The Witcher: la showrunner parla della sequenza d’azione fra Geralt e Renfri

The Witcher di Netflix potrà non essere sempre ricolmo di scene di combattimento cruente, ma quando lo è, viene fuori davvero di qualità.

Caso in questione: il primissimo episodio, che include l’iconica sequenza in cui Geralt ottiene l’appellativo di “Macellaio di Blaviken”. Anche così, vederlo in azione è un’altra cosa. Ma come hanno fatto le persone dietro lo show a mettere insieme la sequenza? La showrunner Lauren S. Hissrich spiega come hanno girato la sequenza e quale è stata la più grande sfida.

Il primo episodio dello show fondamentalmente mette due “mali” l’uno contro l’altro, chiedendo a Geralt di Rivia di scegliere tra i due. Nonostante inizialmente affermasse che non avrebbe scelto tra il mago Stregobor e il la maledetta dal Sole Nero Renfri, Geralt finisce per combattere contro Renfri uccidendo lei e tutti i suoi uomini. È una scena selvaggia e presenta alcune coreografie impressionanti.

“Quando lo abbiamo scritto e girato, l’abbiamo suddiviso in due diverse sequenze”, afferma Hissrich. “Il primo l’abbiamo chiamato il combattimento dei briganti, il secondo l’abbiamo chiamato il combattimento con Renfri. E quello che volevamo fare era mostrare due diversi lati di Geralt. Quindi Geralt nella battaglia dei briganti, ha circa 30 secondi sullo schermo, dove e uccide brutalmente diverse persone in rapida successione senza pensarci due volte. In quella sequenza potevamo mettere in mostra le abilità di Geralt, e come sia stato addestrato per essere una macchina di morte.

Poi lo capovolgiamo, e quando stavo parlando con Wade Eastwood e Wolfgang Stegemann, che hanno coreografato quella lotta, ovviamente ho detto loro che nella seconda metà Geralt non voleva uccidere Renfri. Quindi lo abbiamo messo in una posizione difensiva nella lotta. Non penso che ciò sia stato fatto spesso. Quello che volevo mostrare è che Geralt può essere una macchina di morte, che ma non deve per forza esserlo, e molte volte, durante la lotta, in realtà c’è qualche dialogo che appunto interrompe la sequenza di battaglia, così che questa venga rallentata come avevamo bisogno che succedesse.

Tutto è comparso alla fine su schermo. Ma l’idea è che lui stesse dicendo: ‘Non dobbiamo farlo. Non abbiamo bisogno di farlo. Parliamone’. Ed Renfri invece: ‘no, lo faremo. Solo uno di noi non ne uscirà vivo’.”

Per avere un’idea di ciò che la showrunner ha detto, vi mostriamo qui sotto le due scene. La prima mostra appunto le abilità da macchina di morte di Geralt, mentre la seconda mostra il lato difensivo nel quale il Witcher si è posto perché non voleva davvero uccidere Renfri.

Basato sulla serie fantasy di romanzi e racconti di Andrzej Sapkowski, The Witcher di Netflix seguirà il mostro assassino di mostri chiamato Geralt di Rivia. La showrunner Lauren S. Hissrich sarà anche produttrice esecutiva della serie mentre Alik Sakharov, Alex Garcia Lopez e Charlotte Brändström faranno parte del gruppo di regia per la prima stagione di otto episodi.

Ecco la sinossi ufficiale di The Witcher: “Basato sulla serie fantasy best-seller, The Witcher è un’epica fiaba sul destino e sulla famiglia. Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il suo posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Ma quando il destino lo spinge verso una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto, i tre devono imparare a camminare assieme per un continente sempre più instabile“.

Nel cast Henry Cavill come Geralt di Rivia, Freya Allan come Ciri, Anya Chalotra come Yennefer, Jodhi May come Queen Calanthe, Bjorn Hlynur Haraldsson come Eist, Adam Levy come Topia, MyAnna Buring come Aretuza e Millie Brady come Princess Renfri, con Mimi Ndiweni e Therica Wilson nei panni di novizi stregoni.

The Witcher è disponibile su Netflix  dal 20 dicembre 2019.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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