Willem Dafoe commenta la questione Scorsese vs cinecomics

Nonostante siano passate diverse settimane, anche Willem Dafoe commenta la questione Scorsese vs cinecomics scatenata un mesetto fa con le dichiarazioni, mal comprese da tutti, del regista di The Irishman.

Sembra quasi che abbia sparato su un asilo, eppure quello che Martin Scorsese ha fatto è stato semplicemente dire la sua opinione in modo molto colorito. D’altronde ricordiamo che il suo ultimo capolavoro, The Irishman, è stato distribuito come una miseria. Direi che un commento del genere è più che comprensibile, ma ciò nonostante una polemica mondiale si è accesa e sembra ancora ben lontana dall’essersi conclusa.

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Infatti a prendere una “posizione” quest’oggi è l’attore Willem Dafoe, noto per esser stato Green Goblin nello Spider-Man di Sam Raimi, ma anche Nuidis Vulko nell’Aquaman di James Wan, e che (speriamo) vedremo presto in The Lighthouse di Robert Eggers.

L’attore, durante una recente intervista, ha parlato della questione Scorsese vs cinecomics, affermando che, per quanto sia divertente girare film del genere, comprende le parole del cineasta italo-americano:

Ti diverti molto a lavorare su quei set, perché ci sono un sacco di accessori, di riprese mozzafiato e quel genere di cose. È divertente ma molte cose sono esagerate. Spendono molti soldi per i grandi set, perché è quello che chiede l’azione, ma sono troppo rumorosi, turbolenti. Ma non entriamo in questo [ride]. Non voglio mordere la mano che mi nutre. Ma no, sul serio, gente. Guarda, quelli non sono i film in cui di solito mi ritrovo.

Andando avanti con l’intervista, Dafoe ha continuato approfondento ulteriormente l’argomento cinecomic e commentando l’attuale situazione del cinema odierno, che sembra ritrovarsi minacciato dalla moda dello streaming legale:

I film sono cambiati così tanto nella loro cultura e nel modo in cui li guardiamo anche da quando ho iniziato a lavorare io. Sono una persona piuttosto lungimirante, ma sono anche vecchio stile e penso che non ci sia niente di meglio di essere in una stanza buia con un gruppo di estranei, guardare una luce su uno schermo e vivere l’esperienza. Penso che finché il pubblico verrà ammaliato da troppe cose e troppe scelte in TV, sarà quel tipo di spettacolo che vorranno. Quindi potrebbe essere una cosa più emarginata, ma penso che sarà sempre lì.

Quello che mi preoccupa è che questi grandi film hanno bisogno sempre di qualcosa per sfamarli. Hanno bisogno di un’impennata e hanno bisogno di persone che spingano i confini in modo che possano andare avanti. Perché non sono in procinto di andare avanti, davvero. Sono nel business e possono fare cose belle perché hanno molte risorse. Possono fare cose fantastiche e che funzionano in tutto il mondo perché pochissimi altri paesi hanno quel tipo di risorse per fare queste cose spettacolari. E hanno scelto i film tratti da fumetti che hanno una sorta di cosa di Joseph Campbell in corso, sono i nostri dei moderni. Ma non ho nulla di veramente intelligente da dire su questo [ride].

Fonte: ComicBook