei mai stato solo e ci sono altri fratelli che stanno attraversando esattamente la stessa cosa? È un grande viaggio spirituale.”

Lui e Tobey Maguire l’hanno fatto davvero. Non era uno schermo verde installato in un set, ma erano davvero li assieme a Tom Holland, ed a quanto pare hanno avuto un profondo impatto sul giovane attore.

“Abbiamo girato per due settimane, Tobey ed io, ma penso che siamo riusciti a ottenere qualcosa che non si limitasse a mostrarsi e dire: ‘Ciao! Ciao!’. Il mio Spider-Man è riuscito a salvare la relazione romantica del suo fratello minore, ed è riuscito a trovare una cura per il momento più traumatico della propria vita facendolo per suo fratello minore. Assicurandosi che non avesse lo stesso destino, c’è qualcosa di cosmicamente bello in questo. Significava avere una seconda possibilità per salvare Gwen.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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