Superman: un monito di forza ed amore per un mondo migliore

Il 18 aprile 2018 si celebrava una delle ricorrenze più importanti nel mondo del fumetto americano, il compleanno di Superman, il nostro ultimo figlio di Krypton, erede della nobile casata degli El, e quindi assieme ai ben 80 anni di questo personaggi vogliamo ripercorrere un attimo la genesi ed il consolidamento di quello che poi è diventato una vera icona del fumetto americano, arrivando a sfondare la quarta parete del proprio medium a tal punto che ormai è riconoscibile un’icona a tutto tondo.

Superman nacque il 18 aprile 1938, anche se sulla copertina del numero 1 di Action Comics viene riportata la data “giugno 1938”, quindi per quanto ci riguarda, anche se i veri storici del fumetto conoscono la data originale, consideriamo questo breve periodo il momento i cui ricordare il nostro grande ed amato Azzurrone. Prima di continuare vi mostriamo questo fantastico cortometraggio realizzato da Zack Snyder e Bruce Timm per l’ormai passato 75° anniversario.

Noto come “l’ultimo figlio di Krypton” o “L’Uomo D’Acciaio”, ed in Italia per un periodo come e “Nembo Kid” – anche se quegli albi a fumetti raccontavano più la genesi del personaggio nella ridente città ed immaginaria città del Kansas, Smallville – è il super-eroe sicuramente più famoso al mondo ma non tutti conoscono a pieno la sua storia.

Il personaggio fu creato già nel 1933, ma comparve solo cinque anni dopo su Action Comics, serie a fumetti pubblicata dalla statunitense National Periodical Publications, quella che in futuro si sarebbe chiamata DC Comics. Superman venne creato come l’incarnazione della perfezione, dalle sembianze umane, ed anche se in molti, con cognizione, gli affibbiano una grande somiglianza ad una sorta di versione supereroistica di Teddy Roosevelt, quindi icona repubblicana, in realtà la filosofia a cui si ispira è molto più particolare di quanto si possa pensare.

Nel 1931, a Cleveland in Ohio, due diciassettenni appassionati di fantascienza s’incontrarono, Jerry Siegel e Joe Shuster, e leggenda vuole che i due non esitarono un attimo a comprendere che dovevano collaborare, come se la fama che li avrebbe resi immortali li avesse preceduti sfondando il continuum tempo-spazio. Con Jerry ai testi e Joe ai disegni i primi schizzi vennero fuori, ma non riscontrarono il successo che in cui i due confidavano. L’idea iniziale era quella di generare delle brevi strisce a fumetti per i quotidiani, e proposero questa cosa a diversi giornali, ma il vero colpo di lungimiranza da parte di un editore non arrivò fino a quando i due non incontrarono Will Eisner. Il fumetto in se, la striscia spesso di genere umoristica, esisteva già e troneggiava nei paginoni dei quotidiani, ma la vera genesi di quello che è giusto chiamare albo a fumetti è avvenuta dopo il successo delle strisce dei due creativi. 10 centesimi, era tutto quello che dovevi pagare per vivere quelle avventure, ed il nostro Superman fece il suo esordio come un uomo in grado di sollevare un’auto, con un costume blu ed un mantello rosso, contornato da un gruppo di passanti impauriti.

Tutti conosciamo la genesi del personaggio, salvato dalla distruzione del suo pianeta natale da due amorevoli genitori, ma come in decenni di storia editoriale di Superman abbiamo compreso, c’è molto più di ciò che si vede dentro quella calzamaglia.

Jerry Siegel, come un giovane studente della Glenville High School rielaborò assieme all’amico Joe Shuster il concetto del mondo alieno con quello del Super-Uomo. Alcune dicerie parrebbero accreditare l’aspetto come un rimando al noto pugile Primo Carnera, lasciando intendere quindi una persona dai grandi poteri e grande carisma, che si erge sulla folla ma non vi si sottrae perché vuol sentirsi più uomo che super.

Nello spirito del super-eroe però non c’è solo la volontà di renderlo una sorta di divinità dai poteri illimitati ma che vuol essere uomo, un parallelismo religioso evidente. Già soltanto il nome Kal-El ha un significato in lingua ebraica, significa Voce o Vascello di Dio. La parola ebraica “El” è in effetti il singolare di “Elohim”, parola che viene comunemente tradotta in “Dio”. Ma non è l’unica critica che vediamo nel personaggio. Potremmo parlare anche della storia dietro al fatto che un uomo così potente, un uomo che porta parte dei colori della bandiera americana sul costume, sia effettivamente un immigrato illegale. Anche se sin dalla metà del 1800 gli Stati Uniti sono stati benevoli nell’accogliere immigrati, il fenomeno dei “clandestini” è sempre stato presente, fino ad arrivare agli anni ’60, quando l’immigrazione illegale dall’America centrale attirò l’attenzione.

“I sogni ci salvano. I sogni ci elevano e ci trasformano. E sulla mia anima, giuro, che finché il mio sogno di un mondo dove dignità, onore e giustizia diventino la realtà che noi condividiamo, non smetterò mai di combattere. Mai.”

Diceva Superman in Action Comics numero 775, e con questo frase possiamo secondo noi comprendere a pieno il significato profondo di ciò che vi abbiamo detto. Superman è si tutto quello che abbiamo illustrato, ma sopratutto dentro di lui si nasconde un giovane strappato dalla propria casa per forza di cose, che rimpiange anche ciò che in realtà non ha veramente conosciuto. Un po’ il simbolo di ciò che voleva essere l’America nella sua forma primordiale. Fra gli stanchi, i poveri, le masse infreddolite e desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili sulle coste affollate, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste anche Superman figura. Ed oltre questa identità poi vediamo evolversi un immigrato che prende ad amare il paese che gli ha dato asilo, che si prodiga per difendere i più deboli di un luogo che non è casa sua.

Spesso capita di pensare a l’Uomo d’Acciaio e vederlo perfetto, ridicolmente potente, a volte noioso e monotono. Una persona che sai che vincerà comunque perchè come potrebbe altrimenti? Lo si vede come un energumeno che risolve i problemi a pugni, ma dietro a questa facciata c’è molto di più.

David Carradine in Kill Bill Vol.2 diceva che Superman, a differenza degli altri super-eroi, portava una maschera nella vita di tutti i giorni. Gli occhiali, quella piccola ed insignificante cosa poggiata sul naso è la sua vera maschera. Ma perché nessuno si accorge della vera identità del nostro Clark Kent? Bene, la risposta giunge semplicemente. Dietro a quegli occhiali c’è la vera essenza di Superman. Gli occhiali rappresentano il bambino cresciuto in Kansas fra capi di grano e mucche, rappresentano il ragazzo che ha compreso la propria potenzialità e decide si usare le sue incredibili capacità per aiutare gli altri, rappresentano l’uomo che si nasconde, si per proteggere le persone che ama di più, ma sopratutto grazie al fatto che il genere umano non crede che un uomo così potete e così buono possa nascondersi nell’animo di una normalissima persona di tutti i giorni.

Non crediamo che fra le persone che ci circondano possa celarsi una persona così forte e gentile, decisa ma aperta al dialogo. Non crediamo che esista perchè noi semplicemente non ci prodigheremo così tanto, ed è così che Superman alla fine mostra la sua vera essenza, non solo come l’icona del super-eroe perfetto, ma anche come monito di un mondo migliore. La rappresentazione ultima di una sorta di Gesù moderno più reale, più collegato alla vita di tutti i giorni, semplicemente meno mistico ed irraggiungibile. Più umano. Quel cavaliere dall’armatura scintillante che scende giù dal cielo e non si limita a salvarci dal treno in corsa impazzito, ma che ci dona speranza. Il potente uomo che quando ci vede con un piede ad un passo dal baratro, non si limita a fermarci per considerare la nostra vita in un altro modo, ma ci abbraccia e ci conforta dicendoci quanto siamo più forti di come in realtà pensiamo.