Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, Ian McDiarmid rivela una battuta tagliata di Palpatine sulla sua natura

Giorni fa vi abbiamo parlato della rivelazione arrivata dal romanzo ufficiale di Star Wars: L’Ascesa di Skywalker che caratterizzava la natura del ritorno di Palpatine, interpretato nel film da Ian McDiarmid, dove veniva lasciato intendere, anzi, sottolineato, che Palpatine in quel film fosse in realtà un clone, dettaglio che però non sistema la grave mancanza del film.

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Lungo un’apparizione al C2E2 di Chicago, Ian McDiarmid stesso ha parlato della cosa e lo ha fatto confermando praticamente la cosa, aggiungendo però che nella sceneggiatura c’era una linea di dialogo che dava maggior contesto a quel particolare status del celebre villain.

“Il fatto che sia un clone? Sì, ovviamente c’erano tutte delle spiegazioni per il motivo per cui potevo tornare”, ha detto McDiarmid. “Ma è interessante perché a un certo punto la sceneggiatura aveva una battuta in quella prima scena con Adam Driver in cui dice ‘Sei un clone’. E io rispondevo nello script originale: ‘Più di un clone. Meno di un uomo’. Che mi sembrava riassumesse tutto alla perfezione.”

Qui sotto il video dal C2E2:

Ci sono sorprendenti somiglianze tra la resurrezione canonica di Palpatine e il suo ritorno nel vecchio universo espanso. Come Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, la miniserie Dark Empire di Tom Veitch vide il ritorno di Palpatine, con il suo spirito che emigrava in un corpo clone e la costruzione di un vasto esercito che incorporava sofisticate super-armi.

George Lucas adorava Dark Empire; lo considerava la cosa più vicina alla sua idea di una trilogia sequel e ne dava copie agli impiegati di Lucasfilm come regalo di Natale. La differenza chiave, tuttavia, è che in Dark Empire il corpo del clone era effettivamente in grado di contenere lo spirito dell’Imperatore.

L’esposizione al lato oscuro della Forza ha sempre avuto un effetto pronunciato su un corpo fisico, causando una forma avanzata di decadimento. Ecco perché molti Singori dei Sith apparivano deformi o cadaverici, perché più diventano forti nel lato oscuro, più notevoli erano i suoi effetti. Palpatine è il più grande di tutti i Sith e ha perfettamente senso che nessun mero corpo clone potesse contenere la sua essenza.

Il romanzo suggerisce che l’imperatore ha atteso il più a lungo possibile, osservando la galassia cadere nuovamente nel caos, ma che alla fine non ha avuto altra scelta che rivelarsi. Il suo corpo clone si stava decomponendo, e stava esaurendo le formule rigenerative che lo hanno tenuto in vita per gli anni, così aveva semplicemente bisogno di un nuovo corpo ospite. È bello avere una sorta di spiegazione, ma è un peccato che non sia stata data in Star Wars: L’Ascesa di Skywalker.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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