The Witcher: Andrzej Sapkowski ritiene la serie peggiore dei suoi libri ma per una buona ragione

Sei soddisfatto della sceneggiatura?“, ha chiesto l’intervistatore all’autore di The Witcher, Andrzej Sapkowski, alcuni mesi prima che Netflix presentasse la sua prima stagione della serie. L’autore, noto per il suo controverso umorismo, non ha risposto come ci si potrebbe aspettare.

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“Perché no? Sì…. non è buono come i miei libri. Ecco come funzionano gli adattamenti. Adattamenti di ogni genere, ogni mezzo può essere descritto sotto forma di una curva che si chiama curva gaussiana. Suona molto meglio in italiano, quando tengo lezioni in Italia. È: ‘ La Curva di Gauss! Lo dico sempre con piacere, enorme piacere.

Quindi questa La Curva de Gauss”, ha detto Sapkowski. “Assomiglia, come tutti sapete o non sapete [tossisce], a un enorme tetta. [Sapkowski mima coi gesti il disegno in aria di una tetta gaussiana] E puoi dire che in fondo a questa tetta, questa curva gaussiana, ci sono gli adattamenti terribili. Sono così brutti e lontani dall’originale che ti senti depresso. Poi vai su e su e in cima alla curva gaussiana ci sono gli adattamenti che percepiamo come peggiori dell’originale. Niente di più, solo peggio. E poi andiamo giù per la curva e vediamo adattamenti che sono sempre meno maligni e, infine, in fondo, vediamo adattamenti che sono migliori dell’originale. Una grande rarità. Sarebbe più semplice trovare una tartaruga di palude a Ner rispetto a quel tipo di adattamento, ma esistono. Personalmente ne conosco almeno tre.”

Con l’esempio che rimanda a un villaggio nei pressi di Gmina Wartkowice, in Polonia, Sapkowski poi continua rispondendo alla domanda dell’intervistatore su se questi esistano o meno, dicendo:

“Esistono. Forse non in Polonia o a Ner, ma esistono buoni adattamenti. Tuttavia, gli adattamenti, in generale, sono sempre peggiori. Sempre. Non possono essere migliori, perché sennò dovremmo tornare sui banchi di scuola!”

Considerando il modo di fare di Sapkowski e quanto sia geloso della sua opera, possiamo prendere quanto è stato da lui detto come il migliore dei complimenti fatti alla serie, in quanto l’ha inserita fra i normali adattamenti, che anche se per natura sono peggiori del materiale originale fa si che il prodotto comunque sia di buonissima qualità e rispettosa.

Questo non è il primo adattamento della saga di Sapkowski. Prima che Netflix assumesse Henry Cavill per il ruolo, e anche prima che CD Projekt RED pubblicasse la loro acclamata trilogia di videogiochi, The Witcher fu trasformato in uno spettacolo televisivo polacco (e un film) intitolato nei mercati fuori la Polonia “The Hexer”. Pochissimi fan della saga hanno apprezzato lo show televisivo polacco e Sapkowski riconosce che l’industria cinematografica ha fatto molta strada. Le cose sono state gestite in modo molto diverso nella versione di Netflix.

“Posso solo dire che ero sul set. Ho visto come è stato fatto. Oh, Gesù, è una cosa totalmente diversa. Ora, non è solo quel regista con quel megafono che strilla ordini con una sedia pieghevole. Ci sono state diverse sedie. Anche io avevo la mia, con Andrzej Sapkowski scritto sul retro. Ma era pieno di computer, dappertutto. Le scene si svolgono ovunque. Voglio dire, non in un’altra città, ma in un’altra, diciamo, stanza sul set. Il resto del set era pieno di computer.”

Sapkowski ha condiviso altri due momenti salienti della sua visita sul set.

“Ho conosciuto Henry Cavill, l’attore che interpreta lo strigo. Aveva un bel costume e tutta questa caratterizzazione. Sì. È stato girato tutto in Ungheria – probabilmente c’erano cinque grandi hangar. Ma molto grandi. Enormi! Si svolge tutto lì, e ho sentito che questo piccolo villaggio non è nemmeno il più grande del suo genere in Ungheria. Hanno crediti d’imposta colossali. Persone che fanno tutte queste cose. Quindi hanno aperto molti studi cinematografici.

Mi sono intrufolato lì”, ha detto Sapkowski. “E ora non devo nascondere nulla. Mi sono nascosto perché, nell’hangar più vicino, Jodorowski stava facendo Dune! Così mi sono intrufolato lì, ma, a parte un grande deserto, non c’era niente lì. Solo un grande, enorme deserto. Ma cos’altro dovremmo aspettarci? E’ Dune!”

Qui sotto potete anche ascoltare un confronto fra lo scrittore e la showrunner della serie:

Basato sulla serie fantasy di romanzi e racconti di Andrzej Sapkowski, The Witcher di Netflix seguirà il mostro assassino di mostri chiamato Geralt di Rivia. La showrunner Lauren S. Hissrich sarà anche produttrice esecutiva della serie mentre Alik Sakharov, Alex Garcia Lopez e Charlotte Brändström faranno parte del gruppo di regia per la prima stagione di otto episodi.

Ecco la sinossi ufficiale di The Witcher: “Basato sulla serie fantasy best-seller, The Witcher è un’epica fiaba sul destino e sulla famiglia. Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il suo posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Ma quando il destino lo spinge verso una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto, i tre devono imparare a camminare assieme per un continente sempre più instabile“.

Nel cast Henry Cavill come Geralt di Rivia, Freya Allan come Ciri, Anya Chalotra come Yennefer, Jodhi May come Queen Calanthe, Bjorn Hlynur Haraldsson come Eist, Adam Levy come Topia, MyAnna Buring come Aretuza e Millie Brady come Princess Renfri, con Mimi Ndiweni e Therica Wilson nei panni di novizi stregoni.

The Witcher è disponibile su Netflix  dal 20 dicembre 2019.

Fonte

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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