The Batman: Matt Reeves spiega come ha utilizzato la tecnologia Stagecraft per il film

Come i fan entusiasti hanno visto in ogni nuovo trailer e immagine di The Batman, il regista Matt Reeves sta superando se stesso con il lato visivo del nuovo film DC Films. Scatti mozzafiato dello skyline di Gotham City sono seguiti da sequenze di una Batmobile che si lancia tra le fiamme in un caotico inseguimento in macchina, con tutto ciò che è in mezzo a fungere da orgasmo per gli occhi.

A quanto pare, Reeves ha avuto l’opportunità di utilizzare una tecnologia di produzione cinematografica per gli effetti con cui non aveva mai lavorato prima, includendo anche una quantità impressionante di elementi pratici.

Nel 2010, Reeves ha lavorato con il direttore della fotografia Greig Fraser in Let Me In. Il film dell’orrore è stata una grande esperienza per la coppia, ma sarebbe stata l’ultima volta che i programmi si sarebbero allineati per farli collaborare. Dopo Let Me In, Reeves ha diretto due film de Il pianeta delle scimmie, nel frattempo, al curriculum di Fraser si aggiungevano diversi titoli, che vanno da Zero Dark Thirty a Dune. Però, i titoli degni di nota che si avvicinano a The Batman a quanto pare sono Rogue One: A Star Wars Story e The Mandalorian. Queste due proprietà di Star Wars sono il palcoscenico in cui Fraser e altri registi hanno imparato ad usare una nuova tecnologia denominata The Volume (Stagecraft). Il Volume è uno schermo dal pavimento al soffitto che fornisce uno sfondo virtuale sul set, eliminando la necessità di immaginazione da parte degli attori, e permettendo di togliere i blue e green screen nei processi di realizzazione degli effetti speciali.

“Ero davvero entusiasta perché amo quella tecnologia, e attraverso Rogue One e The Mandalorian ho visto come si usa”, ha spiega Reeves. “Abbiamo iniziato quindi a dire che l’avevano usato per un tipo di paesaggio molto, molto diverso. L’idea è che tu può avere una specie di vista del deserto del pianeta x. E così abbiamo ha iniziato a parlare dell’idea. Abbiamo parlato con la ILM chiedendogli di collaborare con il nostro fantastico scenografo, James Chinlund, per progettare la nostra Gotham. E poi in certi ambienti usarlo per gestire in modo particolare la luce.”

Da lì, i pezzi sono andati al loro posto quando Reeves e la compagnia hanno imparato a trarre vantaggio da ciò che questa tecnologia offriva loro durante le varie fasi della produzione.

“C’è quasi sempre quel momento in cui stai facendo la scena davanti al blue screen e stai cercando di ottenere una certa luce, in modo che esca da quello spazio che non esiste e creare sinergia fra cio che esiste e ciò che non esiste”, afferma Reeves. “Greg e io abbiamo parlato di quanto odiassimo quella pratica, e di quanto sia difficile renderla al meglio. Quindi, con [The Batman] siamo riusciti a fare in modo che James fosse in grado di progettare con la ILM una Gotham molto ampia. Ho visto una versione di come avremmo potuto mettere in scena il Bat Segnale, quindi Chinlund ha avuto questa idea si non metterlo in cima al GCPD. A quel punto ho pensato: ‘Beh, e se lo mettessimo su un grattacielo abbandonato parte del programma di rinnovamento ma mai finito?’. Un luogo in cui gli attori si sarebbero potuti incontrare nello stile di un thriller politico. Dove possono vedersi e parlare di questa pazza cospirazione in questo grattacielo abbandonato e incompiuto, dando modo così alla città di parlare tutta attorno a loro. Lo stesso punto in cui poi Batman incontra Selena, lì al tramonto.
Se avessimo dovuto girare quella scena al tramonto non avremmo mai potuto farlo, perché fondamentalmente adesso siamo in grado di mantenere il sole dove vogliamo che sia nel cielo, anche lungo tre giorni di riprese. Quindi lavorare nel Volume è stato elettrizzante.”

Tuttavia, c’erano molti altri aspetti elettrizzanti dei set di The Batman. Mentre alcuni film hanno utilizzato la tecnologia Volume per le sequenze di inseguimenti in auto, Reeves ha girato nel scene in camera.

“Non l’abbiamo usato nell’inseguimento con la Batmobile perché non potevi davvero prendere una Batmobile e spostarla attraverso il Volume”, spiega Reeves. “Abbiamo usato alcuni dei pannelli in alcuni dei punti in cui dovevamo fare delle riprese di guida, ma abbiamo anche fatto molte altre cose in quella scena. Ad esempio, c’è una scena in cui vedi il camion che cade ed è nel trailer, esplode e Colin [Farrell] dice ‘Ti ho preso!’. L’intera scena è Colin nell’auto reale e siamo su quella che viene chiamata una 50 50. Usiamo la telecamera montata di lato alla macchina, facciamo vere esplosioni dietro di essa, e poi vediamo l’attore reagire ad esse.”

 

Fonte

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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