The Mandalorian: George Lucas potrebbe tornare a Star Wars come uno dei registi della seconda stagione?

The Mandalorian: George Lucas potrebbe tornare a Star Wars come uno dei registi della seconda stagione?

Una foto dal set di The Mandalorian sta generando speculazioni attorno al demiurgo originale di Star Wars, George Lucas, e come secondo alcuni potrebbe fare ritorno dietro la macchina da presa nella seconda stagione della serie Disney +.

La foto, pubblicata dal creatore della serie Jon Favreau su Instagam, mostra Lucas che culla Baby Yoda, cosa che ha scatenato una vera esplosione di “mi piace” e commenti – alcuni hanno ipotizzato Lucas potrebbe essere sul set per dirigere il suo primo progetto accreditato da quando nel 2005 ha diretto Star Wars: Episodio III – La Vendetta dei Sith.

Lucas era presente sul set durante la prima stagione di The Mandalorian, la prima serie di Star Wars in live-action e il successore spirituale di Star Wars: Underworld, la serie mai realizzata in live-action di Lucas messa da parte per un decennio.

In un sitdown del 2015 con Charlie Rose, tre anni dopo che la Disney aveva acquisito la Lucasfilm per 4,05 miliardi, Lucas ha detto che “ha rinunciato alla regia per diventare papà“, indicando il divario di 22 anni tra lo Star Wars originale del 1977 e Episodio I del 1999, il primo della sua trilogia prequel di Star Wars. Durante quell’incontro il visionario cineasta ha ammesso che non stava facendo quello che gli piaceva davvero fare, che è in realtà fare film. Lucas intendeva sviluppare progetti personali in seguito alla straordinaria ricezione di Star Wars, dicendo a Rose: “Uno dei motivi per cui mi sono ritirato è per poter realizzare film che non sono popolari“.

Allontanandosi dal commercialismo e tornando alla libertà che aveva usato al suo debutto alla regia con L’Uomo che Fuggì dal Futuro, Lucas disse che avrebbe “fatto film che so essere sperimentali, che non ho modo di sapere se funzioneranno o meno”. Questo approccio sperimentale però non sarebbe mai stato reso disponibile al pubblico.

“Sto facendo quello che volevo fare quando ho iniziato”, ha detto Lucas. “Ma imparerò altre cose e le cose che imparo forse le passerò ad altri miei amici e ad altri registi. Per fargli dire che sapevano di poterlo fare. Perché è quello che fanno i registi, imparano da ciò che fanno tutti i loro colleghi coetanei. In un certo senso vedi come manipolano il film, l’immagine visiva, l’immagine in movimento e fanno cose che non sono mai state fatte prima. Ecco cosa voglio fare. Nel mondo del cinema non puoi correre rischi, non puoi fare qualcosa che non funziona.”

Lucas ha dichiarato di aver perso interesse per la galassia lontana, lontana, dicendo a Rose: “I miei interessi si sono spostati su cose più mature. Ho fatto qualcosa per bambini con Star Wars. Per me sono sei film, e finisce dove finisce“.

I suoi progetti futuri sarebbero dovuti essere “molto più esigenti verso il pubblico“, ha detto Lucas, prevedendo che la maggior parte del pubblico non avrebbe voluto aver nulla a che fare con quei progetti, o anche semplicemente vedere il film, ma Lucas li avrebbe realizzati comunque in base al fatto che fossero film che lui voleva vedere. Quindi, riguardo a questo, alla domanda se avesse finito con le grandi avventure in stile Star Wars, Lucas rispose: “Sì. Questi sono piccoli film sperimentali. Tornerò dove ero con American Grafitti, o THX, dove ho cambiato completamente il modo di raccontare una storia usando il cinema“.

Nonostante l’allontanamento da Star Wars, Lucas ha avuto una piccola influenza sullo spin-off Solo: A Star Wars Story ed è stato presente sul set della prima stagione di The Mandalorian, dove ha visitato Favreau e il regista-produttore-sceneggiatore Dave Filoni.

Lucas ha anche offerto consulenza a Favreau quando il regista ha sviluppato la serie che ha convinto Bob Iger, CEO di The Walt Disney Company, che Favreau è paragonabile a Lucas, sia nel senso della sua abilità narrativa che della sua capacità di far avanzare la tecnologia.

“Abbiamo una grande fiducia in Jon. Sia come narratore, che come erede di George, nel modo in cui sa usare la tecnologia per il bene delle sue storie e il bene del pubblico, che alla fine ascolterà o vedrà quelle storie”, ha detto Iger al The Star Wars Show. “L’avevamo visto ne Il Libro della Giungla, che ha rifatto per noi, e che ho pensato fosse brillante in molti modi diversi. Lo abbiamo sicuramente visto ne Il Re Leone, che è stato un grande passo avanti in molti modi. E così quando Jon ha lanciato l’idea di una serie di Star Wars, abbiamo capito immediatamente non solo che avevamo un grande narratore, ma avevamo un narratore che avrebbe continuato a scrivere nuove regole o a calcare nuovi sentieri in termini di come avrebbe usato la tecnologia per raccontare grandi storie che sarebbero sembrate nuovi e fresche, ma anche importanti e grandi, che avrebbero portato le persone in posti nuovi e creato nuove esperienze. Tutto sommato è stata una decisione molto facile per noi da prendere.”

Favreau ha effettivamente impiegato una tecnologia rivoluzionaria per realizzare The Mandalorian, un progresso naturale di molte delle meraviglie tecnologiche che sia Lucas che la sua compagnia hanno realizzato con la trilogia originale di Star Wars e i tre prequel. Resta da vedere se queste rivoluzionarie tecniche di produzione cinematografica, o il coinvolgimento di Favreau, siano sufficienti per riportare Lucas alla galassia da lui creata, anche se solo per un episodio di 40 minuti. Se c’è un sentiero che porterà Lucas a tornare dietro la cinepresa speriamo che lo imbocchi.

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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