The King’s Man: il regista esplora le influenze e parla delle scene d’azione

The King’s Man: il regista esplora le influenze e parla delle scene d’azione

The King’s Man continuerà sulla scia di tipo di scene d’azione davvero uniche viste nei precedenti film del franchise, ed in particolare in questo film vedremo un combattimento all’arma bianca, stando a quanto detto dal regista Matthew Vaughn.

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Giovedì il regista ha parlato con Comicbook al New York Comic Con 2019, descrivendo come il film gli ha permesso di flettere un diverso tipo di muscolo.

Vaughn è il regista di The King’s Man, la storia ambientata nella prima guerra mondiale. Come abbiamo potuto vedere, il trailer è molto più radicato rispetto alle sue controparti futuristiche e molto più cupo. Dopo il panel, è stato chiesto a Vaughn se lui e la sua troupe avessero trattato l’azione diversamente da quella degli altri film, ed ecco cosa ha risposto:

“Dovevamo! Abbiamo cercato di reinventare il combattimento con la spada, diciamo così. Abbiamo realizzato degli ottimi combattimenti con la spada e le armi erano… Voglio dire, sono ancora pistole… lo sono ancora….”

Vaughn ha continuato poi parlando della costruzione di una nuova sequenza d’azione da zero. Il regista ha ammesso che il suo film è diverso dai primi due film Kingsman, ma ha pensato che abbia ancora quel qualcosa che i fan riconosceranno.

“Penso che l’azione debba solo raccontare una storia e non essere noiosa”, ha detto. “Quindi è cos’ che si formano le scene d’azione di The King’s Man. L’intero film è un cugino molto distante, ma amorevole, dell’originale Kingsman. Quindi c’è azione, ma in maniera leggermente diversa.”

Vaughn ha portato The King’s Man al NYCC giovedì insieme alle stelle Djimon Hounsou, Ralph Fiennes e Harris Dickinson. Hanno mostrato il nuovo trailer del film prima di discutere delle sue influenze guida ad una tavola rotonda. Al di fuori del franchise di Kingsman, Vaughn ha affermato che il film si basa sui film d’azione che ha amato mentre cresceva, compresi alcuni progetti del periodo della Prima Guerra Mondiale.

“Stavo guardando molti film degli Oscar e pensando, non ho mai voluto vedere nessuno di questi film”, ha detto. “Volevo fare una lettera d’amore ai film con cui sono cresciuto, e in particolare The Man Who Would Be King.

In realtà abbiamo usato anche le stesse lenti con cui è stato girato Lawrence d’Arabia. Il che è stato sia positivo che negativo, continuavano a sfocare e sfaldarsi, ma non dovevamo colorarlo”, ha condiviso ridendo. “Abbiamo girato il più possibile a porte chiuse. Adoro la CG, ma penso che al momento ce ne sia un po’ troppa.”

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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