Star Wars: Daisy Ridley rivela di aver sempre amato l’idea di Rey venuta dal niente

La trilogia sequel di Star Wars si è conclusa nel 2019 con l’uscita del nono episodio della Saga degli Skywalker, intitolato Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, che all’unanimità possiamo definire come un fallimento colossale in quanto narrazione e proseguimento della storia, a differenza del precedente Gli Ultimi Jedi, che aveva promesso di portare la saga verso una direzione inedita nonostante i 40 anni di vita.

Uno dei punti forti del film di Rian Johnson (che al momento sembra essere ancora in pista per la realizzazione della sua trilogia di nuovi film ambientati nell’universo di Star Wars) era proprio la protagonista: Rey, interpretata da una meravigliosa Daisy Ridley, che con la sua perfomance naif, bambinesca si scontra con un mondo cinico e privo di ogni morale, distrutto dalla guerra e reso ancor più buio agli occhi del personaggio dal fatto che non riesce a trovare uno scopo da perseguire nella sua vita.

J.J. Abrams ci aveva giocato con il suo Il Risveglio della Forza, ma sarà poi Johnson con il suo Episodio VIII a rendere questo aspetto del personaggio ancor più forte, drammatico e umano, portando la tipica figura dell’eroe “prescelto” ampiamente utilizzata nella saga a perire per far posto ad una figura eroistica ben più sfacettata e aperta ad un’identificazione da parte dello spettatore.

Rey nata in mezzo all’immondizia di Jakku, figlia di due signor nessuno, che si ritrova di fronte un qualcosa di così grande che teme di dover affrontare e di non riuscire a vincere, vivendo costantemente in bilico tra il terrore e la libertà dell’incertezza, era un’idea per lo sviluppo del personaggio estremamente interessante e originale, e che avrebbe potuto regalare uno straordinario evolversi della sua relazione con il personaggio di Ben Solo / Kylo Ren, che alla fine prese una strada talmente scema che non mi sento di andare oltre con la sua analisi.

Chiaramente si tratta di un espediente narrativo fin troppo complesso e umano per lo spettatore medio che, forse anche giustamente, avrebbe preferito ancora una volta la stessa identica fiaba fatta solo di storie che possano arricchire le fan wiki che si trovano in giro sul web, anziché di un qualcosa che possa stimolare una sensazione, un’emozione, più viscerale, intima e drammatica.

Non a caso la stessa interprete del personaggio, Daisy Ridley, durante una recente intervista con Sarah Wilson, ammette di aver amato questa idea del personaggio.

Purtroppo non vedremo mai un Episodio IX che segue quanto lasciato come struttura da Johnson con il suo Episodio VIII, ma alla fine poco importa. Quello che più interessa ora è vedere come Johnson si destreggerà tra le stelle di quella galassia lontana lontana così celebre nella sua prossima trilogia (messo caso che riesca a realizzarla).

 

Fonte: Fanthatracks

Andrea D'Eredità

Andrea D'Eredità

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