Up&Down – Sinister

In questo periodo sto recuperando molti film horror dato che non ero un grande appassionato del genere semplicemente perché mi cagavo sotto in maniera assurda. Ora però non che non mi caghi sotto, anzi, però ho riscoperto diversi film horror di una certa qualità.

Dopo aver visto quest’estate al cinema Babadook e la settimana scorsa The Conjuring – L’evocazione oggi ho visto un altro horror che mi ispirava da un po di tempo, ovvero Sinister.

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Up

Il film ha una storia molto interessante e che ti coinvolge man mano che vai avanti soprattutto per scoprire di più sul demone Bagul che non ti viene presentato subito sapendo già chi è e qual’è il suo obbiettivo, ma nonostante ciò la sua presenza la senti costantemente.

Il protagonista è molto interessante e ben interpretato da Ethan Hawk. Uno scrittore che vuole riavere lo stesso successo che ebbe in passato ma si rende conto che il prezzo per quel successo è troppo alto. Un personaggio egoista e che pensa solo ai suoi fini cercando di convincere la moglie che ciò la fa per la famiglia quando invece non è così.

Il regista Scott Derrickson, che dirigerà anche Doctor Strange, mette in moto una regia molto inquietante nei momenti in cui vediamo le riprese col proiettore facendoci prendere un bello spavento quando ce n’è bisogno e facendolo nel modo giusto. Il finale è tutt’altro che positivo e ti lascia veramente male e finché non partono i titoli di coda rimmarrà questo senso di inquietudine, dato che negli ultimi istanti Derrickson mette in moto una regia veramente interessante.

C’è Vincent D’Onofrio che fa una piccola parte. Basta questo.

Down

Il personaggio di Hawk compie un’azione che nessuno avrebbe fatto soprattutto dopo aver saputo di una cosa riguardante Bagul. Avrei apprezzato una maggior caratterizzazione del suo rapporto non tanto con la moglie, che alla fine viene approfondito abbastanza, ma per quanto riguarda il rapporto coi figli.

Infine nonostante Derrickson sia stato bravo coi momenti dei filmati, negli altri momenti oltre al finale mette in gioco una regia senza guizzi particolari ma che rimane ai livelli standard. In più usa una fotografia fredda ma che non aggiunge nulla di nuovo e sa di già visto.


 

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