Star Wars: Gli Ultimi Jedi, cosa si cela nel passato del Leader Supremo Snoke?

Con Star Wars: Gli Ultimi Jedi attualmente al cinema, pubblico e critica si dividono. Per il primo gruppo si ha un generale senso di accettazione, ed una percentuale alta di persone che lo hanno apprezzato. Nel secondo gruppo invece c’è una netta divisione, si potrebbe addirittura dire che ha spaccato il pubblico letteralmente a metà, fra chi lo ha apprezzato e chi invece lo detesta.

Sapete la nostra opinione circa Gli Ultimi Jedi, ma purtroppo per evitare di fare spoiler alcuno abbiamo evitato di addentrarci in approfondimenti particolari, in realtà però facendo quello che è il nostro lavoro, giudicare un film da punto di vista cinematografico.

Ricordandovi che potete leggere la nostra recensione cliccando sul link qui sotto, oggi vogliamo addentrarci in un ramo speculativo piuttosto particolare, riguardo uno dei personaggi più enigmatici di questa nuova trilogia, il Leader Supremo Snoke. Naturalmente ci saranno spoiler, quindi sapete cosa fare.


Recensione – Star Wars: Gli Ultimi Jedi


Il potente sensibile alla Forza, deforme e sadico, interpretato dall’eccellente Andy Serkis in motion-capture, è stato accostato a diverse personalità famose del mondo di Star Wars. Un mucchio di teorie dietro l’altra si sono susseguite, ma se avete visto il film saprete che nessuna è stata nemmeno accennata, confermando quindi l’intenzione di Rian Johnson di creare semplicemente un nuovo cattivo in stile l’Imperatore, prima che la trilogia prequel lo caratterizzasse di più.

Il Leader Supremo Snoke nel film sembra vivere all’ombra della stima che prova per Darth Vader, un personaggio ormai diventato talmente iconico che, anche dopo la sua dipartita, continua a riecheggiare nella galassia lontana, lontana come ciò che è sempre stato, un potente nemico, indomito ed implacabile.

Nel film Snoke fa riferimento al Sith dicendo proprio all’apprendista, Kylo Ren, che il suo desiderio era vedere Ben Solo crescere nel Lato Oscuro esattamente come Darth Vader, ma la pellicola ci mostra la verità, ovvero che Snoke non è un Sith, Kylo Ren non è un buon apprendista, e cavalcando la “presa in giro” che il web ha rivolto verso il maestro dei Cavalieri di Ren negli ultimi anni, il potente Leader del Primo Ordine dice apertamente a Ben di essere solo un ragazzino che tenta di emulare il potente Sith, ma che non ne è all’altezza.

In questo però Snoke ricalca un po’ ciò che Darth Sidius è stato, ovvero un pessimo maestro, disposto a sacrificare il suo allievo per prenderne uno più potente. Vediamo questa particolare decisione quando Anakin uccide il Conte Dooku ne La Vendetta dei Sith. Il parallelismo è chiaro, ma chi è davvero Snoke?

Purtroppo il film non ci da molti indizi certi, ma per gli occhi più attenti potrebbe esserci stato un piccolo frame in cui è stato mostrato una particolare oggetto, probabile simbolo di un passato per il nostro cattivissimo personaggio. Tutto ciò che segue è frutto di una selvaggia speculazione, quindi prendetela con le dovute pinze.

Facendo attenzione si può scorgere un anello al dito di Snoke. Lo si vede anche nelle immagini che accompagnano il merchandising dedicato al potente cattivo. Un anello molto particolare, che denota probabilmente una passata ricchezza ma sopratutto metterebbe in luce una fede ben precisa. L’anello porterebbe inciso su di esso l’immagine dei Quattro Saggi di Dwartii, dei controversi filosofi-legislatori appartenenti ai primi giorni della Repubblica Galattica, di nome Sistros, Faya, Yanjon, e Braata.

Le quattro figure erano celebri sia fra i Sith che fra i Jedi, ma principalmente fra i primi visto che incoraggiavano fermamente lo studio e l’esplorazione del Lato Oscuro della Forza. La cosa si potrebbe intendere come un rimando al Cancelliere Supremo Palpatine, perché lui stesso collocò le statue di bronzo raffiguranti i Quattro Saggi nel suo ufficio, nel Palazzo dell’Esecutivo su Coruscant. La statua di Sistros, una delle due che fiancheggiavano la porta d’ingresso dell’anticamera privata, aveva un rivestimento di neuranio sotto la superficie bronzea. All’interno della statua si trovava la spada laser di Palpatine, nascosta per decenni finché il Cancelliere non la utilizzò contro i quattro Jedi traditori nel giorno della Grande Purga Jedi.

Secondo alcuni indiscrezioni la pietra sull’anello sarebbe composta di ossidiana, un tipo di pietra lavica probabilmente proveniente dalle fornaci del pianeta Mustafar, luogo dove si erge il castello di Darth Vader come visto in Rogue One. A quanto pare, secondo il canone il concept del castello in se è stato lasciato da parte per molti anni, visto che era stata una creazione del geniale Ralph McQuarrie ai tempi della prima trilogia, e non era mai stato utilizzato sul grande schermo. Quindi essendo quel posto nominato come “il luogo dove i Jedi vanno a morire“, ed il posto dove Darth Vader ha permesso all’oscurità di pervaderlo, è possibile che il Leader Supremo Snoke abbia voluto omaggiare il potente Sith che ammira indossando quel particolare anello. Ma non credo ci sia più di ciò.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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