Tales From The Loop: lo showrunner sul paragone che alcuni potrebbero fare con Stranger Things

A quanto pare, quando è stato rivelato che Amazon Prime Video avrebbe adattato in una serie i sensazionali dipinti di Simon Stålenhag, Tales From The Loop, la mente di molti si è spinta verso dei paragoni, sopratutto con Stranger Things.

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In quel momento di poca informazione, aveva senso collegare i punti dato che Tales From The Loop ha elementi fantascientifici, una sfumatura anni ’80 e c’è anche un popolare gioco di ruolo da tavolo basato sull’opera originale di Simon Stålenhag. Ma ora che è finalmente uscita di Prime Video, è chiaro che Tales From The Loop è qualcosa di totalmente originale e assolutamente unico.

Lo spettacolo è una gioia per gli occhi che si svolge in una città costruita attorno a una macchina chiamata The Loop, un dispositivo progettato per “sbloccare ed esplorare i misteri dell’universo”. Tales From The Loop vede nel cast Rebecca Hall, Paul Schneider, Jonathan Pryce, Daniel Zolghadri, Jane Alexander e Duncan Joiner in una serie di storie che, come lo showrunner Nathaniel Halpern ha detto: “sono storie singole che cuciono a un arazzo più grande di una città”. Non esiste niente di simile a Tales From The Loop.

In una recente intervista telefonica con Collider, lo shorunner ha parlato dei primi confronti di Stranger Things, quanto era coinvolto in ogni singolo episodio, in che modo l’approccio dello spettacolo agli elementi fantascientifici si distingue dagli altri spettacoli di fantascienza che abbiamo in questo momento, e molto di più.

A quanto pare non c’è stato niente che l’ha sorpreso particolarmente nel processo di showrunning della serie, in quanto è “stato abbastanza fortunato con Legion. Sono stato fortemente coinvolto negli aspetti della produzione quotidiana, quindi c’è stato dell’allenamento grazie a quella serie“, a quanto pare tutto ciò che ha sorpreso lo showrunner è stato in qualche modo lo stile unico che ha compreso nel processo di scrittura di tutti e otto gli episodi, che ha supervisionato in frame.

Paragonandolo a Legion, anche in Tale From The Loop ci sono alcuni elementi che si potrebbe definire surreali o “trippy”, ma è semplicemente la natura di come funziona la mente. Legion era fondamentalmente diverso e non ci sono rimandi stilistici o narrativi.

“Penso, onestamente, che il potenziale che vedo nel genere sia che mi piace davvero raccontare storie emozionanti e toccanti. E penso molte volte che l’aspetto del genere permette allo spettatore di entrare, dove all’inizio potrebbero esitare se sanno che si tratterà di qualcosa di particolarmente emotivo. Non voglio dire che inganna il pubblico, ma penso che permetta loro di provare certe emozioni che potrebbero non essere caratteristiche solo di un dramma etereo. Ti dà la libertà di esplorarlo. Quindi penso che all’inizio ne ho visto il potenziale, e sicuramente è sbocciato con Tales from the Loop.”

In ultimo lo showrunner è stato messo di fronte al fatto che il paragone con altre serie, prima di aver effettivamente fruito di Tales From The Loop, è inevitabile, sopratutto con prodotti molto celebri come Stranger Things o Black Mirror. Cosa direbbe lo shorunner ad una persona che si approccia alla serie Prime Video con in mente un paragone con Stranger Things? Lo considererebbe una valutazione equa o li esorterebbe gli spettatori a prendere in considerazione un altro stile o formato?

“Beh, qualunque cosa porti le persone allo spettacolo. Finché ne fruiscono io sono contento. Ma direi che è molto diverso da Stranger Things, dal punto di vista tonico, estetico e narrativo. Quindi penso che non sia il miglior confronto se ti approcci con quelle aspettative perché fanno qualcosa di molto diverso da me.

[riguardo Black Mirror] […] Sì, in realtà. [Ride] Sono un grande fan del genere, ma trovo che molta fantascienza di questi tempi sia cinica, o è lì per farci sentire ansiosi, impauriti o arrabbiati. E quello che volevo fare era usare il genere per fornire un po’ di conforto o un po’ di speranza, e magari essere commovente. Non solo nutrirsi di ansia. Penso che ce ne sia abbastanza in giro. Quindi è davvero una serie in cui il genere è lì per amplificare l’emozione e la natura toccante dei viaggi di questi personaggi, rispetto a una cospirazione o un mistero o quanto tutto sia terribile. Non mi interessava questo mondo.”

Il progetto è una co-produzione con Fox 21 Television Studios. A proposito della cosa, Albert Cheng, co-responsabile televisivo agli Amazon Studios ha detto: “I dipinti di Simon Stålenhag sono famosi per la loro visione di un paesaggio non troppo lontano ma futuristico. Non vediamo l’ora di portarlo in vita e condividerlo con il nostro pubblico Prime Video”.

Halpern rivestirà il ruolo di showrunner e sarà produttore esecutivo per la serie assieme a Matt Reeves, Adam Kassan e Rafi Crohn. Mark Romanek dirigerà il pilot.

Tales of the Loop di Simon Stålenhag è un progetto finanziato in crow-funding che ha riscosso un notevole successo di pubblico, per via di come coinvolge gli spettatori in un sorprendente viaggio di fantascienza attraverso i vari paesaggi della campagna e delle piccole città in Svezia, ai deserti del Nevada, fino al freddo pungente della Siberia, dove i bambini esplorano e interagiscono con robot, veicoli e macchinari abbandonati, grandi e piccoli, mentre dinosauri e altre creature vagano per le nostre strade e i nostri campi.

I dipinti e le storie di Stålenhag si svolgono in una versione alternativa della Svezia negli anni ’80 e ’90, principalmente nella campagna di Mälaröarna, una serie di isole poco ad ovest di Stoccolma.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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