Star Wars: Visions, ecco 5 immagini che ci portano dietro le quinte della serie!

Star Wars sta andando verso una nuova galassia, quella dell’animazione. Star Wars: Visions, un’antologia in stile anime con nove cortometraggi realizzati da alcuni dei migliori studi di sviluppo d’animazione del mondo, debutterà il 22 settembre su Disney +.

Con Inside Star Wars: Visions, grazie a StarWars.com possiamo alzare il sipario sulla serie per approfondimenti su ciò che vedremo. In particolare qui ci concentriamo sugli eroi protagonisti.

Visions presenterà interpretazioni uniche della galassia di Star Wars da parte di alcuni dei più grandi talenti del mondo degli anime – e con queste storie visionarie porteranno con se nuovi eroi. Alcuni sono simili a quelli che conosciamo, ma solo un po’ diversi, altri sembrano provenire da una galassia ancora più lontana. Con le dichiarazioni del produttore esecutivo Josh Rimes e il produttore Kanako Shirasaki della Lucasfilm, possiamo saperne di più su questa attesissima serie.

La prima è legata al corto intitolato “The Ninth Jedi“.

Questo corto della Production IG immagina una galassia in cui l’Ordine Jedi è scomparso da tempo, ma un misterioso maestro di nome Juro spera di riportarlo in vita. E al centro di questa possibile rinascita Jedi c’è Kara, che non è mai stata addestrata nelle vie della Forza, ma mantiene ancora un legame con i guardiani della pace e della giustizia.

“Il padre di Kara è un leggendario fabbro di spade laser, il che è assolutamente unico in questa storia”, dice Rimes a StarWars.com. “Anche le spade laser che crea sono diverse da qualsiasi cosa abbiamo visto prima in Star Wars. Lo sceneggiatore/regista Kenji Kamiyama si è davvero appoggiato a questa nuova e diversa visione di cosa può essere una spada laser e di come può riflettere la natura di coloro che potrebbero impugnarla. Ovviamente, Kara è in soggezione nei confronti di suo padre e del suo lavoro molto importante, e sente che un giorno avrà quello che serve per brandire una spada laser e imparare le vie dei Jedi.”

Per Rimes, Kara segue una tradizione che è la chiave di Star Wars, ma con un tocco di Visions: “Tematicamente, Kara ha speranze e sogni familiari ad eroi come Luke o Rey. Desidera di più, desidera diventare un eroe, andarsene dal suo pianeta a raccogliere cristalli kyber dagli asteroidi“.

“La novità, però, è che Kara ha una relazione stabile e amorevole con suo padre. Lui è tutto per lei e lei è tutto per lui. Ha un lavoro importante e quando arrivano i problemi, lei deve accettare la missione di suo padre e diventare l’eroe che dovrebbe essere, ma nonostante le sue abilità naturali, si rende conto che questa avventura è solo l’inizio e avrà bisogno di tutto l’addestramento che può ottenere mentre entra a far parte di un gruppo con una missione più grande di lei. È dotata dell’uso della spada, ma non è consapevole del suo potere nascosto.”

Quando si tratta di design, uno dei look di Kara prende ispirazione diretta da Leia, ma non dai famosi chignon. Il regista Kamiyama si è ispirato agli anime che l’hanno entusiasmato, ma l’inseguimento con lo speeder ne Il Ritorno dello Jedi ha avuto un’enorme influenza sul team creativo per un grande set d’azione. Ne “Il nono Jedi”, la posta in gioco sarà alta sia per la galassia che per Kara. Rimes e Shirasaki promettono che sarà un’avventura a lungo ricordata.

La seconda è legata al corto intitolato “The Twins”.

“The Twins” dello Studio Trigger segue le vicende dei fratelli Karre e Am del lato oscuro, una versione quasi capovolta del noto fratello e sorella della saga di Skywalker. Tuttavia, questo non è il viaggio di un eroe. Quando la storia inizia, i gemelli detengono già un grande potere. Eppure, il futuro è sempre in movimento, soprattutto per Karre. Come detto dal produttore Kanako Shirasaki della Lucasfilm:

“Insieme a sua sorella Am, Karre è stato creato dalle forze del lato oscuro che pianificano che i potenti gemelli governino la galassia”, afferma Shirasaki. “Tuttavia, Karre fa la sua scelta per liberarsi da una vita che era stata progettata dalle persone intorno a lui.”

John Rimes, protture esecutivo dello show, ha poi aggiunto che: Imaishi ha davvero scavato nel suo stile e nei temi della puntata, ispirandosi a Luke e Leia per creare i gemelli del lato oscuro Karre e Am.

“Mentre questa coppia di gemelli ha un destino apparentemente già scritto, con entrambi seduti sui loro troni su un gigantesco Twin Star Destroyer, Karre ha una crisi di coscienza nata dall’amore per sua sorella che guida la sua scelta.”

In effetti, il conflitto per Karre costituisce il cuore di “The Twins”. E invertendo su classico motive di Star Wars ma con i protagonisti allineati verso il lato oscuro, si sono aperte possibilità di narrazione.

“Kare porta un punto di vista completamente nuovo a Star Wars, ma sembra anche così familiare”, afferma Rimes. “Sta combattendo per Am, l’unico membro della famiglia che abbia mai amato o conosciuto – e lei è contraria con ogni fibra del suo essere. La spinta di Karre a proteggere e trattenere coloro che ama può essere fatta risalire ad Anakin, ed al suo amore per sua madre o per Padmé, e a Luke, quando si tratta del suo amore per i suoi amici e del perdono per suo padre. Sta facendo una scelta che segnerà per sempre il suo destino. La cosa davvero unica è che lo sta facendo da una posizione d’onnipotenza che si contrappone a un’esplosione selvaggia, esagerata, di suoni, furia e colori. Ma fa tutto perché vuole che sua sorella viva.”

In termini di design, Karre continua la tradizione Sith di Star Wars, per dirla chiaramente, incredibilmente cool. Sfoggia un’armatura nera molto in stile Vader, completa di mantello fluente, cassa toracica e maschera. Ma al di sotto di tutto c’è una connessione più personale per lo studio e il regista. Il look è stato descritto come “Star Wars che incontra Promare”.

“Promare è stato il film di successo di Imaishi per Trigger. Mentre Karre indossa abiti e caschi influenzati da Darth Vader, il suo aspetto ha una vaga somiglianza con il personaggio amato dai fan, Lio di Promare. Lo troviamo delizioso come omaggio a Star Wars e Promare, ma questa fusione dello speciale stile anime di Imaishi alla galassia di Star Wars è esattamente quello che stavamo cercando quando si trattava di realizzare Star Wars: Visions.”

La terza è legata al corto intitolato “The Elder”.

“The Elder”, sempre dello Studio Trigger, esplora la classica relazione maestro-padawan. E lo studente Jedi del cortometraggio, conosciuto semplicemente come Dan, ha molto da imparare. Dan è un Padawan Jedi un po’ impaziente e sarcastico, vuole solo vedere un po’ di azione da Jedi. Il suo maestro Tajin è saggio e prudente, ma fiducioso. Dan impara a proprie spese cosa significa cercare un combattimento o sottovalutare un avversario.

Dan, tuttavia, ha ancora il cuore di un Jedi: “Nonostante la sua impazienza e gli sprazzi di sarcasmo, Dan porta un’energia dolce e giovanile nella galassia. È difficile non innamorarsi di lui o non vedersi nei suoi panni”, dice Rimes. “Questo cortometraggio analizza davvero una particolare relazione maestro-studente in un modo davvero profondo e incisivo”.

Come stabilito nei prequel di Star Wars, c’è un’uniformità per i Padawan. Tuttavia, Dan si ritaglia un po’ di individualità.

“Dan ha una tipica pettinatura da Padawan con una treccia, ma mi piace che abbia aggiunto il suo tocco personale con linee rasate”, dice Shirasaki. “La sua curiosità e la mancanza di esperienze lo mettono in gravi difficoltà, ma il suo maestro gli insegna le lezioni necessarie per superare le sue sfide.”

Ed è l’interazione tra Dan e il suo maestro che costituisce il centro di “The Elder”, e funge anche da dichiarazione personale del regista del cortometraggio.

“I temi della giovinezza contro l’esperienza e tutto ciò che ne deriva, pendono da ogni fotogramma di questa storia. Ha senso dal momento che questo potrebbe essere l’ultimo film del regista Otsuka per Trigger”, afferma Rimes. “In molti modi, questa è una lettera d’amore da parte sua, il maestro più anziano, alla nuova generazione di artisti che stanno iniziando.”

La quarta è legata al corto intitolato “The Village Bride”.

“The Village Bride” di Kinema Citrus vede un Jedi caduto, noto solo come F, che osserva i rituali nuziali di un piccolo villaggio. Si sa poco di F, ma ciò che non rivela la dice lunga. Dal suo mantello, alla sua maschera, al suo nome di una sola lettera, F è misterioso, nascosto, cauto a causa di una grande tragedia nel suo passato. Nonostante le sue gesta eroiche da Jedi in un tempo precedente, osserva un mondo e un villaggio sconosciuti e deve decidere: farà un passo indietro nella sua vecchia vita Jedi e si rivelerà?

Una strada esplorata in “The Village Bride” è l’idea della Forza e come culture diverse potrebbero interpretare il campo energetico mistico. Per F, rappresenta un’occasione per imparare.

“Questo cortometraggio introduce la Forza in un modo unico”, afferma Shirasaki. “Le persone del pianeta Keelia non conoscono il concetto di Forza, ma interpretano a modo loro. Lo chiamano ‘Magina’ e lo usano per connettersi con la natura che li circonda.”

In quanto tale, “The Village Bride” è un racconto più trascendentale, ma non senza azione. La sensazione del corto si riflette nella natura della stessa F.

“F porta un senso di calma a questo episodio. The Village Bride riguarda tanto il mondo naturale, i costumi, le tradizioni e un nuovo e inaspettato modo in cui le persone possono adorare e esercitare la Forza. È una storia meditativa, quasi una poesia sinfonica, mentre F riflette su ciò che sta accadendo davanti a lui, ma anche sul suo tragico passato”, afferma Rimes. “Mentre il pericolo aumenta e F è di nuovo coinvolto nel conflitto, la sua scelta finale è un momento di catarsi e liberazione.”

La quinta è legata al corto intitolato “The Duel”.

Prendendo ispirazione dalla tradizione dei samurai e dai film che hanno ispirato lo stesso Star Wars, insieme a un mashup di nuove forme e altri generi, The Duel segue un Jedi noto semplicemente come Ronin. Lui è un vagabondo, un antieroe, un misterioso guerriero direttamente influenzato da Toshiro Mifune e film di Kurosawa come Yojimbo. Esiste in un regno in cui i vecchi film, manga, western, Star Wars e quelli di Kurosawa si scontrano in un mondo di ceppo feudale, pieno di resti di stormtrooper e squadre di guardie del corpo aliene – e il suo aiutante è un droide assassino con un cappello di paglia. Tutto in questo personaggio sembra così perfetto per Star Wars: Visions e il tipo di storie e influenze che gli autori volevano esplorare.

“Nessuno sa chi sia o da dove venga”, dice Shirasaki. “Non parla di sé. L’unico che conosce la sua vera identità è il suo droide e nemmeno lui parla. Come spettatori, ci viene data solo la stessa quantità limitata di informazioni sul protagonista che viene data agli altri personaggi di questo cortometraggio.”

I disegni di Ronin e del suo droide sono stati tra i primi creati per Visions. Riportando Star Wars alle sue radici Samurai, ma con colori audaci e senso dell’umorismo, sono arrivati ​​a rappresentare tutto ciò che Visions potrebbe essere.

“Molto presto abbiamo visto il design di Takashi Okazaki per Ronin e il suo droide e siamo rimasti completamente sbalorditi: in bianco e nero, con un tocco di rosso per la sua spada laser. Sapevamo di avere per le mani Visions”, dice Rimes. “Okazaki-san è semplicemente un artista straordinario che cattura così tanta profondità, dettagli, e crea questi personaggi con tanto amore e cura.”

Sebbene Ronin abbia vagato, presto sarà il momento di affrontare il suo destino. Scopriremo ulteriori avventure del nostro eroe nell’episodio Visions, ma questa storia parla di un uomo con un forte senso della giustizia. Il modo in cui è animato dona spessore in tutti i tipi di doppiaggio, mostra che porta davvero con sé il peso del suo passato nel suo viaggio verso la scoperta di sé – e dispensa una giustizia strabiliante con la sua spada laser, se deve.

Fonte

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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