Watchmen e come la serie HBO ha stupito il pubblico portandolo a conoscere il massacro di Tulsa

Imparare la storia da uno spettacolo televisivo basato su un fumetto non è l’ideale, ma è meglio che non apprenderla affatto, ed è qui che entra in gioco Watchmen della HBO. Non è mai stato più tempestivo, per motivi di questioni politiche.

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Come sappiamo, HBO offrirà la serie di nove episodi gratuitamente da venerdì 19 giugno a domenica 21 giugno. L’ambizioso e rischioso progetto ha debuttato nell’ottobre del 2019 come una sorta di sequel della leggendaria grapich novel di Alan Moore e Dave Gibbons, e prima che finisse ha incorporato elementi spaziali come calamari telepatici che piovono dal cielo, vita su un maniero in una cupola istallata su una luna di Giove, un essere simile a Dio e altro ancora.

Ma approfondisce anche il tema del razzismo sistemico, la supremazia bianca per mezzo di un singulto virulento del Ku Klux Klan, il vigilantismo e il modo in cui viene condotto il lavoro di polizia, e perché.

In effetti, guardando i primi otto minuti dello spettacolo, creato da Damon Lindelof, potresti pensare di aver scelto per sbaglio un altro spettacolo. Vediamo una diligente e dolorosa ricreazione del massacro di Tulsa del 1921, a volte chiamato il massacro della Black Wall Street. I genitori corrono per salvare un ragazzo, che apparirà in modo prominente più avanti nella serie, mentre gli spari riempiono le strade. Membri del Klan incappucciati raccolgono uomini, donne e bambini neri. Le case e i negozi vengono distrutti e bruciati. Vediamo tutto molto bene attraverso questo foro di proiettile nella valigia dove si nasconde il ragazzo.

Molte persone si sono precipitate su Google la notte in cui Watchmen è stato presentato in anteprima, cercando di saperne di più. È stato un evento reale? Si, lo è stato. Eppure l’attacco è stato menzionato così poco nei programmi scolastici statunitensi (ed è stato in effetti ignorato per decenni) che il numero degli uccisi è ancora sconosciuto per certo, anche se non si discute sul fatto che sia uno dei peggiori episodi di brutalità razziale in America.

Sì, la serie vede un uomo bianco che crea uno spettacolo sull’esperienza e la storia dei neri (almeno nei primi minuti; la maggior parte dello spettacolo è ambientata in un futuro, prossimo, alternato), non esattamente la ricetta ideale per diffondere consapevolezza e ispirare l’azione secondo un pensiero comune.

Watchmen non curerà magicamente le persone affette dalla malattia nota come razzismo, ma almeno l’apertura di Lindelof all’argomento ha posto un riflettore su un avvenimento per cui non si può che inorridire, e che si, è accaduto davvero nel nostro mondo.

Qui sotto potete leggere alcuni esempi proprio della consapevolezza che la serie ha donato ad alcuni fan:

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Watchmen è una serie televisiva statunitense del 2019 creata da Damon Lindelof, basata sull’omonima graphic novel di Alan Moore, scritta da Nick Curse, Lila Byock, Christal Henry, Cord Jefferson, Jeff Jensen, Claire Kiechel, Satcy Osei-Kuffour, Carly Wray e lo stesso Lindelof, diretta da Steph Green, Nicole Kassell, Andrij Parekh, David Semel, Frederick E.O. Toye e Stephen Williams, e con Lawrence Gordon, Karen Wacker e John Blair come produttori.

La fotografia è a cura di Chris Seager, Xavier Grobet, Gregory Middleton, Alex Disenhof e Andrij Parekh, mentre la colonna sonora è composta da Trent Reznor e Atticu Ross.

Nel cast Regina King (Angela Bar), Yahya Abdul-Mateen II (Cal Abar), Andrew Howard (Red Scare), Jean Smart (Laurie Blake), Don Johnson (Commissario Judd Crawford), Tim Blake Nelson (Detective Looking Glass) e Jeremy Irons (Adrian Veidt / Ozymandias).

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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