The Witcher 3: Wild Hunt ecco la nostra recensione definitiva

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La prima mondiale di The Witcher 3: Wild Hunt risale al 19 Maggio 2015, data in cui CD Project RED ha ridefinito i canoni del gioco di ruolo occidentale Open World, stabilendo una vera e propria pietra miliare di questo genere, croce e delizia di ogni videogiocatore.

Il gioco segue in modo non lineare le vicende precedentemente narrate in The Witcher 2: Assassins of Kings, la progressione ci porta infatti nelle terre del Valen, una sorta di grande territorio morto composto da paludi, foreste, pianure e colli spettrali.
La guerra imperversa nella regione, L’impero di Nilfgaard con a capo l’Imperatore Emyr, avvalendosi di spie e sabotatori come Letho del precedente capitolo, è riuscito a conquistare la maggior parte dei territori del Nord, eliminando molti re e oppositori.

In questo scenario drammatico il nostro Geralt, recuperata la memoria perduta, si spinge in queste devastate terre per ritrovare Ciri, la figlioccia sperduta, braccata anche dalla caccia selvaggia, un misterioso gruppo di “Spettri” che hanno la possibilità di varcare le soglie dello spazio a piacere e attaccare con ferocia i propri nemici.
Grazie a personaggi noti e ignoti, vecchie conoscenze e soprattutto tanta abilità Geralt dovrà affrontare orde di nemici sempre più forti e determinati che lo metteranno alla prova.
La storia non lineare e la caratterizzazione maniacale dei personaggi incorniciano un gioco che sfiora la perfezione:


Sulla strada per il Velen

La storia la fa da padrona nelle lande del Velen, il consiglio è sempre uno: utilizzate il meno possibile gli spostamenti rapidi e godetevi a pieno tutto il background narrativo per le strade del regno.
Le missioni secondarie abbondano, dai salvataggi di contadinotti dispersi a contratti per eliminare bestie feroci e possenti, fino a vere e proprie micro storie dalla splendida narrazione, tutte le missioni o quasi portano ad un compenso monetario che potrete trattare in loco con chi vi offre questa o quella particolare quest.
I nemici, umani e non, saranno una componente costante del nostro viaggio, il bestiario infatti risulterà essere ricco e variegato, molto ben caratterizzato, ciò aiuterà non poco l’immersione e fomenterà la voglia di scoprire e approcciarsi in modo sempre nuovo ad un mondo bello e maledetto.

Combattere non è mai stato così…poco dinamico

Se da una parte la storia, la caratterizzazione dei personaggi, il level design e il motore grafico sono una vera perla per gli occhi e per il cuore, a far svegliare da questo magico sogno il videogiocatore ci pensa il Combat System, unica grande pecca di questo titolo affascinante.
Purtroppo tale Sistema è cagionato da meccaniche molto scontate: il combattimento all’arma bianca infatti risulta di soli due tipi, uno leggero, con attacchi veloci e dai danni moderati e uno pesante, con fendenti molto lenti ma d’impatto, questo tuttavia si traduce con una pressione alquanto ripetitiva dei tasti, alternata soltanto a qualche parata che spesso per il grande numero di nemici, non va nemmeno a segno.
Unico lato positivo rimane la presenza degli incantesimi sotto forma di segni runici e la personalizzazione delle armi tramite un complesso sistema runico introdotto con l’apprezzatissimo DLC Heart of the Stone che va a migliorare sensibilmente il precedente introdotto con l’apprezzatissimo DLC Heart of the Stone.

Skellige: una gioia per gli occhi e per il gameplay

Se il Velen non bastasse al videogiocatore che cerca emozioni,  culture e paesaggi totalmente diversi, in The Witcher 3: Wild Hunt è presente anche una seconda zona, le isole Skellige, una sorta di rappresentazione rielaborata della scandinavia che ricorda un po’ dal punto di vista geografico l’arcipelago delle Fær Øer danesi.
In questa terra distante dal continente, tutto muta, dal clima alle tradizioni, fino ad arrivare ai…Giganti di ghiaccio, è qui che si sperimenta la vera professionalità e l’enorme talento artistico che contraddistingue ormai CD Project RED, un connubio di colori vivi e dai toni ben azzeccati, mutati rispetto ai territori del Valen.
Qui la storia si amplierà e sapientemente andrà a toccare ogni aspetto di queste meravigliose scogliere e degli abitanti al di sopra di esse.

Semplici DLC oppure veri e propri giochi Stand-Alone?

Con The Witcher 3: Wild Hunt, i ragazzi polacchi hanno voluto osare e lo hanno fatto in modo che ciò potesse risultare un vero punto di svolta per i canoni odierni del videogioco di ruolo.
Stiamo parlando dei due DLC ufficiali del titolo: Blood and Wine ed Heart of The Stone, queste due espansioni mirano non solo ad ampliare il mondo di gioco ma a raddoppiarlo.
Nel primo caso addirittura, verrà inserita dentro la mappa di gioco una destinazione totalmente nuova: il Ducato di Touissant, una spettacolare trasposizione che si ispira fortemente alla Francia del sud, con colori accesi e paesaggi tipicamente Mediterranei, ciò come ormai sappiamo, modifica totalmente la palette, andando a creare un terzo bioma davvero caratteristico.
Ciò che impressiona in questo DLC è sicuramente la Quest Principale, essa difatti propone una cadenza narrativa che nulla ha a che invidiare con quella del gioco base, catapultando il giocatore in una storia di vampiri, tradimenti e omicidi efferati.
Come se non bastasse i finali sono tre, a seconda delle decisioni prese durante il corso della storia e il mondo di gioco muta sensibilmente con lo scorrere del tempo.
Geralt diverrà anche un ottimo produttore di vini pregiati…

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Conclusioni

Se siete giocatori che amano immergersi nel profondo nella trama o cercano un’avventura dalla grafica che ha del sorprendente, oppure semplicemente appassionati della saga del famoso Geralt di Rivia, allora Wild Hunt fa assolutamente al caso vostro.
Il sistema di combattimento è una grave pecca che invalida un game play che altrimenti sfiorerebbe la perfezione, altre piccole pecche costellano questo titolo: alcuni bug minori, quasi tutti risolti e la personalizzazione del Witcher non sempre molto varia.
Questo titolo tuttavia rimane assolutamente una capo saldo del GDR occidentale, qualcosa che difficilmente può essere anche solo comparato in termini di vastità e narrazione a qualunque altro gioco simile sul mercato.

Per saperne di più: The Wircher 3: Wild Hunt